Il Signore di Bayard,
l'ultimo Cavaliere


conferenza
internazionale
sabato 17.09.2005
SpazioCultura
sala Previato
San Giuliano Milanese
(Italia)

nell'ambito della
rievocazione storica
"Ritornano i Giganti"
e
"9° Rencontres Bayard"

 

L'investitura di Francesco I° da parte del Cavaliere Bayard

1 - Osservazioni generali
Dalla morte del cavaliere Bayard avvenuta il 30 aprile 1524, e fino all'inizio del ventesimo secolo, le centinaia di opere che gli furono consacrate, riprendevano più o meno i racconti delle suoi tre primi biografi, cioè: Symphorien Champier, suo cugino acquisito; Jacques de Maille, suo segretario, che ha firmato il suo libro sotto lo pseudonimo di "Loyal serviteur", e Aymar du Rivail che l'ha ben conosciuto.
Dopo il sedicesimo secolo, ogni opera consacrata al cavaliere Bayard, veniva a sostenere gli scritti dei suoi contemporanei apportando ciascuna un nuovo chiarimento sulla sua vita.
Tuttavia, malgrado i documenti esitenti, certi storici del 20° secolo hanno espresso riserve sulla storia di Bayard così com'è raccontata dai suoi primi biografi. L'ultimo in ordine di tempo è un autore parigino che, in un'opera recente, contesta l'investitura di Francesco I da parte del cavaliere Bayard all'epoca della battaglia di Marignano. Il nostro intervento ha lo scopo di dimostrare, con l'aiuto di scritti e documenti, che i propositi di questo autore sono solo opinioni personali e quindi non hanno vere giustificazioni.
Coloro che si interessano a questo episodio della vita di Bayard, troveranno nella lettera n°25 degli "Amici di Bayard", pubblicata nell'aprile 2005, uno studio dettagliato e documentato, che permetterà di saperne di più sull'argomento.

2 - Breve ricordo della battaglia di Marignano
Dopo la morte di Luigi XII avvenuta il 1 gennaio 1515, Francesco I gli succede e diviene re il 25 gennaio 1515 all'età di 21 anni. Appena salito al trono, parte per l'Italia per riconquistare il Milanese che Luigi XII aveva conquistato nel 1499 e perduto dopo la cocente sconfitta di Novara. Infatti, il 7 giugno 1513 le truppe reali erano state sconfitte a Novara dalle truppe elvetiche alleate con il duca di Milano Massimiliano Sforza.
Nel mese di agosto 1515, Francesco I si dirige su Milano con circa 40.000 combatten-ti. Il 13 settembre 1515 inizia la storica battaglia di Marignano. Gli eserciti svizzeri e francesi dimostrano la loro estrema bravura con combattimenti corpo a corpo. La sera di questo primo giorno Francesco I scrive a sua madre Luisa di Savoia "200 uomini d'arme che eravamo abbiamo sconfitto ben 4000 Svizzeri e li ricacciammo così rudemente facendo loro gettare la spugna e gridare "Francia!".
All'alba, i combattimenti riprendono e gli elvetici sembrano prendere il vantaggio, ma l'arrivo della cavalleria e della fanteria veneziane, alleate dei Francesi, causa la scon fitta e la fuga dell'esercito elvetico, perseguito senza pietà dalle truppe francesi. Il nemico lascia circa 13000 morti sul campo di battaglia, i superstiti si mescolano nel più grande disordine. Per 10 anni Milano ridiventa un feudo francese.
Bayard, il cavaliere senza macchia e senza paura, modello di coraggio e di rettitudine, fa prova di grande bravura sul campo di battaglia. Per dimostrare la sua stima a colui che considera come il più valoroso dei suoi capitani, Francesco I chiede a Bayard di farlo cavaliere. Il valoroso capitano obbedirà con orgoglio e dignità.

3 - L'evento raccontato da Symphorien Champier, primo biografo del cavaliere Bayard
Symphorien Champier era medico del Duca Antoine de Lorraine. Era lo sposo di Marguerite Terrail de Bernin, cugina di Bayard. Questo legame gli permetteva di fiancheggiare il cavaliere e di riceverlo anche a tavola. Egli ha accompagnato il duca Antoine de Lorraine a Marignano ed è stato testimone oculare di questa battaglia. Ha scritto la sua opera nel 1525, con lo scopo di raccontare la vita del cavaliere Bayard, morto qualche mese prima. Non aveva alcuna ragione di scrivere il suo libro prima della morte di Bayard avvenuta il 30 aprile 1524.
Nella sua opera, Symphorien Champier racconta la scena dell'investitura del re Francesco I fatta dal cavaliere Bayard, che noi traduciamo in francese moderno: Al campo di San Donato, presso Milano, scrive, soggior nava il re di Francia. Questo volle fare e creare cavalieri coloro che l'avevano servito in questa battaglia. L'ordinamento della cavalleria precisa che solo un cavaliere può creare e fare un altro cavaliere. Per questo, il re chiamò il nobile cavaliere Bayard e gli disse: Bayard, amico mio, io voglio oggi, esser fatto cavaliere da voi, perché il cavaliere che ha combattuto a piedi e a cavallo in più battaglie tra tutti gli altri, è reputato il più degno dei cavalieri.
Sentita la richiesta del re e onorato del fatto che tale richiesta sia formulata davanti a tanti valorosi soldati, Bayard gli rispose: Signore, colui che è incoronato, lodato e unto dell'olio inviato dal cielo e re del regno, primo figlio della chiesa, è cavaliere su tutti gli altri cavalieri. Ma Francesco I l'interruppe. Egli ha già un ginocchio a terra. Allora Bayard lo investe dicendogli: Voi siete il primo principe che io faccio cavaliere, Dio voglia che voi non perdiate mai il vostro coraggio. Poi, sfoderando la sua spada, disse ad alta voce: Tu sei ben fiera spada mia d'aver dato, oggi, l'ordine di cavalleria a un re così bello e così potente. Mia bella spada, io ti conserverò ormai come una reliquia, onorata da tutti, e ti porterò contro i Turchi, i Saraceni e i Mauri. Poi, fece due salti e rimise la sua spada nel fodero.
La tradizione vuole che dopo una battaglia vittoriosa, il re ricompensi coloro che l'hanno meglio servito nominandoli cavalieri sul campo di battaglia. Fu il caso del re Carlo VIII alla battaglia di Fornovo che ricompensò parecchi combattenti nominandoli cavalieri. A sua volta, Francesco I ne fece una ventina. L'ordinamento della cavalleria stabilisce che solo un cavaliere possa crearne altri e, fino alla battaglia di Marignano, Francesco I benchè re di Francia non aveva l'investitura. Symphorien Champier e ugualmente Paolo Giovio lo precisano chiaramente. Bisogna dunque che il re sia fatto cavaliere affinchè possa nominarne altri. E' per questa ragione che egli fece appello a Bayard perchè era un eroe che stimava e del quale conosceva il valore.
E' importante ricordare che uno dei primi atti della sovranità di Francesco I era stato il ricompensare i servizi di Bayard di cui conosceva il valore e che onorava moltissimo. Egli lo nominò il 20 gennaio 1515, suo luogotenente generale al governo del Delfinato, sotto Luigi d'Orléans, duca di Longueville.
Il capitano del delfinato era quindi molto popolare, rispettato ed ammirato da un gran numero di suoi pari. Tuttavia, la scelta di Bayard ha potuto esser fatta per ragioni politiche che noi spieghiamo più avanti. Dopo essere stato fatto cavaliere, Francesco I ha vestito parecchi capitani e precisamente Robert de la Marck, signore di Fleuranges, suo amico d'infanzia.
Symphorien Champier ha evocato di nuovo questo evento in un altra opera pubblicata nel 1531-1532.

