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Nuovo acciottolato
Zivido, Via Corridoni, domenica 8 settembre 1985, cerimonia di inaugurazione del ripristinato acciottolato nel Centro Storico alla presenza del Sindaco di San Giuliano Milanese, Egidio Gilardi; Pierino Esposti, Presidente dell'Associazione Culturale Zivido promotrice dell'iniziativa; Dr. Stussi-Lauterburg Jurg, Direttore della Biblioteca Militare Federale e del Servizio Storico Svizzero (con consorte) ospite speciale; Gaetano Gennari, Vice Sindaco; gli Assessori sangiulianesi Virginio Bordoni, Antonio Cavaliere, Matteo Fasano; le autorità religiose e civili sangiulianesi; i cittadini.

Rassegna Stampa
Sono arrivati finalmente i selciatori e con il loro piccolo sgabello a una sola gamba si spostano velocemente lungo l’asse tracciato del riattato acciottolato (la "rizzada", di lombarda memoria) voluta a suo tempo in consiglio comunale e, ora, al fine, realizzata.
Velocemente trasportano ciottoli, sabbia, sgabello e martello e infilano uno dopo l’altro, di punta, i ciottoli levigati ben allineati e uniformemente sporgenti. Si allunga il nastro stradale tra le mura del vecchio castello Brivio le cui pareti, troppo velocemente ricoperte di intonaco, oggi sarebbero stupende, se riportate al fasto dei profili dei mattoni nel loro bel colore caldo del cotto.
Che cosa farà ora la proprietà privata del marchese Brivio che ha lasciato cadere in degrado e fatiscenza le belle cascine e le porcilaie di quel gioiellino che è la piazzetta di Zivido? non è bello sicuramente vedere permanere la fatiscenza laddove la mano pubblica ha ripristinato la memoria storica dei luoghi: il pubblico e il privato riusciranno a dare definitivo aspetto di ripristino e restauro alla nostra frazione?
Ci sarà battaglia, da subito, in Consiglio comunale anche perché la vigilanza per impedire l’accesso alla piazzetta dei grandi Tir che rischiano di vanificare l’opera fatta, è piuttosto scarsa.
Si spera saranno, ora, solerti i vigili nel far osservare i regolamenti ai camionisti che, pur di star vicini ai loro automezzi, se li portano sino davanti al ristorante anche a scapito dei centri storici e dei loro restauri.
Anche il capo cantiere spera in una articolata opera di scavo e copertura che non sempre avviene: uno copre e restaura, l’altro arriva (Enel, Metano, fogne) arriva e distrugge: va bene che fare e disfare è tutto lavorare, però costa soldi e sottolinea inefficienza e sprechi che si vorrebbe evitati.
E intanto lavorano di punta e tacco i solerti Giuseppe, Antonio, Franco e Aristide, selciatori, di origine bergamasca, della Compagnia italiana costruzioni, che propongono la loro arte vecchia di secoli e di cui sono gelosi custodi, nel ricordo dei vecchi maestri Campionesi, abili nella decorazione bicolore delle nostre pievi lombarde, ma anche delle nostre piazze a "rizzada" soprattutto a Como, Bergamo e Pavia. Un bel lavoro, non c’è che dire: sta ora al rispetto dei zividesi mantenere sempre giovane e bella la storica frazione.
("Zivido si fa bella" di Guido Nebuloni, S.Giuliano Mese, agosto-settembre 1985)

 

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