Toscana

 

All'illustrissimo ed eccellentissimo signor Cosimo de' Medici, duca di Firenze.

scritta da Gian Girolamo Rossi

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In questa vita del molto valoroso ed illustre signor Giovanni de’ Medici vostro padre, illustrissimo principe e padron mio unico, per me composta, e alla eccellenza vostra ragionevolmente dedicata, quando mai per quello che a me s’aspetta ella non trovi altro che le soddisfaccia, vi vedrà almeno un poco d’ordine di quelle opere lodevoli, che egli in vita sua fece, e oltre ciò la molta affezione, e servitù verso di quello signore nell’averle osservate. Imperò, come che ella sia, venendo da parte affezionata, si degni con lieto animo d’accettarla, che io la rendo sicura, piacendole il dono, d’accompagnarla con alcun’altre di valorosi uomini moderni da me composte, accicchè si conosca per simili, e così onorati frutti la nostra età non essere stata men degna di nessuna altra delle passate, e perdonimi V.E., se ora io non mi stendo, come si converrebbe, avanti che io scriva la vita di questo signore, in lodare la nobiltà della casa sua, e degli Sforzeschi per cagion della madre, la quale ebbe sei signori dello Stato di Milano, cioè Francesco, Galeazzo, Giovangaleazzo, Lodovico, Massimiliano e Francesco, perciocché troppa lunga sarebbe stata l’impresa, e per avventura fuori di proposito essendo stato detto abbastanza da molti scrittori moderni di queste due famiglie, come principali in Italia nell’età nostra, e come fautrici de’ buoni e dotti ingegni. Ma non voglio già tacere una sola lode veramente propria della mobilissima famiglia dei Medici cioè, che il favore e la liberalità sua della casa d’Aragona hanno a questa nostra età restituito le buone lettere greche e latine in Italia, insieme coll’eccellenza di alcune nobili arti, come può far fede ciascuno che abbia cognizione delle storie moderne, e massimamente leggendo quello che per tal cagione fecero, Lorenzo, Cosimo, Piero, Giuliano, papi Leone e Clemente, i quali sempre ottennero il primato i questa famosissima e nobile città. Imperò avendo io nella vita del re Alfonso d’Aragona ciò dimostrato a pieno, me ne passerò ora con queste poche parole, venendo all’effetto di quello che mi ho proposto di fare.

Di V.S. Illustrissima umil. Servitore
Io Hieronimo de Rossi (1)
Vescovo di Pavia

 

NOTE

1

Gian Gerolamo Rossi di S. Secondo (ducato di Parma), fu abbate commendatario di Chiaravalle nel Piacentino; e con Giovanni Maria del Monte commutò questo benefizio colla sede di Pavia, alla quale fu nominato ai 3 giugno 1530. Dopo varie vicende ottenne da Pio IV nel 1560 di poter nominare suo coadiutore il nipote con speranza di futura successione. Morì in Porto nell’aprile 1564. Girolamo Rossi è figlio di Trailo Rossi conte della terra di S.Secondo, e della Bianca Riario figlia delle prime nozze di Caterina Sforza. La famiglia Rossi si estinse nel 1825. Vedi Litta “Famiglie celebri Italiane”. Fam. Rossi.

 


(*) effige cavata da un'antica stampa


VITA
di GIOVANNI DE' MEDICI
figlio di Caterina Sforza
celebre capitano
delle Bande Nere
scritta
DA GIAN GIROLAMO ROSSI

All'illustrissimo ed eccellentissimo signor Cosimo de' Medici, duca di Firenze

Giovanni de' Medici

 

DA
Vite
degli Sforzeschi

di
Paolo Giovio, Scipione Barbuò, ecc.
Stato di Milano nel secolo XV
Repubblica Ambrosiana,
vita
di Giovanni delle Bande Nere
Cronaca di Milano
con prefazione e note
di Massimo Fabi

Milano
presso Franc. Colombo Librajo-Editore
Contr. S.Martino, n.549-A
1853

Biblioteca
Storica Italiana
vol. II


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