4 - Un'altra prova capitale, ma sconosciuta: i propositi del signore di Fleuranges riguardanti la scena dell'investitura.
Robert III de la Marck, signore di Fleuranges (1491-1537) è stato storico e Maresciallo di Francia. All'età di 10 anni è inviato alla corte di Luigi XII. Egli è amico e compagno di giochi e di battaglie del duca d'Angouleme, il futuro Francesco I re di Francia… Nel 1515 ritorna in Italia con Francesco I. Si distingue nei diversi duelli, e particolarmente a Marignano dove contribuisce largamente alla vittoria dei Francesi ed il re lo nomina cavaliere personalmente. Nel 1525, è fatto prigioniero alla battaglia di Pavia e condivide la prigionia di Francesco I prima di essere imprigionato in Fiandra dove redige le sue memorie.
A pagina 222 delle sue memorie, Fleuranges cita chiaramente la scena dell'investitura. Traduciamo il suo racconto in francese moderno: Quando il re vide che ci sarebbe stata la battaglia, pregò Bayard di farlo cavaliere. Fu un grande onore per il signore di Bayard fare cavaliere un re davanti a tanti Cavalieri dell'ordine e a persone importanti che erano presenti.
In realtà, l'investitura ha avuto luogo dopo la vittoria di Marignano e non prima. Fleuranges lo precisa successivamente nella sua opera. Dopo aver raccontato le peripezie della battaglia, di come ha corso il rischio di perdere la vita e di come fu salvato dal cavaliere Bayard, egli scrive a pagina 233, che dopo la battaglia, il re andò verso di lui e gli disse "Come mio amico, mi era stato detto che tu eri morto!".… Poi aggiunse "Io sento bene che in alcune battaglie dove avete partecipato, non avete voluto essere cavaliere, io lo sono stato oggi, e vi prego che vogliate esserlo di mia mano", dopo di che Fleuranges ringraziò il re dell'onore che gli faceva.
Questa testimonianza del Fleuranges è importante, poichè precisa che il re è stato fatto cavaliere sul campo di battaglia dal cavaliere Bayard. E' un punto essenziale che il professore Jean Jacquart ha indicato nel suo libro dedicato a Bayard, ma che gli altri storici hanno omesso di trattare. E' un peccato che questa prova inconfutabile non sia stataportata a conoscenza dei lettori, perchè sono argomentazioni trattate da un contemporaneo, amico d'infanzia di Francesco I, che ha partecipato alla battaglia di Marignano, cheha evocato la scena dell'investitura e che è stato lui stesso investito dal re.

5 - Ciò che bisogna soprattutto ricordare dell'opera di Symphorien Champier
Se si deve ricordare un capitolo che attesta che Bayard ha investito il re di Francia Francesco I, è quello che riguarda la lettera indirizzata a Melin de Saint Gelais, precettore del Delfino di Francia, laddove Symphorien Champier evoca l'investitura in una maniera che mostra che costui, come tutti gli altri destinatari dell'opera, sono al corrente di questo evento. Parlando del Delfino, Francesco di Francia, figlio primogenito di Francesco I e fratello del futuro re Enrico II, Champier scrive: a te dunque, caro amico Melin, io ti invio questa storia di un prode cavaliere tra tutti gli altri del paese di Monsignore il Delfino, al servizio del quale tu sei ordinariamente e con con il quale tu sei uno dei più familiari. Tanto più che il Signor Delfino è figlio del primo figlio della chiesa. Nel suo paese è nato uno dei più valorosi cavalieri del suo tempo… Il Delfino, tra tutti i giovani principi, è nobilissimo, bello… di natura cortese. Queste sono le sue qualità, d'altronde suo padre ha voluto prendere l'ordine di cavaliere dalle mani del nobile Bayard, a maggior ragione, si dovrà compiacersi di leggere la storia del prode cavaliere Bayard il quale è nato nel paese dove è signore sovrano…
Nel corso degli anni, questo libro, come tutti quelli che sono stati scritti su Bayard, sono serviti da propaganda nazionale al ritmo delle guerre che si sono succedute fino al ventesimo secolo, per mettere in luce il patriottismo del nostro eroe affinchè egli serva da esempio ai combattenti. Parecchie prefazioni lo attestano. Nondimeno il racconto di Symphorien Champier è stato redatto per questo scopo. Esso è stato scritto qualche mese dopo la morte di Bayard, in seguito ad un voto di famiglia, con il solo fine di raccontare alcuni episodi della vita del cavaliere, la cui famosa scena dell'investitura ne fa parte integrante. Che Symphorien Champier abbia esagerato il dialogo tra il re ed il cavaliere, non vi è alcun dubbio, ma l'investitura stessa non può in alcun caso essere discussa.
La vita di Bayard secondo Champier non ha avuto meno di dieci edizioni, dal 1525 al 1602. Ricordiamo che le tre prime biografie del cavaliere Bayard erano dei contemporanei che l'hanno ben conosciuto. Si tratta di Symphorien Champier, Jacques de Mailles ovvero il "leale servitore" e Aymar du Rivail.
Jacques de Mailles è stato arciere, in seguito segretario di Bayard. Ha vissuto per molto tempo nell'intimità del suo eroe. Divenuto notaio, ha avuto il privilegio di fissare nel 1525, il matrimonio di Jeanne, figlia naturale di Bayard, con François de Bocsozel.
Aymar du Rivail era consigliere al parlamento di Grenoble. Nato verso il 1490 e morto nel 1557, ha vissuto parecchi anni in Italia nel periodo in cui Bayard era all'apice della sua gloria. Ha conosciuto bene il cavaliere. Testimone oculare di parecchi fatti contemporanei, ha redatto un riassunto della vita di Bayard nella sua storia degli Allobroges. Aymar du Rivail è stato uno dei testimoni del matrimonio di Jeanne, figlia di Bayard con François di Bocsozel.
Ecco i nomi di alcuni autori che hanno parimenti evocato l'evento: Paolo Giovio (Storie di Paolo Giovio pagina 341) - Du Bellay (memorie 1.I) - François de Belleforest (Re di Francia - Francesco I pag. 443) - ma anche Théodore Godefroy, Aimar, Il Priore di Lonval, Guyard de Berville, Baillot St Martin, Alfred de Terrebasse, Delandine de St Esprit, Joseph Roman, Auguste Prudhomme, Loredan Larchey, Louis Moland, Paul Ballaguy, Camille Monnet, Jean Jacquart.

