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Lombardia

 

Discipline per gli alunni delle Scuole Elementari della Monarchia Austriaca
di Paolo Oldini

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Ecco pronto il secondo quaderno del Gruppo Storico. I nostri studi si spostano sempre attreverso l'ottocento su un argomento particolare: la scuola. Durante le nostre ricerche nell'archivio parrocchiale avevamo ritrovato un piccolo quaderno sicuramente di grande valore, utile per comprendere condizioni, consigli e soprattutto obblighi che gli scolari dovevano rispettare sia a scuola che durante la giornata. Sicuramente queste norme saranno state ripetute più volte ai bambini che dovevano rispettarle per non subire qualche severa punizione.
"La scuola ottocentesca fu un'esperienza dura sia per i maestri che per gli allievi (...) i bambini si trovavano in una condizione di subordinazione ad una realtà adultocentrica, che parlava solo di doveri e che spesso usava le maniere forti (...) tuttavia la scuola non era priva di valori educativi )...) la visione organica e gerarchica del mondo che si dava al bambino (Dio, patria, uomini illustri, personaggi autorevoli, maestro, genitori) da un lato mortificava (...) dall'altro sviluppava (...) dedizione e sicurezza". (Tratto dal Quaderno dell'Archivio Storico di Lodi 8 del 1996: "L'infanzia nella seconda metà del XIX secolo: assistenza e scolarizzazione").
La scuola continuò a lungo ad utilizzare metodi di apprendimento di tipo mnemonico riproduttivo. Solo dopo il 1870 la situazione cambiò notevolmente, con le nuove idee provenienti dall'estero che spinsero la scuola, ma non solo, verso il positivismo e quindoi verso metodi di insegnamento ben differenti.
Anche a Zelo esisteva, nel periodo di dominazione austriaca, una scuola maschile che era localizzata nella piazza, in un locale preso in affitto da un privato, utilizzato anche come sala consiliare. Il locale non doveva essere di notevoli dimensioni, visti i problemi che sorsero in più occasioni. Solo successivamente lo stesso locale divenne sede della scuola femminile.
Ma non vogliamo dilungarci troppo sull'argomento, quello che segue è il testo integrale della "Discipline per gli alunni della scuola elementare della monarchia Austriaca". Lo abbiamo riprodotto in toto, senza dare nessuna delucidazione, in quanto ci arla da solo, attraverso le molte norme di comportamento a cui dovevano essere sottoposti i bambini dell'epoca. Alcuni aspetti fanno sorridere, altri fanno meditare, a voi il compito di una buona lettura. Lo pubblichiamo anche nella speranza di poterlo veder letto nelle aule delle nostre scuola, magari solo per farsi qualche risata, ma soprattutto come oggetto di spunto per una riflessione.
Piercarlo Pizzi, presidente del Gruppo Storico di Zelo Buon Persico.

I

Contegno prima d'entrare in iscuola

1

RAGAZZI, abbiate sempre in buon ordine e in pronto i vostri libri e gli altri arnesi occorrenti alla scuola; non guastateli, non macchiateli.

2

Di essi non portate mai in Iscuola se non quel tanto che vi è necessario per ciascuna lezione. Senza espressa licenza del Maestro non è lecito mai di portar seco alla Scuola nè temperino, nè regolo (riga).

3

Prima di uscire di casa badate che i vostri abiti sieno puliti. Bisogna che vi laviate il volto, le mani ed i piedi, che sieno tagliate le unghie delle mani e rassettati i capelli. Prima di uscire andate anche al cesso.

4

Se per malattia o per altro legittimo impedimento non potete andare alla Scuola, pregate i vostri parenti che, com'è di dovere, ne facciano avvertito il Maestro.

5

Uscite di casa a giusta ora. Recandovi alla Scuola non intrattenetevi per le strade, poichè voi dovete assolutamente giungere alla Scuola per l'ora stabilita dai regolamenti. Vi è proibito rigorosamente di fermarvi in alcun luogo; e se incontrate per via qualche concorso di genti, vi è proibito di unirvi ad esse e di far chiasso cogli altri.

