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Rocca Brivio, un futuro possibile

di Pierino Esposti - 01.01.2006

La storia s'è fatta arte
La storia s'è fatta arte nel complesso monumentale di Rocca Brivio Sforza. Concetto tanto vero quanto splendidamente evidente.
La piccola postazione militare romana sul cocuzzolo del promontorio che domina il fiume Lambro, nei secoli diventa un castello, le cui tracce, secondo alcuni, sono evidenti nei bastioni circostanti, nel fossato e nel basamento. L'oratorio della Rocca, all'angolo esterno della "L" formata dalle due ali principali, sembra proprio corrispondere a quella che doveva essere una torre.
A Luigi Brivio, nel XVII secolo, si deve la costruzione dell'attuale Rocca, sebbene nel tempo abbia subito notevoli interventi. Arrivato al traguardo del prestigioso incarico del Vicariato, è naturale che Luigi Brivio abbia pensato di coronarlo con la costruzione di un'adeguata residenza di campagna. E non poteva, forse, non farlo, se si considera la moda diffusasi fin dagli inizi del secolo fra le grandi famiglie milanesi di costruirsi ville in campagna o, come dice il titolo di una famosa opera di Marc'Antonio Dal Re, "case di delizia o siano palagi camperecci".
E Rocca Brivio fu, per la delizia dei posteri.

La percezione
Piuttosto isolata nella campagna, un tempo come oggi, Rocca Brivio fatica ad essere percepita come parte di un tessuto vivo e comune.
Il suo austero isolamento geografico non è da considerarsi in alcun modo la "causa", semmai la scusa per giustificare le vicende degli ultimi decenni.
L'acquisizione del complesso monumentale da parte di tre comuni del sudmilano, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, Melegnano e dall'Associazione Roccabrivio, avvenuta nel 1997, non fu adeguatamente motivata ai cittadini.
Costoro rimasero indifferenti e taluni, addirittura, dubitarono sui propositi che si presentavano confusi nelle linee programmatiche troppo zeppe di possibili utilizzi futuri dove la Rocca veniva considerata unicamente quale contenitore.
Negli anni successivi, le vicende legate alla gestione della nuova Società, talvolta burrascose, e qualche iniziativa impropria con il bene storico, il tutto amplificato dalla stampa, contribuirono a scavare un solco maggiore con i cittadini, ancora oggi percepito.
Per coloro che si accingono a visitare la Rocca, il complesso monumentale appare nel suo insieme come luogo "spento", senza vita, quasi abbandonato. Sono mille piccole situazioni che contribuiscono a rafforzare tale impressione, risolvibili con un minimo di attenzione, buon senso, manutenzione.
Un'azienda seria ed efficiente viene valutata anche da come si presenta esternamente.

Uso o condominio
Un complesso monumentale di tali dimensioni, com'è Rocca Brivio, comporta necessariamente un sensibile impegno economico per la sua manutenzione e gestione.
Si presenta pertanto la necessità di dare, al tutto, une destinazione idonea al reperimento dei finanziamenti.
Il dilemma è: uso appropriato o più comodamente un condominio?
Il secondo caso risulta immediato, impegna marginalmente le intelligenze, favorisce meglio l'introito economico, risolve, forse, i problemi: un "residence" storico per tante istituzioni "prestigiose"; un affollato condominio dove le sale nobili diverrebbero semplici spazi da affittare di volta in volta a seconda delle occasioni. Si eviterebbe, così, di dover impegnarsi in un progetto con la fatica ed i rischi che tale impresa comporta.
L'uso appropriato, definito dopo un'attenta analisi del bene architettonico e frutto di un progetto coraggioso, è determinante per la vita futura del complesso monumentale.
Nel tempo risulterebbe vincente anche sotto l'aspetto economico e, cosa non trascurabile, positivo per la sua valorizzazione migliore.

Identità
Come si possono scoprire le differenze significative tra i luoghi, soprattutto in quest'epoca, in cui la presunta omologazione del mondo appiana le distinzioni geografiche?
Rocca Brivio, così come possiamo ammirarla oggi, è il risultato di un intervento materiale e culturale del XVII secolo: ha una "identità" precisa.
Proprio su tale specifica, ed unica, identità occorre lavorare individuando il suo più idoneo uso, promozione e ricavo economico.
Le peculiarità culturali che caratterizzano la reputazione di un luogo specifico, e dei suoi settori economici più rappresentativi, condizionano anche coloro i quali compiono normali lavori che procedono parallelamente come supporti logistici dei diversi settori. Agendo insieme alle forze economiche di attrazione e repulsione, le selezioni culturali sono sempre all'opera, e si riflettono sui risultati economici.
Così, la storia continua.

Il "prodotto" Rocca Brivio
Perché qualcosa avvenga, e la nascita del "prodotto" Rocca Brivio non fa eccezione, occorre che un certo luogo stabilisca dei legami, veloci, facili e, nel caso, persino umanamente piacevoli, tra i diversi ambiti.
Gli studiosi hanno riconosciuto l'importanza della cultura locale e gli analisti hanno preso a valorizzare il "capitale culturale".
Le persone viaggiano, in buona parte, per entrare in contatto con il carattere e la tradizione dei luoghi altrui; un'abitudine molto antica, che risale fin quasi alle prime comunità umane.
Al giorno d'oggi il turismo, e quello culturale in maggior misura, è la più grande industria del mondo - ma forse, se consideriamo i pellegrinaggi, lo è sempre stato - e copre quasi il sei per cento dell'economia mondiale.
Benchè si tratti di un particolare prodotto di servizio, il turismo condiziona i beni durevoli, e tale condizionamento ovviamente dipende da fattori locali.
Molti turisti sono alla ricerca di un complesso di elementi: natura, monumenti e abitanti in relazione tra loro. I viaggiatori, poi, comperano surrogati della loro esperienza, attraverso video, cartoline, dipinti e souvenir.
Rocca Brivio possiede "in fieri" tali elementi, occorre solo evidenziarli ed offrirli con competenza.
Oltre all'edificio monumentale centrale, anche gli spazi e le costruzioni compresi nelle cosiddette "pertinenze" possono divenire "un unicum" culturalmente ed economicamente interessanti per le attività future.
Ecco che nelle "pertinenze" avranno collocazione: bar, ristorante, punto vendita di oggettistica e pubblicazioni cartacee o informatiche, foresteria, magazzini. L'esperienza consolidata dei più famosi ed illustri musei francesi, che vengono copiati ora anche in Italia, fa testo.
"Occorre che un certo luogo stabilisca dei legami, veloci, facili e, nel caso, persino umanamente piacevoli, tra i diversi ambiti", ho scritto più sopra, e Rocca Brivio deve percorrere questa strada.
L'ambiente circostante, l'arte e la storia locale, le tradizioni, le progettualità della vita futura, i cittadini di ogni ordine e grado, devono trovare in Rocca Brivio il punto naturale di convergenza e, perché no, anche di svago.
Rocca Brivio diverrà, quindi, il motore propulsore per contribuire a costruire un futuro migliore, valorizzando il passato, dove i cittadini si sentiranno orgogliosi della propria identità e pronti a divenire consapevoli cittadini del mondo.
Ciò è possibile? Ne sono convinto, basta volerlo.

 

 

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