6 - I dubbi scomparsi dello storico Joseph Roman
Bisogna ricordare che Joseph Roman (1840-1924), uno degli storici più in vista del diciannovesimo e ventesimo secolo, che ha pubblicato la storia di Bayard per la Société de l'Histoire de France, che è anche l'autore di oltre 80 opere storiche di cui parecchie su Bayard, aveva avuto per un pò di tempo dei dubbi sull'investitura di Francesco I da parte di Bayard, presto dissipatisi in seguito. Ecco un estratto di ciò che ha scritto nella "La revue dauphinoise" anno 1899 pagina da 15 a 17, sotto il titolo seguente "Dimostrazione che non bisogna mai bruciare un vecchio documento senza leggerlo". Si tratta di resti di una istanza dei cittadini di Embrun rivolta al re Roy dauphin, (Francesco I) ed ai signori consiglieri del suo consiglio privato per supplicarli di scaricarli da certi contributi chiamati "Cas impérieux", che la Corte dei Conti del delfinato voleva loro far pagare.
"Archiviai alcuni vecchi documenti, quando uno straccio macchiato e per tre quarti morsicato dai topi mi cadde sulla mano; lo gettai prima con disgusto in un angolo per bruciarlo, ma ricordandomi di questo assioma che non bisogna mai distruggere un vecchio documento senza leggerlo, mi venne un rimorso. Ripresi il mio straccio ed ecco ciò che lessi...".
Poi, l'autore copia testualmente senza colmare le lacune quello che ha potuto leggere sul documento. In seguito scrive "In questo documento, del resto poco importante, fui ipnotizzato dalla frase seguente: il vostro evento e promozione dell'ordine cavalleresco fatto dal signore di Bayard, questo risolveva definitivamente un problema che mi aveva fortemente impensierito mentre preparavo la mia edizione della Cronaca di Bayard da parte del Leale Servitore… Ecco un documento autentico, quasi contemporaneo dell'evento, rivolto al principe stesso che fu uno degli attori di questo evento memorabile, deve essere creduto perchè possiede tutte le caratteristiche di fedeltà e di veridicità che lo storico ha il diritto di esigere.
"E' quindi ormai certo e dimostrato che Bayard ha avuto l'onore di armare cavaliere il re di Francia. Champier ha probabilmente snaturato questa scena raccontandola ed abbellendola di dettagli presi dalla sua immaginazione, ma la scena stessa non è una sua invenzione".
Il testo riguardante il racconto di Joseph Roman apparso sulla "revue dauphinoise" anno 1899, è stato riscritto integralmente nella lettera degli "Amici di Bayard" n° 13, del settembre 1998.

7 - Una prova incontestabile
Per avere una prova concreta tra le mani, abbiamo ricercato l'istanza dei cittadini di Embrun citata da Joseph Roman, con tuttavia poca speranza di ritrovarla, convinti che era stata bruciata dopo la lettura, visto la sua condizione "uno straccio sporco e per tre quarti morso dai topi".
Avevamo ragione di dubitare, ma la provvidenza ci è venuta in aiuto, il che dimostra, che non bisogna mai arrendersi quando si tratta di lottare per qualcosa. Così, il lavoro comune con il Signor Jean Baccard, presidente dell'associazione "Gli amici di Bayard", il Signor Raymond Joffre, presidente di "Ex-Libris Dauphine" ed io stesso, fu indirizzata una lettera agli archivi dipartimentali delle Hautes-Alpes scritta dal Signor Raymond Joffre il 24 marzo 2004 chiedendo loro se avevano ancora traccia dell'istanza dei cittadini di Embrun citata qui sopra. La risposta datata 2 aprile 2004 ben confermava quello che noi temevamo, ma indicava la presenza di un altro documento che garantiva quello che Joseph Roman aveva scritto sulla investitura. Ecco il contenuto della lettera firmata dalla Signora Patricia Guyard, direttrice degli archivi dipartimentali delle Hautes-Alpes:
"… In cambio, tra i documenti rilegati in volumi da Roman e derivanti dai fondi pubblici o privati delle Hautes-Alpes o dell'Isère, ho ritrovato traccia di istanze successive d'esenzioni di pagamento di cas royaux della città di Embrun, delle inchieste e decisioni di pagamento o di esenzioni (F 2167, volume IX dei manoscritti) dal XVI al XVII secolo. Tra i documenti figura un atto della Corte dei Conti di Grenoble del 10 febbraio 1543 che dimostra i pagamenti dei cas royaux da parte di Embrun; questo atto cita parecchi eventi recenti in cui Embrun fu sollecitata a pagare, precisamente: "item, pro adventu dicti domini nostri regi Francisci; item, quia effectus est miles per manus domini de Bayardo" (pezza 23). (Traduzione: anche per l'arrivo del nostro signore il re Francesco; anche perchè è stato fatto cavaliere dal signore di Bayard).
La lettera termina così "Questo documento fa parte di un dossier costituito a partire dal 1539 e l'enumerazione dei casi segue esattamente quella citata nell'istanza della quale voi cercate la data. Penso che si possa ragionevolmente datare l'istanza dal 1539 al 1543 e probabilmente al più tardi prima della morte di Francesco I al quale si rivolge l'atto".
Va da sè che tutte le argomentazioni fatte dai più grandi, i più belli, i più seducenti, i più convincenti letterati del mondo, non danno molto peso a questo modesto documento originale, del quale ormai possediamo una copia.

