Intervento di apertura di Pierino Esposti, presidente Associazione Culturale Zivido, tenutosi domenica 16 settembre 2007 nel palazzo comunale alla presenza delle autorità internazionali.

Oggi ho smesso i consueti panni del notabile, che assiste e registra gli eventi senza esserne parte, per indossare quelli di Pierre Terrail signore di Bayard, cavaliere senza macchia e paura.

Perché sono in guerra.

Con Massimiliano Sforza, duca di Milano, poiché a causa della sua inettitudine ha consegnato il popolo milanese e lombardo prima nelle mani degli svizzeri guidati dal cardinale di Sion, poi di Francesco I re dei francesi, accettando l’esilio dorato ed ozioso in Francia.

Il 13 e 14 settembre 1515 è l’atto di morte di una comunità che per secoli ha avuto se stessa come padrone. Ora inizia un lungo periodo di circa trecento anni di dominazione straniera fino al riscatto dell’epopea risorgimentale.

Sono in guerra con chi sproloquia sulle parole neutralità e pace fino a renderle vuoti simboli, dimenticando che queste testimoniano la capacità e la civiltà di un popolo che ha saputo trarre concreto profitto dagli insegnamenti della storia.

E’ una guerra, una tragica guerra, quella che noi rievochiamo. Nella battaglia di Fornovo l’inizio e in quella di Pavia la conclusione. Nel mezzo, quale momento più delittuoso e di eroismo, la battaglia a ben ragione definita “dei Giganti”.

Sul campo assisteremo e parteciperemo a questo epico percorso e rivivremo lo scontro possente della cavalleria, mentre dall’alto del poggio l’artiglieria fa strage di valorosi.

Se cinque secoli orsono Francesco I, Matteo Schinner, Massimiliano Sforza, erano acerrimi nemici, oggi si ritrovano, disarmati, per suggellare quella pace che è madre feconda di rispetto, conoscenza e progresso fa i popoli.

 

 

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