Studiò i Giganti, ora San Giuliano gli dedica una via
Zivido, 11 settembre 1994: nell'ambito della rievocazione storica "Ritornano i Giganti" cerimonia di inaugurazione per la titolazione della nuova via dedicata a Don Raffaele Inganni, storico zividese del XIX sec. riscopritore delle memorie, anche archeologiche, della "Battaglia dei Giganti" (1515).

Rassegna Stampa
Un sangiulianese illustre, che ha studiato a lungo l'evento storico più importante avvenuto nelle terre del borgo di Zivido, ha avuto finalmente l'onore di una via. Per onorare appunto il cappellano della chiesa di Zivido, sorta proprio dove la battaglia fu più cruenta, Reffaele Inganni, un tratto della via che sfiora l'edificio sacro e conduce nel cuore storico della borgata ha cambiato nome. E' la strada che fiancheggia la stele fatta erigere nella seconda metà del secolo scorso proprio dal sacerdote figlio del pittore che immortalava alla corte dei Savoia i re che avevano fatto l'unità d'Italia. Era anche nipote del più famoso Angelo Inganni, allievo del Migliara, al quale Milano ha dedicato una via. Unico religioso di una famiglia di artisti, don Raffaele Inganni fu colpito dall'episodio storico che aveva segnato anche una tappa miliare in una nazione confinante. Dedicò profondi studi alla ricostruzione della battaglia del 1515 a tal punto da essere insignito di premi e riconoscimenti dalla Società Archeologica di Francia. Al centro dei suoi studi si colloca la cappella espiatoria costruita dai francesi a Zivido per rammentare i caduti della battaglia dei Giganti e soprattutto la decisone della confederazione elvetica di abbracciare dopo questa sanguinosa guerra la bandiera della neutralità come impegno definitivo di pace.
Il riconoscimento al parroco studioso del passato della borgata e autore di un apprezzato volume arriva esattamente ottanta anni dopo la sua scomparsa, avvenuta mentre reggeva ormai vegliardo la chiesa milanese di San Celso. L'intitolazione della via ha aperto l'annuale rievocazione della battaglia di marignano che ha come promotore un comitato presieduto da Pierino Esposti, fondatore dell'Associazione Culturale Zivido. Un programma che mette in primo piano, ricordando le miserie di una battaglia epica ma gravata da tanti caduti, il bisogno di costruire una pace solida. Lo ha ricordato anche il Sindaco della città, Virginio Bordoni, che ha augurato al Pontefice Giovanni paolo II di avere presto la possibilità di toccare la terra straziata di Sarajevo, perchè si concluda il lungo tormento di una città e dei suoi abitanti. Venerdì sera in municipio verrà presentato il volume che approfondisce tanti aspetti della storia di Zivido, andando indietro nel tempo oltre l'età moderna alla luce di alcuni ritrovamenti romanici che testimoniano una economia di scmbio commerciale proprio in riva al Lambro.
(di Franco Chionna, da Il Giorno, 13 settembre 1994)

 

 

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