8 - Perché il re Francesco I ha scelto Bayard per la propria investitura?
Molti storici hanno scritto che per la sua investitura il re aveva scelto Bayard malgrado la presenza di parecchi grandi capitani, ma essi non dicono perché è lui che fu scelto. Ricordiamoci di quello che ha dichiarato Fleuranges: Quando il re vide che ci sarebbe stata battaglia, pregò il Signore di Bayard di farlo cavaliere. Fu un grande onore per il signore di Bayard di fare cavaliere un re davanti a tanti Cavalieri dell'ordine e di genti nobili che erano là. Tuttavia la spiegazione più plausibile ci è stata data da Paolo Giovio, nella sua storia, a pagina 341, che traduciamo in francese moderno:
"Poichè il re è considerato molto degno di ottenere l'ordine cavalleresco, con il consenso dei signori che erano con lui, perchè fu un valoroso guerriero durante le due battaglie e principalmente nella prima, ricevette di buon cuore le insegne di questa dignità dalla mano di Bayard, personaggio molto valoroso, malgrado fu in presenza di tre grandi capitani, che seguendo la cerimonia militare, con parole formali e la spada sguainata, desideravano fortemente fare a lui questo onore. Ma egli preferì Bayard a tutti gli altri, perché l'aveva visto combattere molto ferocemente contro i nemici, e soprattutto, non voleva, con una scelta per lui imbarazzante, offendere i capi più grandi, accordando ad uno di loro un tale favore. Voleva tenerli in uguale dignità. La sua intenzione era anche obbligare Bayard a servirlo sempre dopo avergli accordato una stima così nobile dimostrando altresì che la dignità dell'ordine cavalleresco non deve essere acquisita con ambiziose e vili codardie, ma deve essere guadagnata durante la battaglia da parte di personaggi audaci, coraggiosi e valorosi, facendoli diventare nobilissimi e famosi, anche se hanno poca fortuna.
Dopo il testo di Paolo Giovio è chiaro che una delle principali ragioni di questa scelta era quella di legare a sè "per sempre" i servigi di Bayard "valorosissimo personaggio". Ma c'è un'altra ragione importantissima che gli storici non hanno spiegato. Il testo qui sopra mostra che i più grandi capi presenti a questa battaglia (diamo alcuni nomi più avanti in questo capitolo) si sono proposti per investire il re, il testo originale dice "… In presenza di grandi capitani, che, seguendo la cerimonia militare, con parole formali e la spada sguainata… desiderassero fortemente fargli questo onore, ma lui preferì Bayard a tutti gli altri. Ma il re ha rifiutato di fare una scelta tra i grandi capitani ed ha preferito Bayard a tutti gli altri. Egli spiega il perchè e dice "...che non voleva... offendere i capi maggiori ma dar loro uguale dignità…." Questo dimostra chiaramente, che per ragioni politiche, il re ha preferito scegliere un cavaliere valoroso, conosciuto per il suo coraggio, piuttosto che un grande capitano fra coloro che gli stavano intorno, essendo cosciente che un tale onore concesso ad uno di loro avrebbe potuto irritare ed ingelosire gli altri grandi capi. Egli quindi ha preferito non offenderli e tenerli in pari dignità, affinché nulla si ritorcesse contro di lui. Quindi, con il loro consenso, scelse il cavaliere Bayard.
Alfred de Terrebasse si avvicina a questa tesi. Egli scrive a pag. 366 e 367: "Le même soir, il ne fut question dans la tente du roi que de la bataille et de ceux qui s'y étaient le plus signalés. Tous les suf-frages se réunirent sur Bayart: les capitaines convinrent unanimement qu'il avait surpassé les plus valeureux et s'était surpassé lui-même dans cette journée. François Ier le sa-vait, pour l'avoir rencontré tout le temps de l'action au plus fort de la mêlée, et il voulut lui donner un glorieux témoignage de sa satisfaction, en recevant de lui l'accolade. "Il avait bien raison, car de meilleur ne l'eût su prendre".
"Le roi désirait faire cet honneur à ceux qui s'étaient distingués en cette bataille, de les armer chevaliers de sa main; mais, d'après les antiques lois de la chevalerie, "au seul chevalier il appartenait de faire et créer un autre chevalier". Le jeune prince ne l'était point encore ayant préféré d'attendre quel-que occasion plus honorable de recevoir l'or-dre de chevalerie, que celles qui s'étaient présentées durant la paix".
Nonostante fossero presenti i più grandi personaggi di Francia e d'Italia quali il conestabile di Borbone, i duchi di Savoia, di Ferrara, di Lorena, i marescialli della Tremoille, d'Aubigny, della Palice, la devozione e la stima del re gli fecero onorare di questa preferenza un semplice capitano. "Nessuno come il signore di Bayard, disse Francesco I, ha avuto l'onore di trovarsi in tante battaglie, assalti e scontri sia a piedi che a cavallo e dar prova di coraggio, esperienza e buona condotta. Bayart, amico mio, voglio essere fatto da voi cavaliere perchè non conosco nessuno che abbia portato gli speroni dorati più dignitosamente di voi".
Il seguito del dialogo è stato lungamente descritto, ma in modo ozioso ed esagerato da Symphorien Champier. Varillas (Histoire de François I, Paris, Barbin, 1685, pag. 116, 117) e discute lungamente i motivi di questa gloriosa preferenza accordata ad un semplice cavaliere, mentre il "Leale servitore" la enuncia in una sola frase.
Oltre al suo titolo di luogotenente ge-nerale del Delfinato, Bayard divenne in seguito cavaliere dell'ordine del re e capitano di cento uomini d'arme, carica di cui si onoravano allora i principi di sangue. Nessuno dubita che se la morte non avesse stroncato Bayard circa a metà della sua carriera, all'età di circa 50 anni, Francesco I non avrebbe tardato, nonostante le gelosie della corte, a conferire qualche onorificenza importante al difensore di Mézières. La scelta che aveva fatto questo principe di ricevere l'ordine cavalleresco dal Buon Cavaliere, è la garanzia sicura dell'alta stima di cui lo onorava.

9 - Conclusioni
Ecco due grandi personaggi dell'epoca,Symphorien Champier ed il signore di Fleuranges che furono testimoni oculari della battaglia di Marignano, che parlano lo stesso linguaggio e che confermano l'investitura di Francesco I per mano del cavaliere Bayard. Il loro racconto è rafforzato da quello di Jac-ques de Mailles, segretario di Bayard, da Paolo Giovio, uno storico italiano del sedicesimo secolo, e da tanti altri. Tuttavia, noi abbiamo spiegato il motivo ed in quali circostanze il re ha scelto Bayard per l'investitura. In un altro ambito, Joseph Roman afferma di aver trovato un documento d'epoca che attesta che il re Francesco I è stato investito da Bayard. Egli trascrive il contenuto di questo documento nella "revue dauphinoise" del 1899. A questo si aggiunge un altro documento d'epoca aggiornato nell'aprile 2004, che si può consultare in ogni momento e che abbiamo già citato. Questa prova innegabile, che non può in nessun modo essere contestata, si trova negli Archivi Dipartimentali delle Hautes Alpes (pezza 23).
A chi bisogna credere? Al racconto concordante degli storici contemporanei, rafforzato da documenti esistenti, o a quello di un autore che, all'alba del ventunesimo secolo, ovvero circa 500 anni dopo la battaglia di Marignano, vuole contestare con opinioni personali ma senza alcuna pezza d'appoggio, le dichiarazioni di questi eminenti personaggi di cui i primi due furono presenti sul campo di battaglia, quindi testimoni oculari di questo evento? Che giudichino gli uditori!
Ci è sembrato utile fare questa considerazione poiché ci vuole poco per passare dalla storia alla pseudostoria.

