Lombardia

 

Il restauro del rilievo "Madonna con Bambino"

di Camilla Mancini, restauratrice (2010)

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L'altorilievo è compiuto in un'unica lastra di marmo di Candoglia dal peso approssimativo di sei quintali.
Lo stato di conservazione aveva caratteristiche abbastanza omogenee: la superficie scultorea era offuscata da uno strato di deposito compatto, il cui spessore variava a seconda della posizione e che, in talune zone, conferiva al marmo una colorazione oltremodo grigia. Copiosi schizzi di intonaco e di vernice si osservavano su tutte le figure.
Il marmo nel complesso non mostra vistose alterazioni morfologiche; i danni più vistosi si osservano in forma di scheggiature e piccole mancanze localizzate nelle parti più aggettanti e quindi più soggette all'azione dei traumi. Delle lacune più importanti, due sono sanate da tasselli in pietra che ricostruiscono i volti dell'Angelo di sinistra e del Bambino Gesù.
Esigue tracce di una policromia si conservano ubiquitariamente nelle zone di modellato più protette. Le indagini diagnostiche condotte ci hanno dimostrato essere i lacerti di una ridipintura di fine Ottocento e per questa ragione la Direzione dei Lavori ha deciso la loro rimozione così da consentire una più chiara lettura dell'opera.
Dopo aver verificato la coesine strutturale dell'opera, sono stati rimossi tutti i depositi superficiali. Una diversa complessità caratterizza i molti tipi di pulitura che si possono eseguire sulle opere in pietra. Tale difficoltà varia in funzione delle caratteristiche di spessore e solubilità dei materiali da rimuovere: le sostanze soprammesse alla superficie dell'opera possono avere una composizione eterogenea ed un grado di resistenza all'azione di pulitura differente da zona a zona. Si è proceduto quindi anzitutto con l'esecuzione di saggi preliminari per selezionare i prodotti e le concentrazioni più idonei, eseguiti in varie parti del rilievo, con solventi puri ed in miscela.
La vecchia ricostruzione del naso della Vergine è stata progressivamente demolita con piccoli scalpelli e bisturi, riscoprendo il volume originario dell'elemento; la nuova integrazione è stata realizzata con impasto a base di polvere di marmo con un legante acrilico. Una revisione cromatica ad acquarello ha cercato di rendere meno evidenti la nuove stuccature e rimediare alla comparsa di graffi e abrasioni ritornate in luce durante la pulitura. Lo spigolo sinistro della base è stato ricostruito con materiali di maggiore compattezza allo scopo di aumentare la stabilità dell'opera in esposizione.
Il restauro del rilievo della "Madonna con il Bambino" ha sortito un duplice risultato: da un lato, la scultura ha riacquistato lucentezza, riportando in evidenza gli affettivi rapporti volumetrici e chiaroscurali, dall'altro ha permesso una osservazione più accurata delle superfici. Ciò ha consentito di indagare lo stato di conservazione e soprattutto di riconoscere con maggior chiarezza gli interventi subiti in passato.

 
 


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