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Associazione Culturale Zivido

 

   

Addio ...Zivido

di Pierino Esposti - 22.10.2007

La voce, sussurrata, girava da anni ma nessuno sapeva dare informazioni precise. L'ultimo tratto di case, in via Corridoni a Zivido a sinistra guardando la chiesetta, sarebbero state coinvolte in un progetto edilizio.
Il centro storico della frazione è tutelato ed ogni intervento deve rispettare precise disposizioni. Per maggior chiarezza mi sono rivolto all'assessore Stefanoni, competente istituzionalmente, ma dopo un mese abbondante (gennaio 2007) di attesa davanti al suo ufficio in Comune, dell'assessore neppure l'ombra.
"Non c'è in questo momento"; "E' in giro, ... arriverà"; "Dovrebbe esserci, ... oggi è il giorno di ricevimento del pubblico".
Allora sono andato al suo studio professionale, ma anche lì non c'era.
"Desidera?" mi ha domandato l'impiegato.
"Sono il presidente dell'Associazione Culturale Zivido ed ho urgente necessità di conferire con l'assessore per avere chiarimenti sul cantiere aperto in via Corridoni. Mi faccia la cortesia, le lascio il numero del mio cellulare. Dica all'assessore di richiamarmi appena libero per fissare un incontro. Grazie e buongiorno".
Oggi è il 22 ottobre 2007 ed il mio cellulare ancora tace.
Nel frattempo si muovevano anche alcuni cittadini di Zivido, residenti a "La Corte Lombarda" i quali constatavano che la nuova costruzione prevista nel progetto edilizio toglieva loro luce e aria ed inviavano una e-mail al Sindaco ed all'Assessore (31 gennaio 2007)
La risposta, dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico di San Giuliano Milanese, arriva, via e-mail, il 20 marzo 2007 e nella quale si legge: "Gent.le Sig. (...)
Il Settore Tecnico ha trasmesso la seguente risposta che provvediamo a inoltrarLe:
L’area in questione è un’area residenziale inserita all’interno della zona A di Zivido (centro storico). Sin dal 1994 l’area è edificabile (non dal 2003), e quindi ben prima del 1998, l’anno in cui è stata realizzata la lottizzazione denominata “La Corte Lombarda” oltre che presumibilmente l’anno in cui Lei è andata a viverci.
Per attuare interventi tesi alla tutela del territorio e al reperimento di spazi pubblici per la collettività (proprio in antitesi con la solita “legge del profitto”), nel 1997 l’Amministrazione Comunale ha approvato una variante per far rientrare l’area in questione all’interno del centro storico, mentre prima era classificata semplicemente in zona B1. In pratica, l’intervento edilizio è stato assoggettato a Piano di Recupero, e non a semplice Concessione Edilizia come prima, sotto lo stretto controllo del Consiglio Comunale e della Sovrintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio.
L’intervento in atto è quindi conforme alle previsioni del Piano Regolatore Generale vigente e delle norme in materia edilizia: le distanze delle nuove costruzioni dalle abitazioni esistenti sono state rispettate e regolarmente autorizzate, e le altre costruzioni in programma, come Lei le definisce, non sono altro che la ristrutturazione degli edifici esistenti, con lievi modifiche di sagoma e posizione.
Concludendo, l’intervento dell’Amministrazione Comunale sull’area in questione è stato mirato alla riqualificazione dell’ultimo tratto del borgo di Zivido, con il recupero della cascina senza ulteriori incrementi volumetrici attraverso un attento Piano di Recupero concordato con la Soprintendenza e garantendo alla collettività nuovi spazi, particolarmente richiesti nella zona.
Distinti saluti"

Le spiegazioni ricevute lasciano però poco soddisfatti i cittadini. Alcuni passaggi meritano maggiori chiarimenti. Per questo motivo, nel corso dell'assemblea pubblica dell'Associazione di Quartire "PromoZivido", tenutasi il 27 marzo 2007, chiedo personalmente all'Assessore Zambarbieri (che ha la delega alle Frazioni Cittadine) presente in compagnia dell'Assessore Salvato, cosa intende l'Amministrazione quando scrive: "...le altre costruzioni in programma ... non sono altro che la ristrutturazione degli edifici esistenti, con lievi modifiche di sagoma e posizione". (a tal proposito vale la pena di guardare le foto)
L'Assessore Zambarbieri prende nota e cerca di tranquillizzarmi dicendo che mi riferirà. Oggi è sempre il 22 ottobre 2007 ed attendo fiducioso. Anche "PromoZivido" si attiva e chiede un incontro al Sindaco Marco Toni ed all'Assessore Stefanoni. La richiesta di incontro con il Sindaco viene ripetuta via e-mail il 14 ottobre 2007 da parte del presidente della "PromoZivido". Silenzio totale.
Stanco di attendere risposte accettabili, un cittadino di Zivido spedisce al Sindaco una raccomandata con ricevuta di ritorno datata 18 ottobre 2007 che qui riporto:
"Lottizzazione e recupero corte “Grazzani” 1° e 2° lotto cantiere Via Corridoni
Egr. Sig. Sindaco,
Con la presente vorrei sottoporle alcuni quesiti, ai quali Lei sicuramente potrà dare una risposta conclusiva essendo parte interessata, quale firmatario delle necessarie approvazioni.
Premesso che si lasciano i cittadini per 10 mesi senza nessuna possibilità di avere un chiarimento dalle cosiddette autorità, che sono oberate da impegni evidentemente più importanti, malgrado anche l’interessamento delle Associazioni Promozivido (Sig. Antonio Vitetta) e Associazione Culturale Zivido (Sig. Pierino Esposti).
Siamo al 17 ottobre 2007:
Stato di fatto
Il primo lotto è stato ultimato (costruendo sotto terra sino al confine; vedete voi se è lecito) con nuove realizzazioni discutibili fin che si vuole, ma sono state applicate “molto bene” la legge e le norme. Avremo pertanto felicemente un bel posteggio e sette famiglie saranno senza sole.
Ora dovranno partire i lavori del secondo lotto, opere da Voi definite ristrutturazioni e recupero.
La risposta del comune del 20 marzo 2007 è estremamente evasiva in quanto avete in sostanza scritto che gli interventi:
“non sono altro che la ristrutturazione degli edifici esistenti, con lievi modifiche di sagoma e posizione“
Inoltre
“con il recupero della cascina senza ulteriori incrementi volumetrici“
ciò non corrisponde alla realtà
Non si tratta di ristrutturazione ma di una demolizione con realizzazione di un nuovo fabbricato con cubature ed altezza completamente differenti, in una posizione differente e più addossata alle case esistenti!!!!
Quindi non conforme a quanto dichiarate.
Per questo abbiamo tentato di avere una risposta e delucidazione in tutti questi mesi dal Comune. Dobbiamo aspettare che i lavori siano finiti??
Certamente NO!!! Non intendiamo accettare questa situazione.
Chiediamo una risposta concreta possibilmente prima che i lavori siano finiti e anche, possibilmente, una verifica tecnica prima di cominciare a distruggere tutto.
Rimango a Sua disposizione anche per un gradito incontro e Le porgo cordiali saluti".

Le coclusioni preferisco lasciarle al lettore. Spero solo che non si faccia vivo il solito povero di spirito che accusi, oltre me, anche altri cittadini di voler "buttare tutto in politica".

 

 

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