Marcel Fakhoury
(traduzione dal francese di Stefano Maraschi)

Marcel Fakhoury è nato ad Alessandria d'Egitto nel 1936 e dal 1959 vive in Francia. Poeta, letterato e storico, ha scritto il suo primo romanzo nel 1991 e si è interessato particolarmente alla storia di un uomo illustre: Pierre Terrail signore di Bayard. Marcel Fakhoury fa parte del Consiglio di Amministrazione della Société des Ecrivains Dauphinois, è Socio della Académie delphinale e direttore della redazione dei "Cahiers de l'Alpe". Autore di numerosi articoli di argomento storico, ha tenuto numerose e qualificate conferenze sul Cavaliere di Bayard.

 

L'adoubement de François Ier par le Chevalier Bayard

1 - Remarques générales
Depuis la mort du chevalier Bayard, survenue le 30 avril 1524, et jusqu'au début du 20ème siècle, les centaines d'ouvrages qui lui furent consacrés, reprenaient plus ou moins les récits de ses trois premiers biographes, à savoir : Symphorien Champier, son cousin par alliance, Jacques de Mailles, son secrétaire, qui a signé son livre sous le pseudonyme de " Loyal serviteur ", et Aymar du Rivail qui l'a bien connu.
Après le 16ème siècle, chaque ouvrage consacré au chevalier Bayard, venait conforter les écrits de ses contemporains en apportant chacun un éclairage nouveau sur sa vie.
Cependant, malgré les documents existants, certains historiens du 20ème siècle ont émis des réserves sur l'histoire de Bayard telle qu'elle a été racontée par ses premiers biographes. Le dernier en date est un auteur parisien qui, dans un ouvrage récent, conteste l'adoubement de François Ier par le chevalier Bayard lors de la bataille de Marignan. Notre intervention a pour but de démontrer, écrits et documents à l'appui, que les propos tenus par cet auteur ne reposent que sur des opinions personnelles et n'ont pas de fondement sérieux.
Ceux et celles qui s'intéressent à cet épisode de la vie de Bayard, trouveront dans la lettre No 25 des " Amis de Bayard ", éditée en avril 2005, une étude détaillée et documentée, leur permettant d'en savoir plus sur le sujet.

2 - Bref rappel de la bataille de Marignan
Après la mort de Louis XII survenue le 1er janvier 1515, François Ier lui succède et devient roi le 25 janvier 1515 à l'âge de 21 ans. A peine monté sur le trône, il part en Italie reconquérir le Milanais que Louis XII avait acquis en 1499 et perdu après la cuisante défaite de Novare. En effet, le 7 juin 1513 les troupes royales avaient été humiliées à Novare par les troupes helvétiques alliées au duc de Milan Maximilien Sforza.
Au mois d'Août 1515, François Ier se dirige sur Milan avec environ 40.000 combattants. Le 13 septembre 1515 s'engage la bataille historique de Marignan. Les armées suisses et françaises font preuve d'une extrême bravoure avec des combats au corps à corps. Au soir de ce premier jour, François Ier écrit à sa mère Louise de Savoie " 200 hommes d'armes que nous estions en défismes bien 4.000 Suisses et les repoussâmes assez rudement en leur faisant jeter leurs picques et crier " France! ".
A l'aube, les combats reprennent et les helvètes semblent prendre l'avantage, mais l'arrivée de la cavalerie et de l'infanterie vénitiennes, alliées des Français, cause la débâcle et la fuite de l'armée helvète, poursuivie sans pitié par les troupes françaises. L'ennemi laisse près de 13.000 morts sur le champ de bataille, les survivants se replient dans le plus grand désordre. Pendant 10 ans, Milan redevient un fief français.
Bayard, le chevalier sans peur et sans reproche, modèle de courage et d'intégrité, fait preuve d'une grande bravoure sur le champ de bataille. Pour prouver son estime à celui qu'il considère comme étant le plus valeureux de ses capitaines, François Ier demande à Bayard de l'armer chevalier. Le valeureux capitaine va s'exécuter avec fierté.

3 - L'événement raconté par Symphorien Champier, premier biographe du chevalier Bayard
Symphorien Champier était médecin du Duc Antoine de Lorraine. Il était l'époux de Marguerite Terrail de Bernin, cousine de Bayard. Cette alliance lui permettait de côtoyer le chevalier et de le recevoir même à table. Il a accompagné le Duc Antoine de Lorraine à Marignan et a été témoin oculaire de cette bataille. Il a écrit son ouvrage en 1525, dans le but de raconter la vie du chevalier Bayard, mort quelques mois auparavant. Il n'avait aucune raison d'écrire son livre avant la mort de Bayard survenue le 30 avril 1524.
Dans son ouvrage, Symphorien Champier raconte la scène de l'adoubement du roi François Ier par le chevalier Bayard, que nous traduisons en français moderne : Au camp de Saint Don, près de Milan, écrit-il, séjournait le roi de France. Il voulut faire et créer des chevaliers qui l'avaient servi en cette bataille. L'ordre de chevalerie précise que seul un chevalier peut créer et faire un autre chevalier. Pour cela, le roi appela le noble chevalier Bayard et lui dit : Bayard, mon ami, je veux aujourd'hui, être fait chevalier par vos mains, parce que le chevalier qui a combattu à pied et à cheval en plus de batailles entre tous autres, est tenu et réputé le plus digne chevalier.
Touché par la requête du roi et honoré qu'elle soit formulée devant tant de valeureux soldats, Bayard lui répondit : Sire, celui qui est couronné, loué et oint de l'huile envoyé du ciel et est le roi du royaume, le premier fils de l'église, est chevalier sur tous les autres chevaliers ". Mais François Ier l'interrompt. Il a déjà un genou à terre. Alors Bayard l'adoube en lui disant : Vous êtes le premier prince que je fais chevalier, Dieu veuille que vous ne perdiez jamais votre courage. Puis, ayant relevé son épée, il dit à haute voix: Tu es bien heureuse mon épée d'avoir donné, aujourd'hui, l'ordre de chevalerie à un roi aussi beau et aussi puissant. Ma bonne épée, je te garderai désormais comme une relique, honorée sur toutes les autres, et ne te porterai plus que contre les Turcs, les Sarrasins et les Maures. Puis, il fit deux sauts et remit son épée dans le fourreau.
L'usage veut qu'après une bataille victorieuse, le roi récompense ceux qui l'ont le mieux servi en les nommant chevaliers sur le champ de bataille. Ce fut le cas du roi Charles VIII à la bataille de Fornoue qui récompensa plusieurs combattants en les nommant chevaliers. A son tour, François Ier s'exécuta et en fit une vingtaine. Or l'ordre de chevalerie exige que seul un chevalier puisse en créer d'autres et, jusqu'à la bataille de Marignan, François Ier bien que Roi de France n'était pas adoubé. Symphorien Champier et notamment Paolo Giovio le précisent clairement. Il fallait donc que le Roi soit fait chevalier pour qu'il puisse en nommer d'autres. C'est pour cette raison qu'il fit appel à Bayard parce que c'était un héros qu'il estimait et dont il connaissait la valeur.
Il est important de rappeler que l'un des premiers actes de la souveraineté de François Ier avait été de récompenser les services de Bayard, dont il connaissait la valeur et qu'il honorait d'une estime affectueuse. Il le nomma, le 20 janvier 1515, son lieutenant général au gouvernement de Dauphiné, sous Louis d'Orléans, duc de Longueville.
Le capitaine dauphinois était donc très populaire, respecté et admiré par un grand nombre de ses pairs. Cependant, le choix de Bayard a pu être fait pour des considérations politiques que nous expliquons plus loin. Après avoir été fait chevalier, François Ier a adoubé plusieurs capitaines et notamment Robert de la Marck, sieur de Fleuranges, son ami d'enfance.
Symphorien Champier a évoqué à nouveau cet événement dans un autre ouvrage publié en 1531-1532.

