Lombardia

 

Vite degli Sforzeschi

di Massimo Fabi

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PREFAZIONE

Volli dare cominciamento a questo secondo volume della "Biblioteca storica Italiana" colla riproduzione della Vita di Sforza Attendolo, scritta in latino da Paolo Giovio, e recata nella nostra favella dal Domenichi, de' quali già accennammo nelle "Vite de' dodici Visconti".
Fu lo Sforza celeberrimo capitano di ventura del secolo XV, e padre di quel Francesco, che per valore in armi, per singolare avvedutezza nel consiglio, e dicasi pure, per fellonia, fecesi creare duca dello Stato di Milano, uno de' più potenti che allor contasse l'Italia, e formò quindi lo stipite di una dominazione, la quale, se da un canto diede qualche lustro alla Lombardia, promovendovi le arti, le scienze, le lettere, dall'altro le fu principio e causa di grande rovina.
E' per vero, se lo Sforza non avesse peccato di tradimento verso i Milanesi, ordinati in repubblica dopo la morte di Filippo Maria Visconti, l'Italia per avventura non sarebbe stata teatro di atrocissimi casi di guerra e di politici sconvolgimenti, e di prepotenze d'eserciti forastieri, soprattutto per la smodata cupidigia di regnare di Lodovico il Moro e per l'indolenze de' suoi successori, i quali, lusingata l'ambizione della Casa Francese e della Spagnuola, mossero queste due potenze a guerreggiare durante quasi mezzo secolo per la successione al ducato di Milano. E ben fu Lodovico rimeritato di sua propensione e ricorso ai Francesi, giacchè periva miseramente in terra straniera per mano di quegli stessi da cui invocava protezione!
Ma intanto, che giova, s'egli a sè medesimo abbia aperto l'abisso, mentre involto ha la patria sua nella propria sfortuna, e toltale la speranza di formare un giorno una repubblica potente al par della Veneta, della Genovese e della Fiorentina! i Francesi e Spagnuoli si disputarono a lungo, e con rabbia accanita, e con orribile strazio, il possesso della Lombardia; ma in fine si composero le cose, sorse la pace di Crespy, e che ne addivenne? ... Gli Spagnuoli, fatti padroni non solo della Lombardia, ma ancora del reame di Napoli, immolarono la repubblica di Siena, come venticinque anni innanzi sacrificarono la Fiorentina ad una famiglia di mercatanti fortunati, i quali, se da una parte protessero le arti, le lettere e le scienze, dall'altra facevano perire sul patibolo chi amava la patria, o chi impetrava l'impero della ragione nella rettitudine del vivere civile. E tanto fu la preponderanza Spagnuola che poco mancò non facesse dell'Italia un cadavere!
Alla "Vita di Sforza Attendolo" segue un "Quadro generale dello Stato di Milano" dopo la morte di Filippo Maria, ed un "Cenno sulla costituzione della Repubblica Ambrosiana"; lavoro di eletto ingegno moderno, e quasi prefazione al "Sommario", che viene dappoi delle Vite degli Sforzeschi, scritte da Scipione Barbuò, dottore in legge e gentiluomo padovano: compendio divenuto in oggi rarissimo, e che meritava di ricomparire colle stampe.
Alle Vite degli Sforzeschi aggiunsi quella eziandio di Ascanio Sforza, dettata da Roberto Rusca, che passò sconosciuta al celebre Pompeo Litta, e la quale serve altresì a meglio schiarire quella di Lodovico il Moro.
Mi parve inoltre acconcio di unirvi la "Vita di Giovanni de' Medici", celebre capitano delle Bande Nere, sia perchè figlio di Caterina Sforza, e vissuto all'epoca in cui parliamo, ed anche per qualche rapporto avuto da lui colla famiglia Sforzesca: ne fu autore Gerolamo Rossi, suo parente e contemporaneo.
Chiude il volume, una "Cronaca della città di Milano", dalla sua fondazione fin oltre la metà del sedicesimo secolo, e di cui non mi venne fatto rinvenire l'autore, il quale per quei tempi fu però abbastanza erudito, facendo di tutte le Cronache di Milano un compendio, che malgrado i pregiudizj di quell'età, potrà tornar a grado al lettore; avvi pure una "Genealogia " e "Bibliografia Sforzesca", compilate sulle tracce di quelle del sullodato Litta.
A maggior illustrazione poi di questo volume, venne dall'editore corredato dello stemma e dei ritratti Sforzeschi, ed altresì di quello di Giovanni delle Bande Nere, cavati sia dall'opera di Antonio Campi, intitolata: "Cremona fedelissima", che da antiche stampe o medaglie.
Tutto ciò mi fa credere che la gioventù, amatrice deglistudj storici, non meno benevolmente accoglierà questo volume di quello che abbia fatto coll'antecedente, convinta che lo studio dei tempi passati è forte ammonimentopei tempi futuri.