6

Camminate con compostezza ed in silenzio. Salutatevi l'un l'altro per via; e dovendo passare per luoghi lontani dall'abitato, accompagnatevi tra di voi, maschi con maschi, fanciulle con fanciulle.

7

Giunti innanzi alla Scuola ripulitevi dal fango o dalla neve; scuotetevi questa dai cappelli e dai pastrani.

8

Salutate coloro che incontrate sul vestibolo della Scuola.

9

Entrate a dirittura nella camera della vostra Scuola, senza perder tempo o sull'uscio o nelle altre camere.

10

Chi giunge troppo tardi deve manifestare sinceramente la cagione al Maestro. Guai a colui che cercherà sutterfugj nelle bugie! Ogmni menzogna sarà punita severamente.

II

Contegno nella scuola

1

Entrando nella camera della Scuola fate al Maestro od alla Maestra un inchino decente. Se avete a dir qualche cosa al Maestro, diteglielo. Poi salutate anche gli scolari, maschi e femmine, che sono già in Iscuola.

2

Riponete i vostri mantelli, cappelli, berretti, cappotti, ombrelli, le vostre sacchette pei lavori, i vostri telai per ricamare, ecc. ecc. nei luoghi a ciò destinati, e riponeteli in modo da poterli riprendere senza confusione e senza perdita di tempo.

3

Collocatevi subito al posto che vi è assegnato senza correre prima alla stufa nel verno, ed al pozzo e alle finestre nell'estate.

4

Non invidiatevi l'un l'altro la precedenza ne' posti, giacchè questi vengono destinati a seconda dell'assiduità allo studio e della condotta morale. Ingegnatevi dunque di meritarvi per questa via i primi posti.

5

Fino a tanto che non incominci la lezione riponete i vostri arnesi scolastici nel cassettino al di sotto del banco della Scuola.

6

Tenetevi tranquilli in silenzio, aspettando che si dia il principio alla lezione. Preparatevi ad essa pensando intanto, per esempio, alle cose intorno alle quali potreste venire interrogati, o leggendo tacitamente qualcuno de' vostri libri scolastici.

7

Quando incomincia la preghiera che precede la lezione, levatevi in piedi, e stando colle mani giunte ripetete devotamente l'orazione che udite recitarsi. I non cattolici e gli ebrei possono entrare nella camera della Scuola dopo terminata la preghiera.

8

Finita la preghiera, pigliate de' vostri arnesi scolastici solamente quel tanto che vi è necessario ogni volta per la lezione.

9

Durante la lezione state seduti, ma ritti sulla vita; e se non avete occupate le mani in iscrivere, in far conti, ecc. ecc., tenetele quiete innanzi a voi sul banco.

10

Drizzate gli occhi al Maestro, e state attenti a lui coll'orecchio. Ogni cosa che vi viene comandata fatela tosto di buona voglia e con esattezza. L'obbedienza è un obbligo irremissibile d'ogni scolare.

11

Coloro che vengono chiamati a leggere od a rispondere a qualche interrogazione, s'alzino e piglino un atteggiamento decente.

12

Coloro che avrebbero voglia di leggere, di rispondere o d'interrogare, non manifestino questo loro desiderio se non coll'alzare modestamente la mano.

13

Coloro che vengono chiamati al banco del Maestro od alla lavagna, escano dal loro posto senza dare incomodo più che non necessario a' compagni che siedono allo stesso banco; e lo stesso facciano allorchè, finita l'incombenza, essi ripigliano il loro posto. I compagni del banco debbono di buona voglia far largo a chi vi ritorna.

14

In generale voi non dovete mai molestarvi l'un l'altro, nè recar pregiudizio agli abiti, ai libri, agli iscritti, ai disegni, alle tavole aritmetiche od a qualsivoglia altra cosa di chicchessia, ecc. ecc.