4 - Une autre preuve capitale, mais méconnue : les propos tenus par le seigneur de Fleuranges concernant la scène de l'adoubement.
Robert III de la Marck, seigneur de Fleuranges (1491 - 1537) a été historien et Maréchal de France. A l'âge de dix ans il est envoyé à la cour de Louis XII. Il y est l'ami et le compagnon de jeux puis d'armes du duc d'Angoulême, le futur François 1er, roi de France… En 1515 il retourne en Italie avec François Ier. Il se distingue dans diverses affaires, et particulièrement à Marignan où il contribue largement à la victoire des Français et le roi l'adoube de sa propre main. En 1525, il est fait prisonnier à la bataille de Pavie et partage la captivité de François Ier avant d'être emprisonné en Flandres où il rédige ses mémoires.
En page 222 de ses mémoires, Fleuranges mentionne clairement la scène de l'adoubement. Nous traduisons son récit en français moderne : Quand le roi vit qu'il y aurait bataille, il pria Monsieur de Bayard de le faire chevalier de sa main. Ce fut un grand honneur au sieur de Bayard de faire un roi chevalier devant tant de Chevaliers de l'ordre et de gens de bien qui étaient là.
En réalité, l'adoubement a eu lieu après la victoire de Marignan et non pas avant. Fleuranges le précise plus loin dans son ouvrage. Après avoir raconté les péripéties de la bataille, comment il a failli perdre sa vie et comment il fut sauvé par le chevalier Bayard, il écrit en page 233, qu'après la bataille, le roi alla vers lui et lui dit : " Comment mon ami, on m'avait dit que tu étais mort ! "… Puis, il rajouta: " Je sens bien que en quelque bataille que vous avez été, ne voulûtes être chevalier, je l'ai aujourd'hui été, je vous prie que le veuillez être de ma main ", après quoi, Fleuranges remercia le roi de l'honneur qu'il lui faisait.
Ce témoignage de Fleuranges est important, car il précise que le roi a bien été fait chevalier sur le champ de bataille par le chevalier Bayard. C'est un point essentiel que le professeur Jean Jacquart a indiqué dans son livre consacré à Bayard, mais que les autres historiens ont omis de relater. Il est dommage que cette preuve capitale n'ait pas été portée à la connaissance des lecteurs, car ce sont des propos tenus par un contemporain, ami d'enfance de François Ier, qui a participé à la bataille de Marignan, qui a évoqué la scène de l'adoubement et qui a été lui-même adoubé par le roi.

5 - Ce qu'il faut surtout retenir de l'ouvrage de Symphorien Champier
Si l'on doit retenir un chapitre qui prouve que Bayard a bien adoubé le roi de France François Ier, c'est celui qui concerne l'épître adressée à Melin de Saint Gelais, précepteur du Dauphin de France, où Symphorien Champier évoque l'adoubement d'une manière qui montre que celui-ci, comme tous les autres destinataires de l'ouvrage, sont au courant de cet événement. En parlant du Dauphin, François de France, fils aîné de François 1er et frère du futur roi Henri II, Champier écrit: A toi donc, cher ami Melin, je t'envoie cette histoire d'un preux chevalier entre tous les autres du pays de Monseigneur le Dauphin, au service duquel tu es ordinairement et avec qui tu es l'un des plus familiers. D'autant que Monseigneur le Dauphin est fils du premier fils de l'église. Dans son pays est né l'un des plus valeureux chevalier de son temps… Le Dauphin, entre tous les jeunes princes, est très noble, beau… de nature courtoise. Il en est ainsi de ses qualités, d'autant que son père a voulu prendre l'ordre de chevalerie par les mains de feu noble Bayard, à plus forte raison, devrait-il se réjouir de lire l'histoire du preux chevalier Bayard lequel a pris naissance au pays dont il est souverain seigneur…
On a tout lieu de croire qu'au fil des ans, ce livre, comme tous ceux qui ont été écrits sur Bayard, ont servi de propagande nationale au rythme des guerres qui se sont succédées jusqu'au 20ème siècle, pour mettre en lumière le patriotisme de notre héros afin qu'il serve d'exemple aux combattants. Plusieurs préfaces l'attestent. Néanmoins, le récit de Symphorien Champier n'a pas été rédigé dans ce but. Il a été écrit quelques mois après la mort de Bayard, suite à un vœu familial, dans le seul but de raconter des épisodes de la vie du chevalier, dont la fameuse scène de l'adoubement fait partie intégrante. Que Symphorien Champier ait exagéré le dialogue entre le roi et le chevalier, il n'y a aucun doute à cela, mais l'adoubement lui-même ne peut en aucun cas être contesté.
La Vie de Bayard par Champier n'a pas eu moins de dix éditions, de 1525 à 1602. Rappelons que les trois premiers biographes du chevalier Bayard étaient des contemporains qui l'ont bien connu. Il s'agit de Symphorien Champier, Jacques de Mailles alias le " Loyal serviteur " et Aymar du Rivail.
Jacques de Mailles a été archer, puis secrétaire de Bayard. Il a vécu longtemps dans l'intimité de son héros. Devenu notaire, il a eu le privilège d'établir en 1525, le contrat de mariage de Jeanne, fille naturelle de Bayard, avec François de Bocsozel.
Aymar du Rivail était conseiller au parlement de Grenoble. Né vers 1490 et mort en 1557, il a vécu plusieurs années en Italie au moment où Bayard était au sommet de sa gloire. Il a bien connu le chevalier. Témoin oculaire de plusieurs faits contemporains, il a rédigé un résumé de la vie de Bayard dans son histoire des Allobroges. Aymar du Rivail a été l'un des témoins du mariage de Jeanne, fille de Bayard avec François de Bocsozel.
Voici le nom de quelques auteurs qui ont également évoqué l'événement : Paulo Giovio (Histoires de Paolo Jovio page 341) - Du Bellay (mémoires 1. I) - François de Belleforest (Roy de France - François 1er page 443) - mais aussi Théodore Godefroy, Aimar, Le prieur de Lonval, Guyard de Berville, Baillot St Martin, Alfred de Terrebasse, Delandine de St Esprit, Joseph Roman, Auguste Prudhomme, Loredan Larchey, Louis Moland, Paul Ballaguy, Camille Monnet, Jean Jacquart…