Al nobilissimo signor conte Giovanni Giovio di Como.

Prestantissimo Signore!
Come a degno cittadino di una patria che in ogni tempo ebbe dovizia di eletti ingegni, e vanta a figlio quel luminare da cui oggi pressochè tutte datano le nuove fisiche scoperte, non meno che ad illustre discendente di Famiglia tanto benemerita delle lettere, a Voi, onorando Signore, intitolo questo volume di studj storici.
E la Storia, nobile stimolo all'avanzamento morale, educatrice delle nazioni, fu veramente la prediletta della prosapia Vostra; chè fin dal secolo decimosesto Benedetto dettava pel primo una Storia Comasca, in alto pregio tenuta; e dappoi il valente fratello di lui, monsignore Paolo, esimio cultore delle lettere e delle scienze storiche, segnatamente arricchiva il suo paese colle più erudite produzioni; e la Famiglia Vostra, le orme calcando degli avi suoi, illustrava sè medesima e la patria con opere belle ed utili scritti insino a' tempi presenti.

Compiacetevi adunque, prestantissimo Signore, di fare grata accoglienza al volume che ho l'onore di offerirvi: abbiatelo a dolce ricordanza di Paolo, grande antenato vostro; della vostra diletta madre nobilissima donna, che per animo generoso, per altezza d'intelletto e bell'accordo di civili virtù, fu a tutti carissima; ed a tenue pegno della devozione del Vostro obbl. Servitore, Massimo Fabi.

Milano, li 7 novembre 1853.


Genealogia degli Sforza duchi di Milano

   

Sforza Attendolo
Nato in Cotignola nel 1369, si distinse nelle guerre di Napoli, fu gonfaloniere di S. Chiesa, e morì affogato nel fiume Pescara nel 1424. Ebbe più mogli e parecchi figli, fra cui nomineremo:

   
       
   

Bosio
Nato nel 1411. Apprese il mestiere dell'armi da suo padre. Fu governatore di Orvieto e generale della repubblica di Siena. Si ammogliò con Cecilia Aldobrandeschi, figlia coerede di Guido, conte di Santaflore, e che portò al marito la sovranità di Santaflora stessa; borgo nel territorio Sanese. Mor' a Parma nel 1476. Da lui hanno principio i conti di Santaflora, i quali vendettero la sovranità nel 1633 al granduca di Toscana, rimanendone contemporaneamente infeudata la famiglia, la quale è tuttora vivente, nominandosi Sforza Cesarini, perchè un discendente dei conti di Santaflora per nome Federico, si ammogliò nel 1673 con Livia figlia del duca Giuliano Cesarini. Da questa famiglia procedette eziandio i conti di Celano estinti nel 1816.

 

Franceso I
Del quale, oltre i duchi di Milano discendono i conti di Borgonuovo nel Piacentino, per mezzo di suo figlio naturale, chiamato Sforza, nato nel 1435, e che fu investito dal padre di questa contea nel 1451. I suoi discendenti si estinsero nel 1680. Fra' suoi figli nomineremo Jacopetto, naturale legittimato, dal quale provengono gli Sforza di castel S. Giovanni sul Piacentino, ramo tuttavia esistente. Francesco, poichè fu primo duca di Milano, nacque ai 25 luglio 1401, divenne a 22 anni capo di eserciti; proclamato capitano della repubblica milanese nel 1447, e duca nel 1450. Mor' agli 8 marzo 1466. Ebbe in moglie Polissena Ruffo, che morì nel 1420, ed in seconde nozze Bianca Maria, figlia naturale di Filippo Maria Visconti, e che morì nel 1469. Ebbe parecchi figli, fra cui:

