lunedì, 20 novembre 2006

 

Lo sbadiglio

Ogni azienda che si rispetti pone la massima cura ed attenzione al proprio marchio, frutto di lungo studio e sintesi grafica dell’attività svolta e dei prodotti offerti sul mercato. Spesso, risultato oneroso del lavoro di specialisti, un marchio determina la fortuna o l’affossamento di un’azienda.
Esiste però un solo marchio esente da ogni costo, elaborazione grafica, impegno promozionale: lo sbadiglio.
Frutto naturale dell’infinita mobilità dei muscoli facciali di ognuno di noi, lo sbadiglio ha il pregio di essere un marchio polivalente dietro il quale si celano sentimenti, azioni e reazioni, con una gamma di sfumature inimmaginabile.
Per attivarlo, questo marchio, basta una sola parola: “Cultura”. Ecco allora che scatta un meccanismo inarrestabile: è sufficiente uno sbadiglio per provocare una catena di sbadigli. A San Giuliano Milanese questa catena dura da decenni e non pare intenzionata ad attenuarsi.
Non abbiate timore! Appena pronuncerò la parola magica: “Cultura”, sbadigliate con serenità, perché intanto nessuno se ne accorgerà.
Creato, in questo modo, il clima ideale e la necessaria attenzione, posso azzardare nell’esprimere il mio concetto di cultura applicato alla Città di San Giuliano ed inizio col ricordarvi lo slogan del quale rivendico la paternità e la primogenitura: “San Giuliano Milanese, città turistica”.
Devo dire che nella primavera del 2004 questo mio slogan, meglio però definirlo concetto concreto, ha avuto grande attenzione, grande diffusione, grande apprezzamento, ma anche grande derisione. Un successo indubbiamente. Poi una catena di sbadigli lo ha assassinato ed ora giace senza neppure un fiore sulla tomba.
Spinto dalla mia cocciutaggine, voglio riesumarlo, affrontando il rischio dell’inconsulta reazione dei muscoli facciali.
Dietro la semplice parola “Cultura” a San Giuliano Milanese si celano secoli di storia, di elaborazione ambientale, di tradizioni, di eventi, di arte, di architettura, di persone. Un patrimonio immenso che non deve e non può essere disperso; che non deve e non può essere oggetto dell’indifferenza.
Un patrimonio, invece, che deve essere oggetto di attenzioni e premure; di progetti concreti che traccino il percorso virtuoso.
Ma tutto ciò costa troppo! Mancano i soldi, per colpa di questo o di quello!
La solita stramaledetta “foglia di fico” per nascondere ignoranza, incapacità, inerzia.
Per la “Cultura” non si spende, ma si investe; questo non lo dico io che sono nessuno e tale rimarrò ancora a lungo.
Un solo esempio, per non annoiare troppo: la rievocazione storica “Ritornano i Giganti” ed i risultati che produce.
Ecco l’elenco in ordine sparso: grande conoscenza di un evento storico avvenuto localmente ma di grandissima importanza in ambito europeo; forte coinvolgimento delle scuole locali che sta producendo risultati positivi in continua crescita; partecipazione dei cittadini di ogni ordine e grado; momento di aggregazione e socialità dagli aspetti interessanti; aumento della sensibilità nei confronti del territorio; tutela e valorizzazione di un centro storico ritornato a vivere nel rispetto della sua identità; un marchio di grande prestigio per la città che si è andato diffondendo oltre i confini comunali e nazionali; la nascita e sviluppo di un turismo culturale sangiulianese che offre notevoli potenzialità; indotto economico positivo per le realtà commerciali locali.
Tutto questo ha un nome ed una definizione precisa: “Cultura”.
E il Parco dei Giganti? Un progetto certamente ambizioso, ma perfettamente realizzabile con investimenti contenuti e soprattutto un ulteriore tassello alla sviluppo culturale della comunità sangiulianese. Un progetto il “Parco dei Giganti” che coinvolgerà situazioni diverse, ma fra loro interattive: incremento dei servizi; miglioramento della qualità dell’aria; iniziative costanti nel tempo e di prestigio; offerta occupazionale e sviluppo dell’indotto anche economico; attenuazione del problema sicurezza. Ciò in aggiunta a quanto detto più sopra.
Sarà in grado San Giuliano Milanese, o meglio i suoi cittadini, a comprendere la parola “Cultura” nella giusta dimensione e finalmente rimboccarsi le maniche prima che uno sbadiglio soffochi il respiro?

 

 

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