Sabato, 9 ottobre 2004

 

Il destino di Viboldone

Da parecchi secoli due sono le caratteristiche di Viboldone: la presenza monastica e l'attività agricola. Questi aspetti sono ancora oggi ben evidenti così come lo è il penoso stato di abbandono del borgo.
Intanto sul palcoscenico di Viboldone si agitano cinque attori che recitano un copione confuso. C'è chi vuole ricavare il massimo profitto nella intensa presenza residenziale; chi si batte con disperazione per la salvezza dell'abitato storico; chi sottolinea con forza, ed in questo supportato da un gruppo di diretta emanazione, la presenza monastica alla quale tutto deve far capo. Infine chi può prendere una decisione ma da troppo tempo tentenna.
Sembra che il futuro di Viboldone stia tutto nell'acquisto della Corte Grande, insoluto e probabilmente insolubile e con una destinazione fumosa, mentre si trascura la realtà evidente da secoli rappresentata dai due poli, quello monastico e quello agricolo, che sono fra loro inscindibili ed ai quali si deve fare esclusivo riferimento con la presenza concreta di iniziative coerenti.
Nel grande teatro di Viboldone si è visto e sentito di tutto e contestualmente tutto è rimasto invariato. Gli attori, forse segretamente appagati, possono continuare la recita e calcare il palcoscenico.

 

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