sabato, 10 dicembre 2005

 

La città delle emergenze

Emergenza copertura Redefossi, emergenza abitativa, emergenza tralicci alta tensione, emergenza traffico, emergenza riqualificazione aree dismesse, emergenza Viboldone, emergenza culturale.
Tutta colpa dell'attuale Amministrazione cittadina? Sarebbe ingeneroso affermarlo visto che questa ha dimostrato, e dimostra, di volerle affrontare con determinazione alla ricerca di soluzioni accettabili.
Osservando però la composizione dell'attuale Consiglio comunale balza all'occhio un aspetto curioso. Buona parte dei suoi membri, a vario titolo e per tempi diversi, hanno ricoperto ruoli di responsabilità nella gestione della Città e quindi a ben ragione possono essere considerati gli artefici dell'attuale situazione.
"San Giuliano città ferita" era stato, nelle elezioni amministrative del 2004, lo slogan più gettonato e promosso, assurdamente, da chi aveva avuto modo di "tenere il coltello per il manico". Oggi, grazie ai progressi della chirurgia plastica, molti combattono un'aspra battaglia politica ammantati con la candida veste della verginella e qualcuno addirittura, nelle file della maggioranza, tiene il piede comodamente in due scarpe.
Ciò che non è concesso a San Giuliano è stato invece accolto con ammirazione nella vicina San Donato. Lì, a lato della ex via Emilia, la muraglia di palazzi non è stata considerata una improvvida colata di cemento ma un'opera d'arte perché a firmarla sono stati architetti di grido. Eppure la sostanza non cambia.
Il concentrasi unicamente nella soluzione delle emergenze senza, contestualmente, programmare un futuro accettabile rischia di creare le premesse per nuove emergenze.
Paradossalmente l'unico progetto per la Città che racchiude valenze di turismo culturale, economiche, occupazionali, ambientali, sociali, artistiche, è stato ideato e promosso da un gruppo di cittadini, ma non trova ancora gambe certe per camminare.

 

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