venerdì, 27 ottobre 2006

 

La scarpa e la ciabatta

Quando si deve intervenire, con lavori di ristrutturazione, su un edificio di grande pregio storico-architettonico occorre prestare, in fase di elaborazione del progetto, la massima attenzione alla destinazione d’uso dei locali, oggetto dell’intervento, ed al materiale appropriato da utilizzare.
Al termine del primo lotto di interventi eseguiti alla Rocca Brivio pare che questa elementare regola, peraltro dettata anche dal buon senso, sia stata in parte disattesa.
Non risulta ben chiara la destinazione dei singoli locali. Infatti non si rilevano accorgimenti tecnici tali che possano far supporre, ad esempio, che una sala venga destinata a convegni, riunioni, o esposizioni.
Quello, però, che alimenta la mia perplessità è il tipo di materiale usato ed il nuovo impianto di illuminazione installato.
Il pavimento degli spazi, oggetto dell’intervento di recupero, è composto da listelli in legno dalla tonalità chiara stile “tirolese” estraneo al luogo oltre che non in sintonia con le rimanenti sale dalla pavimentazione originale. Nell’insieme una sensazione di “cantiere”.
L’impianto di illuminazione installato, antiestetico, “pesante”, penzola mortificando oltremodo la vista degli splendidi soffitti a cassettoni in legno dipinto. Quasi, con sottile cattiveria, a sfregio del buon gusto e del bello.
A breve partiranno consistenti lavori di ristrutturazione di gran parte della Rocca Brivio, pari a 2,5 milioni di euro. L’augurio è che il tutto sia guidato da una migliore filosofia, altrimenti si aggiungerà altra scarpa ed altra ciabatta.

 

 

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