6 - Les doutes dissipés de l'historien Joseph Roman
Il faut rappeler que Joseph Roman (1840 - 1924), l'un des historiens les plus en vue du 19ème et 20ème siècle, qui a publié l'histoire de Bayard pour la Société de l'Histoire de France, qui est aussi l'auteur de plus de 80 ouvrages historiques dont plusieurs sur Bayard, avait eu pendant quelque temps des doutes sur l'adoubement de François Ier par Bayard, vite dissipés depuis. Voici un extrait de ce qu'il a écrit dans " La revue dauphinoise " année 1899 page 15 à 17, sous le titre suivant " Comme quoi il ne faut jamais brûler un vieux papier sans le lire ". Il s'agit des restes d'une requête des citoyens d'Embrun adressée au Roy dauphin, (François Ier) et à messieurs de son conseil privé pour les supplier de les décharger de certaines contributions nommées " Cas impériaux ", que la chambre des Comptes du Dauphiné voulait leur faire payer.
" Je classais quelques vieux papiers, quand un chiffon maculé et aux trois quarts rongé par les rats me tomba sous la main ; je le rejetai d'abord avec dégoût dans un coin pour le brûler, mais me souvenant de cet axiome qu'il ne faut jamais détruire un vieux papier sans le lire, un remords me vint. Je repris mon chiffon et voici ce que j'y lus… ".
Puis, l'auteur copie textuellement sans combler les lacunes ce qu'il a pu lire sur le document. Il écrit ensuite : " Dans ce document, du reste peu important, je fus hypnotisé par la phrase suivante : votre advènement et promotion de l'ordre de chevalerie par les mains de monsieur de Bayard, car elle résolvait définitivement un problème qui m'avait fort préoccupé lorsque je préparais mon édition de la Chronique de Bayart par le Loyal Serviteur… Voilà un document authentique, presque contemporain de l'événement, adressé au prince même qui fut l'un des acteurs de cet événement mémorable, il doit être cru parce qu'il possède tous les caractères de bonne foi et de véracité que l'historien est en droit d'exiger ".
" Il est donc désormais certain et démontré que Bayart a eu l'honneur d'armer chevalier le roi de France. Champier a probablement dénaturé cette scène en la racontant et en l'agrémentant de détails puisés dans son imagination, mais la scène elle-même n'est pas de son invention… ".
Le texte concernant le récit de Joseph Roman paru dans " La revue dauphinoise " année 1899, a été retranscrit intégralement dans la lettre des " Amis de Bayard " No 13, de septembre 1998.

7 - Une preuve indéniable
Pour avoir une preuve concrète entre les mains, nous avons recherché la requête des citoyens d'Embrun citée par Joseph Roman, avec cependant peu d'espoir de la retrouver, convaincus qu'elle a été brûlée après sa lecture, vu son état : " un chiffon maculé et aux trois quarts rongé par les rats ".
Nous avions raison de douter, mais la providence nous est venue en aide, comme quoi, il ne faut jamais baisser les bras quand il s'agit de lutter pour la bonne cause. Ainsi, dans un travail commun avec Monsieur Jean Baccard, président de l'association " Les amis de Bayard ", Monsieur Raymond Joffre, président d'Ex-Libris Dauphiné et moi-même, une lettre fut adressée par Monsieur Raymond Joffre aux Archives départementales des Hautes-Alpes le 24 mars 2004 leur demandant s'ils avaient encore trace de la requête des citoyens d'Embrun citée ci-dessus. La réponse datée du 2 avril 2004 confirmait bien ce que nous craignions, mais elle indiquait la présence d'un autre document qui garantissait ce que Joseph Roman avait écrit concernant l'adoubement. Voici le contenu de la lettre signée par Madame Patricia Guyard, directrice des Archives départementales des Hautes-Alpes:
" … En revanche, parmi les papiers reliés en volumes par Roman et issus de tout fonds public ou privé des Hautes-Alpes ou de l'Isère, j'ai retrouvé trace des requêtes successives d'exemption de paiement de cas royaux par la ville d'Embrun, des enquêtes et décisions de paiement ou d'exemption (F 2167, volume IX des pièces manuscrites) du XVIème au XVIIèmes s. Parmi les pièces figure un acte de la Chambre des comptes de Grenoble du 10 février 1543 tendant à prouver le paiement des cas royaux par Embrun ; cet acte cite plusieurs évènements récents où Embrun fut sollicité de payer, notamment: " item, pro adventu dicti domini nostri regi Francisci; item, quia effectus est miles per manus domini de Bayardo " (pièce 23) ". (Traduction : De même pour l'arrivée du dit notre seigneur le roi François ; de même, parce qu'il a été fait chevalier par la main du seigneur de Bayard).
La lettre se termine ainsi " Ce document fait partie d'un dossier constitué à partir de 1539 et l'énumération des cas suit exactement celle mentionnée dans la requête dont vous cherchez la date. Je pense qu'on peut raisonnablement dater la requête de 1539 ou 1543 et évidemment au plus tard avant la mort de François 1er à qui s'adresse l'acte ".
Il va de soi que tous les arguments émis par les plus grands, les plus beaux, les plus séduisants, les plus convaincants littérateurs du monde, ne pèsent pas lourd devant ce modeste document d'origine, dont nous possédons désormais une copie.