 

Alessandro
Nato in Cotignola nel 1409. Fu signore di Pesaro per eredità, Malatesta nel 1445 prese in moglie Costanza Davarono, e Sveva di Montefeltro. Morì nel 1475. Ebbe parecchi figli legittimi e naturali, e fu lo stipite della famiglia dei signori di Pesaro, che si estinse nel 1512 in Galeazzo, che fu costretto di abbandonare la signoria a Giulio II. Venendo da Parma a Milano col duca Massimiliano venne di nottetempo ucciso con archibugiata nel 1515.

       
   

Galeazzo Maria
Nato ai 24 gennajo del 1444; fu pessimo principe. Si ammogliò in prime nozze con Dorotea Gonzaga, che fece morire di veleno, indi con Bona di Savoja, morta in Abbiategrasso nel 1494.

   
       
   

Giovanni Galeazzo
Nato il 20 giugno del 1469 in Abbiategrasso. Governò sotto la tutela della madre, che era in continua lotta collo zio Lodovico. Morì ai 22 ottobre del 1494 nel castello di Pavia, dicesi di veleno. Si ammogliò nel 1489 con Isabella d'Aragona, figlia di Alfonso II re di Napoli, la quale morì nel 1524. Galeazzo ebbe due figlie e un figlio, che morì Benedettino in Francia.

   
       
   

Francesco II
Nato nel 1492 in Vigevano. Passò parte della sua vita in esilio; entrò come duca in Milano nel 1522; ma ben presto lo dovette abbandonare alla fortuna francese. Ritornato ne' suoi Stati per opera di Carlo V. Ammogliossi nel 1534 con Cristierna, figlia del re di Danimarca. Morì nel 1553 senza prole.

 

Lodovico il Moro
Figlio di Francesco Sforza, nato in Vigevano il 5 aprile 1451, o come altri vogliono il 5 agosto 1450. Resse per alcun tempo il ducato a nome di suo nipote Galeazzo, finchè morto lui, ottenne, nel 1494 l'investitura del ducato. Venne fatto prigione a Novara dai Francesi nel 1499. Morì nel castello di Loches il 27 maggio 1508. Prese in moglie Beatrice d'Este, la quale morì di parto nel 1497.

 

Massimiliano
Nacque nel 1490. Fu ricevuto in Milano dopo un lungo esilio nel 1512. Ripartito l'anno seguente, ritornò ben tosto nella capitale per ripartirne per sempre nel 1515 dopo la battaglia di Marignano. Rinunziò al re di Francia i suoi Stati, e morì in Parigi nel 1530.

       
   

Paolo
Figlio naturale di Lodovico il Moro, nato da Lucrezia Crivelli. Fu grande condottiero d'armi. Pe' suoi servigj prestati agli Spagnuoli, venne fatto marchese di caravaggio da Carlo V nel 1532. Questo marchesato si estinse nel 1697.

   
 

Vite
degli Sforzeschi

di
Paolo Giovio, Scipione Barbuò, ecc.
Stato di Milano nel secolo XV
Repubblica Ambrosiana,
vita
di Giovanni delle Bande Nere
Cronaca di Milano
con prefazione e note
di Massimo Fabi

Milano
presso Franc. Colombo Librajo-Editore
Contr. S.Martino, n.549-A
1853

Biblioteca
Storica Italiana
vol. II
 

Vita di Sforza Attendolo

Bibliografia Sforzesca

Stemma Sforzesco

Quadro generale dello Stato di Milano

Repubblica Ambrosiana

Francesco I Sforza

Galeazzo Maria Sforza

Giovanni Galeazzo Maria Sforza

Lodovico Maria Sforza

Massimiliano Sforza

Francesco II Sforza

Vita di Ascanio Sforza

Vita di Giovanni de' Medici

Compendio delle croniche della gran città di Milano


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