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Associazione Culturale Zivido

 

   

Un lume sempre acceso

di Pierino Esposti - 10.04.1996

Nel bel mezzo del centro storico di Zivido, in via Corridoni, ci si imbatte in una edicola sacra da tempo immemorabile oggetto della pietà religiosa dove non manca mai un lume acceso e qualche fiore.
Don Antonio Colombo, prevosto di San Giuliano Milanese, in una sua nota conservata nell'archivio storico parrocchiale ci informa che il quadro ad olio conservato nell'edicola, raffigurante l'assunzione di Maria Santissima, fu collocato sulla facciata della casa del fittabile, annessa al castello Brivio, il sabato 6 agosto del 1904.
Quadro che da Zivido aveva peregrinato in Milano e che, per indagini e premure del prevosto, era ritornato al suo antico posto a spese della nobile famiglia dei Marchesi Brivio, la quale si preoccupò di commissionare a Mascherpa Giovanni, residente a Rocca Brivio, una consona edicola in legno con altarino delimitato da una ringhierina in ferro battuto. Il dipinto originale ricorda le Madonne del manierismo e l'oscuro artista ha reso luminoso il volto statico attraverso gli occhi curando inoltre la plasticità del panneggio e le figure degli angeli.
Purtroppo le vicissitudini dell'opera, appena accennate nella nota del parroco; il grossolano intervento pittorico operato in seguito con la sovrapposizione di un manto azzurro; il ritocco dello sfondo, di alcuni angeli; i rattoppi eseguiti e per ultima l'umidità, hanno portato al distacco parziale del colore oltre al danneggiamento irreparabile di buona parte della tela.
Nel 1986 si giunse quindi alla decisione di eseguire una copia e togliere l'originale per un futuro appropriato restauro e l'incarico fu affidato al pittore locale Candido Pasquali il quale intervenne anche sull'edicola riconducendola al suo primitivo aspetto.
Fu in questa occasione che si scoprì l'esistenza di un altro dipinto, eseguito direttamente sulla parete, raffigurante una deposizione di cui non si aveva traccia alcuna. L'opera sebbene danneggiata, in special modo nella figura di Cristo, era ancora perfettamente leggibile.
Terminata l'esecuzione, la copia fu collocata nell'edicola restaurata il giugno 1987 e nel successivo mese di settembre, durante la festa patronale, fu solennemente benedetta da Monsignor Luigi Carcano, in presenza della cittadinanza.

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