15

Non vi è lecito di ciarlare, di bisbigliarvi all'orecchio l'un l'altro la menoma cosa, di girare gli occhi intorno, di far giochetti colle mani, di fare strepito coi piedi, o mandarli penzoloni qua e là, di montare sui banchi, di abbandonare senza permissione il vostro posto, di stare a vostro capriccio ora in piedi, ora sedati, di far servire da sedili i banchi, e da banchi i sedili.

16

Durante la lezione non vi è lecito di mangiare, di lasciar veder qualche commestibile, di domandare da bere. Coloro che abitano lontano assai dalla Scuola portano seco il pane che deggiono mangiare a mezzodì, hanno obbligo nell'entrare in Iscuola di deporlo nel luogo a ciò destinato dal maestro.

17

Senza una necessità urgente voi non dovete mai andare al cesso, e non dovete chieder licenza d'andarvi se prima non è ritornato chi n'ha ottenuta la licenza innanzi a voi.

18

Chi ha ottenuta la licenza di andare al cesso deve guardarsi dall'insudiciarlo e dallo spruzzolarvi sopra, ecc. S'egli lo trova già imbrattato, ne ha a dare subito avviso a chi è di dovere. Al cesso egli non deve spendere più tempo di quello che è necessario assolutamente; e fuori del cesso non vi ha nè luogo, nè cantuccio ove gli sia lecito di deporre le proprie lordure.

19

Non dovete mai rubarvi l'un l'altro la menoma cosa, nè senza licenza far tra di voi prestiti o doni, oppure vendite o baratti.

20

I libri, gli scritti, le tavole aritmetiche, i regoli, gli strumenti da disegnare, i disegni, i modelli, gli oggetti di storia naturale ed altri che vi sono somministrati dalla Scuola, voi non potete portarli a casa vostra senza speciale permissione. Badate di non guastarli; ciò sarebbe per parte vostra una non lieve ingratitudine.

21

Non danneggiate, non imbrattate in maniera veruna i banchi della Scuola, le tavole, le seggiole, le finestre, gli usci, le pareti, ecc. ecc.

22

Non gettate sotto i banchi nè ritagli di carta, nè penne logore, nè che che altro.

23

Vivete in buon accardo tra di voi; usatevi l'un l'altro amorevolezza, compiacenza, urbanità; evitate ogni maniera ruvida e scortese. Nessun di voi ardisca di far beffe e motteggi contro coloro che professano una fede diversa dalla cattolica.

24

Allorchè col cambiarsi delle lezioni si cambiano anche i Maestri o le Maestre, alzatevi in piedi per rispetto verso il Maestro sopravvegnente; e fate lo stesso allorchè vedete entrare nella camera ove siete l'Ispettore distrettuale della Scuola, od il Paroco, od il Catechista, od il Podestà, o l'Ispettore comunale della Scuola, o il Giudice, o qualunque altra persona ragguardevole. Tosto che il Maestro ve ne dà il cenno, fate un inchino alla persona sopravvenuta; poi rimanetevi in atto rispettoso, aspettando che vi venga data licenza di rimettervi a sedere.

25

Finita la Scuola, riordinate i libri e tutt'i vostri arnesi scolastici, e fattone un fardello riponetelo sul banco dinnanzi a voi.

26

Allorchè nel farsi lettura del "Catalogo di diligenza" udite proferirsi il vostro nome, rispondete con voce chiara: "Eccomi".

27

Durante la preghiera alla fine della Scuola fate ciò che avete già fatto al principiar della Scuola. I non cattolici e gli ebrei possono uscire prima della preghiera.

28

Terminata la preghiera, pigliatevi il fardello de' vostri arnesi, e ciscuno di voi, banco per banco, secondo l'ordine che vi sarà indicato ogni volta, esca dal suo posto. Riprendete quindi i vostri pastrani, i cappelli, i berretti, ecc. ecc., e a due a due mettetevi in fila per uscire di Scuola, secondo che vi sarà ordinato dal maestro o dalla maestra, a cui passando dinanzi farete un inchino. Così taciti ed in bell'ordine vi lascerete condurre fino al vestibolo della Scuola.