8 - Pourquoi le roi François Ier a-t-il choisi Bayard pour l'adouber?
Beaucoup d'historiens ont écrit que, pour son adoubement, le roi avait choisi Bayard malgré la présence sur place de plusieurs grands capitaines, mais ils ne disent pas pourquoi c'est lui qui fut choisi. Souvenons-nous de ce qu'a déclaré Fleuranges: Quand le roi vit qu'il y aurait bataille, il pria Monsieur de Bayard de le faire chevalier de sa main. Ce fut un grand honneur au sieur de Bayard de faire un roi chevalier devant tant de Chevaliers de l'ordre et de gens de bien qui étaient là. Cependant, l'explication la plus plausible nous est donnée par Paolo Giovio, dans son histoire, page 341, que nous traduisons en français moderne:
" Or le roi étant estimé très digne d'obtenir l'ordre de chevalerie, par le consentement des seigneurs qui étaient avec lui, parce qu'il fut un valeureux combattant pendant les deux batailles et principalement en la première, reçut de bien bon cœur, les parements de cette dignité par la main de Bayard, très vaillant personnage, malgré qu'il fut en présence de très grands capitaines, qui suivant la cérémonie militaire, avec paroles formelles et l'épée dégainée, désiraient fort lui faire cet honneur. Mais il préféra Bayard à tous les autres, parce qu'il l'avait vu combattre très âprement contre les ennemis, et surtout, il ne voulait pas, par un choix embarrassant pour lui, offenser les plus grands chefs, en accordant à l'un d'entre eux une telle faveur. Il voulait les tenir en égale dignité. Son intention était aussi d'obliger Bayard à le servir en permanence après lui avoir accordé une estime si noble en montrant aussi que la dignité de l'ordre de chevalerie ne doit pas être acquise par des ambitieux et des oisifs couards, mais doit être gagnée durant la bataille par des personnages hardis, courageux et vaillants, en les faisant devenir très nobles et renommés, même s'ils ont peu de fortune.
D'après le texte de Paulo Giovio, il est clair que l'une des principales raisons de ce choix était celle de s'attacher " perpétuellement " les services de Bayard " très vaillant personnage ". Mais il y a une autre raison très importante que les historiens n'ont pas assez expliquée. Le texte ci-dessus montre que les plus grands chefs présents à cette bataille (Nous donnons quelques noms plus loin dans ce chapitre) se sont proposés pour adouber le roi de leurs mains, le texte original dit: "…En présence de très grands capitaines, qui, suivant la cérémonie militaire, avec paroles formelles et l'épée dégainée… désirassent fort lui faire cet honneur, mais il préféra Bayard à tous autres… ". Mais le roi a refusé de faire un choix parmi ces grands capitaines et a préféré Bayard à tous autres. Il explique pourquoi et dit " … qu'il ne voulait pas… offenser les plus grands chefs, mais les tenir entre eux pareils en dignité… ". Ceci montre bien que, pour des raisons politiques, le roi a préféré choisir un vaillant chevalier, connu pour son courage, plutôt qu'un grand capitaine de son entourage, ayant conscience qu'une telle faveur accordée à l'un d'entre eux aurait pu irriter et rendre jaloux les autres grands chefs. Il a préféré donc ne pas les offenser et les tenir égaux en dignité, afin que nul ne se retourne contre lui. Puis, avec leur consentement, il porta son choix sur le chevalier Bayard.
Alfred de Terrebasse se rapproche de cette thèse. Il écrit en page 366 et 367:
" Le même soir, il ne fut question dans la tente du roi que de la bataille et de ceux qui s'y étaient le plus signalés. Tous les suffrages se réunirent sur Bayart: les capitaines convinrent unanimement qu'il avait surpassé les plus valeureux et s'était surpassé lui-même dans cette journée. François Ier le savait, pour l'avoir rencontré tout le temps de l'action au plus fort de la mêlée, et il voulut lui donner un glorieux témoignage de sa satisfaction, en recevant de lui l'accolade. " Il avait bien raison, car de meilleur ne l'eût su prendre"
" Le roi désirait faire cet honneur à ceux qui s'étaient distingués en cette bataille, de les armer chevaliers de sa main ; mais, d'après les antiques lois de la chevalerie, " au seul chevalier il appartenait de faire et créer un autre chevalier. " Le jeune prince ne l'était point encore ayant préféré d'attendre quelque occasion plus honorable de recevoir l'ordre de chevalerie, que celles qui s'étaient présentées durant la paix. "
" Nonobstant que les plus grands personnages de France et d'Italie fussent là présents, tels que le connétable de Bourbon, les ducs de Savoie, de Ferrare, de Lorraine, les maréchaux de la Trémoille, d'Aubigny, de la Palice, l'inclination et l'estime du roi lui firent honorer de cette préférence un simple capitaine. " Nul ne doit en porter envie au seigneur de Bayart, dit François Ier, puisque nul n'a eu l'heur de se trouver en tant de batailles, assauts et rencontres à pied et à cheval, et de donner plus de preuves de sa vaillance, expérience et bonne conduite. Bayart, mon ami, je veux être aujourd'hui fait chevalier de votre main, parce que je ne connais personne qui plus dignement que vous ait porté les éperons dorés. "
La suite du dialogue a été longuement décrite, mais de manière oiseuse et exagérée, par Symphorien Champier. A savoir que Varillas (Histoire de François 1er, Paris, Barbin, 1685, p. 116, 117) discute assez longuement les motifs de cette glorieuse préférence accordée à un simple cavalier, tandis que le " Loyal serviteur " l'énonce en une seule phrase.
En plus de son titre de lieutenant général du Dauphiné, Bayard devint plus tard chevalier de l'ordre du roi et capitaine de cent hommes d'armes, charge dont s'honoraient alors les princes de sang. Nul doute que si la mort n'eût enlevé Bayart presque au milieu de sa carrière, à l'âge d'environ cinquante ans, François 1er n'aurait pas tardé, en dépit des jalousies de la cour, à confier quelque charge importante au défenseur de Mézières. Le choix qu'avait fait ce prince du Bon Chevalier pour recevoir l'ordre de chevalerie de sa main, est un sûr garant de la haute estime dont il l'honorait.

9 - Conclusion
Voilà deux grands personnages de l'époque, Symphorien Champier et le sieur de Fleuranges qui furent témoins oculaires de la bataille de Marignan, qui parlent le même langage et qui confirment l'adoubement de François Ier par le chevalier Bayard. Leur récit est renforcé par celui de Jacques de Mailles, secrétaire de Bayard, par Paolo Giovio, un historien italien du 16ème siècle et par tant d'autres. Par ailleurs, nous avons expliqué pourquoi et dans quelles circonstances le roi a choisi Bayard pour l'adouber.
Dans un autre domaine, Joseph Roman affirme avoir trouvé un document d'époque qui atteste que le roi François Ier a bien été adoubé par Bayard. Il retranscrit le contenu de ce document dans " La revue dauphinoise " de 1899. A cela s'ajoute un autre document d'époque mis au jour en avril 2004, que l'on peut consulter à tout moment et que nous avons cité plus haut. Cette preuve indéniable, qui ne peut en aucune manière être contestée, se trouve aux Archives Départementales des Hautes Alpes (pièce 23).
Qui doit-on croire? Le récit concordant d'historiens contemporains, renforcé par des documents existants, ou celui d'un auteur qui, à l'aube du 21ème siècle soit près de cinq cents ans après la bataille de Marignan, vient contester, avec des opinions personnelles mais sans aucun document à l'appui, les déclarations de ces éminents personnages dont les deux premiers furent présents sur le champ de bataille, donc des témoins oculaires de cet événement? Aux auditeurs de juger!
Il nous a semblé utile de faire cette mise au point car il faut peu pour passer de l'histoire à la dérive de l'histoire.

Marcel Fakhoury

Né à Alexandrie (Egypte) en 1936, Marcel Fakhoury quitte sa ville natale en 1959 pour s'installer en France. Epris de poésie, de littérature et d'histoire, il a écrit son premier roman en 1991, et depuis, il s'est intéressé particulièrement à l'histoire d'un homme illustre: Bayard, le chevalier sans peur et sans. Marcel Fakhoury est membre du bureau du Conseil d'Administration de la Société des Ecrivains Dauphinois, membre associé de l'Académie delphinale et directeur de rédaction des "Cahiers de l'Alpe". Il est l'auteur de plusieurs articles historiques. Il a donné plusieurs conférences sur Bayard, le chevalier sans peur et sans reproche.

 

 

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