historia.jpg (19680 byte)

Alto Adige
Sud Tirol

 

Bressanone
di Karl Mittermaier

home page


Aspetto sorridente
Nell'antica "stube" ricca di memorie storiche d'un ristorante che s'affaccia sulla piazza del Duomo, Ulrich Fuchs - un turista in visita culturale - se ne sta beatamente seduto ad un tavolo e nei propri pensieri rincorre, sotto la grigia patina d'antico degli edifici, le tracce del glorioso passato di Bressanone. Già al suo arrivo in città rimase colpito dal fascino seducente degli edifici sacri e non riusciva a staccare i propri occhi da quella tipica atmosfera di religiosità che il Duomo barocco sprigiona. "Domattina" si disse con decisone "mi metterò in cammino per scoprire e comprendere la storia e la cultura di questa graziosa cittadina adagiata sull'Isarco. Intanto quest'oggi mi voglio rendere conto della sua rinomata ospitalità, gustando quanto la cucina e la cantina hanno da offrire".
E' un vero piacere osservarlo mentre è intento a mangiare e bere a quel tavolino incastonato nell'erker a colmo d'ogni ben di Dio: pane di segale, speck, salsicce, formaggi locali ed una bottiglia di vino color rubino. Il cameriere, attento e gentile con quel suo reiterato "Signor ospite" si premura di portarne una nuova non appena la precedente è vuota. Ma il nostro turista sembra ignorarlo tanto il suo sguardo è intento a fissare attraverso l'erker la possente sagoma del Duomo; corruga la fronte quasi fosse intento a meditare sulla storia di Bressanone. Poi di scatto ritorna al suo bicchiere di vino rosso che vuota in un unico sorso. Con mano un tantino tremolante "fa la scarpetta" per ripulire il fondo del piatto dalla zuppa che ha ordinato per completare la merenda. Ormai s'è fatto sera; con gli occhi lucidi e fronte aggrinzata Ulrich Fuchs sembra vivere in un'epoca che non è più la sua.
Bressanone, la piccola città sull'Isarco, l'ha conquistato; quella Bressanone che negli ultimi anni è ininterrottamente sottoposta a febbrili opere edilizie con costruzioni nuove e restauri d'edifici antichi. Per fortuna ciò non accade entro le sacre vie e piazze del centro storico; quanto qui è cresciuto nel corso dei secoli appartiene infatti alle generazioni future. "E nessuno ha il diritto di usurpare questa eredità" borbotta il nostro turista rivolgendosi al cameriere che ormai stenta a capirlo.
Poco più a nord di Bressanone inizia il sud, almeno così scrissero celebri viaggiatori, i cosiddetti grandi della storia e della letteratura. Anche il nostro turista seduto nell'erker del celebre ristorante ha la stessa impressione, e dà libero sfogo ai propri pensieri. Qui tutto si capovolge, i sensi, il piacere, il gusto di mangiare e di bere. Qui si è accasata e radicata la cultura. Nemmeno un terribile gigante la potrebbe più strappare dal suolo.
Ulrich Fuchs rovista nella sua borsa da viaggio alla ricerca di una vecchia guida di Bressanone comperata presso un antiquario.
E già nelle prime pagine trova la conferma della propria opinione. Vi si legge infatti che alla Chiusa di Bressanone ha inizio la terra delle meraviglie; proprio qui, all'ombra di castagneti e rigogliosi frutteti, tra fertili prati verdeggianti e vigneti carichi di turgidi grappoli d'uva.
Rivolgendo lo sguardo verso la conca di Bressanone, i cui versanti ammantati di vigne, castagneti, frutteti e prati in fiore conferiscono al paesaggio un fascino incomparabile; davvero l'osservatore proveniente dal nord prova dei sentimenti che scaturiscono da un luminoso ambiente meridionale.
Certo, la conca brissinese non va paragonata al meridione d'Italia dove - per dirla con Goethe - fioriscono i limoni, oppure con le spiagge marine della Grecia o della Spagna dove ogni giorno è possibile fare una buona pesca. Comunque la piana di Bressanone, attorniata da uno stupendo mondo alpestre, offre un'affascinante varietà di squarci panoramici.
Ad est della città si erge con i suoi oltre 2500 metri il massiccio della Plose, la montagna di casa. Alle sue spalle si estende il mare roccioso dei "monti pallidi". Salendo verso la Plose numerosi villaggi pittoreschi dagli insediamenti umani preistorici invitano ad una breve sosta; sono Cleran, Meluno, S.Andrea in Monte, Cornale, San Leonardo ed Eores.
Ad ovest scendono dal crinale della Cima Cane/Hundskopf, in cui occhieggia il grazioso Lago Rodella, i marcati solchi vallivi. L'ampio terrazzo di Monteponente, abitato da millenni, reca da sempre il nome di Pfeffersberg. Gli abitanti del luogo - i Pfefferer - traggono tale denominazione dal castello di Pfeffersberg eretto attorno al 1173 nei pressi dell'odierno maso Burger dai nobili brissinesi di Porta San Michele. Benchè sede di un tribunale il maniero venne distrutto e raso al suolo già un secolo dopo. Il poco usuale toponimo "Pfeffersberg" risale alla tassa che veniva riscossa per l'importazione del pepe. Un tempo l'abitato formava un comune autonomo; da oltre 70 anni però gli otto villaggi che lo compongono - Untereben, Tiles, Caredo, Pinzago, Tecelinga, Perara, Scezze e La Mara - fanno parte della città di Bresanone.
Sia ad est che ad ovest la città è ben protetta. A nord sono le propaggini delle Alpi Aurine, la Cima della Capra/Gaisjoch e la Cima di Terento/Eidechsspitze a difendere la piana di Bressanone. Queste massicce sentinelle, questi monti che svettano nel cielo, allentano la furia dei venti e la morsa del freddo creando le premesse di cui abbisogna la conca brissinese per offrire alla gente i primi sintomi di un benessere meridionale.
L'altitudine di 550 metri sul livelo del mare è ideale per un temperamento tranquillo e cordiale, per un clima mite e per una fitta vegetazione in parte già mediterranea.
Questo e altro ancora legge con profitto il nostro turista nella sua guida un tantino sgualcita. Gli occhi sono affaticati e la quiete della notte invita al riposo. Paga il conto e s'incammina incerto fra le prime ombre della sera. Ancora una volta è inebriato dall'atmosfera misteriosa che avvolge le case e le vie di Bressanone.


indice


aspetto sorridente

preistoria
nel cuore della città
da vescovo a papa
il cardinale
tra vicoli e strade
preziosità dei dintorni
il massimo delle solennità

Casa Editrice A.Weger - Bressanone, 1998



sito di propriet� dell'Associazione Culturale Zivido
webmaster@aczivido.net