29

Se v'hanno scale o gradini da cui vi bisogni discendere, badate d'andar piano e cauti per non cadere.

30

Se alcuno di voi ha denunzie od accuse da fare al Maestro, o che altro da dirgli, può parlargli prima di partire.

III

Contegno in chiesa

1

Chi va alla Messa prima della lezione deve intanto lasciare il fardello de' propri arnesi scolastici ne' cassettini de' banchi della Scuola: per lo contrario l'hanno a portar seco coloro che vi vanno dopo la lezione.

2

Nell'andare alla Chiesa gli scolari deggiono camminare a due a due; e se la Scuola è mista, i maschi hanno a precedere le fanciulle. Camminino tutti silenziosi e con un contegno placido e divoto; giunti alla Chiesa, ciascuno pigli il posto che gli è stato indicato; stia in piedi od in ginocchio, secondo che gli viene accennato di fare; dica le orazioni e canti con quella riverenza e quella divozione che vi si vuole. Terminato l'Ufficio Divino, escano tutti di Chiesa coll'ordine e nel modo con cui vi sono entrati.

3

Nei giorni di domenica o di solennità adunatevi in Chiesa, o ragazzi, a giusta ora; pigliate i posti che vi sono indicati; state attenti alla predica, ed assistete con riverenza e divozione a' Divini Ufficj.

4

Quando si cantano o si recitano orazioni in comune, guardatevi dal mettere gridi; nelle pubbliche processioni camminate in buon ordine, facendo orazione o cantando, secondo che vi sarà ordinato dal Paroco o dal Catechista.

5

Lo stesso fate accompagnando pubblicamente il Viatico, e in occasione di funerali, se vi tocca di seguirli.

6

Coloro che nelle domeniche hanno l'obbligo d'intervenire alla Dottrina Cristiana che si spiega dopo il pranzo, deggiono, se è possibile, radunarsi nella camera della Scuola, e di là uscire a due a due, e recarsi alla Chiesa serbando sempre il silenzio ed un contegno decoroso; giunti alla Chiesa, e pigliati i loro posti, deggiono prestare attenzione somma alle spiegazioni della Dottrina.

7

Così parimenti deggiono, se è possibile, radunarsi prima nella Scuola coloro che ne' giorni stabiliti s'accostano ai sacramenti della Confessione e della Santa Eucarestia, e di là uscire a due a due, e recarsi alla Chiesa, e starvi decentemente quanto tempo fa d'uopo; e quindi tornarsene tranquilli ed in silenzio a casa loro.

8

Nelle Chiese, negli Oratorj ed in tutti i luoghi consacrati al Culto Divino comportatevi sempre, o ragazzi, con decenza e devozione. Non girate intorno gli occhi maliziosamente; non cambiate di posto, non recate con voi nè rami d'alberi, nè fiori. Provvedetevi di un libro di orazioni o di cantici. Cercate d'evitare la folla; e terminati gli Uffici Divini, uscite di Chiesa, se è possibile, prima del restante del popolo; avvertendo che tra voi i maschi deggiono precedere sempre alle fanciulle.

IV

Contegno fuori di chiesa e di scuola

1

Ne' giorni di domenica e di solennità, allorchè uscite di casa per andare alla Chiesa od all'Oratorio abbiate un contegno savio e modesto; e tale abbiatelo anche nel tornare a casa.

2

Non fermatevi innanzi alla Chiesa od all'Oratorio, quantunque l'Ufficio Divino non sia ancora incominciato. Meno poi vi è lecito di starvene ivi a giocare. Senza licenza non arditevi di salire sul campanile; non arrampicatevi su pei muri del Sagrato o del Campo Santo, non raschiateli, non imbrattateli scrivendovi sopra o facendovi disegni.

3

Se siete condotti fuori della Chiesa o della Scuola a due a due, continuate a camminare con quest'ordine pel più lungo tratto che potete. Poi ricordatevi che non vi è lecito di trattenervi vicino alla casa della Scuola, di deporre lordure di sorte alcuna accanto ad essa od alle case laterali, od in qualunque altro luogo pubblico, di fare a chi più corre, ecc. ecc. E' obbligo vostro di tornarvene alle vostre case chetamente e con andar decente.

4

In istrada non rinfacciatevi mai l'un l'altro i rimproveri, le minacce, i castighi avuti in Iscuola; intorno a ciò non fatevi mai beffe l'un l'altro, non parlatene mai con chicchessia. Tra di voi non ponetevi mai soprannomi o titoli ingiuriosi; non deridetevi mai l'un l'altro per cagione di scarsezza d'ingegno o di qualche difetto corporale.

5

Nelle piazze, nelle strade, ne' viottoli e in qualunque altro luogo non molestate, non incomodate mai persona veruna; non scarabocchiate mai su pe' muri o sugli steccati; non recate mai il menomo danno alla case, alle capanne, alle siepi, alle piantagioni, agli alberi, ai prati, ai campi, ecc. ecc.

6

Non togliete furtivamente la menoma cosa a chicchessia; non mettete mano sui frutti altrui, negli altrui vigneti ed orti, ecc. ecc.

7

Salutate coloro che incontrate per via; e se vi capita innanzi qualche persona ragguardevole, fate ad essa un inchino rispettoso.

8

In casa imparate la vostra lezione, e compite il lavoro che v'è assegnato dal Maestro: leggete, scrivete, esercitatevi nell'aritmetica, disegnate e ripete la lezione. Eseguite altresì di buona voglia e puntualmente le incumbenze che vi vengono date dai vostri genitori.

9

Se vi è accordate licenza di sollazzarvi e giocare, scegliete pe' trastulli vostri quei lughi ne' quali non vi è pericolo di recar noja o disturbo ad alcuno. Giocate divisi tra voi, maschi con maschi, fanciulle con fanciulle. Spasatevi; ma non fate risse, non mettete gridi, non ischiamazzate. Sieno innocenti i vostri giochi, non dannosi alla salute, non contrarj all'onestà ed alla costumatezza. Chiedete consiglio su ciò a' vostri genitori ed al vostro Maestro.

10

Non isdruciolate su ghiacci mal sicuri, nè accanto alle case od in altri luoghi frequentati. Non andate mai a bagnarvi in siti pericolosi, nè entrate mai ignudi in acqua veruna.

11

Non arrampicatevi, non mettetevi penzoloni mai sul di dietro de' carri, delle carrozze o delle slitte; ed in generale non fate mai cosa che sia proibita da' vostri Superiori e dai Magistrati.

12

Se dovete abbandonare del tutto la Scuola datene avviso regolarmente a chi è di dovere, e ringraziate tutti coloro che hanno avuto a che fare con voi. Considerate i maestri siccome vostri grandi benefattori, a' quali avete obbligo d'essere grati in tutto il tempo della vostra vita. Della riconoscenza vostra sia indizio principale il mostrare che non ponete in dimenticanza le cognizioni acquistate, e che anzi le impegnate vantaggiosamente. E la miglior prova che potrete dare di ciò sarà l'intervenire con zelo e puntualità alle lezioni di ripetizione ed alle Scuole che si tengono le domeniche.

o

Ragazzi, osservate di buona voglia ed esattamente tutte le presenti discipline. Chiunque contravverrà ad esse sarà punito, a seconda dlle circostanze, con riprensioni e minacce segrete e pubbliche, colla diminuzione della "Polizze di diligenza", colla perdita del posto, della carica o d'altri siffatti distintivi onorifici, col sedere o stare in piedi in un sito separato, coll'essere scancellato dal "Libro d'onore", col venir cacciato al "Posto di scorno", col venir notato o scritto nel "Libro di Scorno", ecc. ecc. Egli si meriterà inoltre una cattiva "Nota" in riguardo a' costumi - I ragazzi incorreggibili verranno esclusi affatto dalla Scuola.

Milano
dall'Imperiale Regia
Stamperia
1819

tradotto dal tedesco

da Quaderno del Gruppo Storico di Zelo Buon Persico



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