lunedì, 25 agosto 2008

 

Il "Duomo" di Zivido

Quasi tutte le parrocchie sangiulianesi hanno adeguate strutture per l'attività parrocchiale. Solo una, Zivido, ne era sprovvista.
Nella storica frazione, che da oltre un decennio si va popolando con ritmo sostenuto, le funzioni religiose dovevano essere celebrate nella piccola chiesa quattrocentesca. Le attività parrocchiali e quelle dedicate ai giovani dovevano accontentarsi di modeste e provvisorie strutture.
Con l'edificazione della nuova chiesa e del complesso parrocchiale, oggi anche Zivido può pensare al futuro con maggior serenità.
Eppure più di una voce di critica si è fatta sentire con riferimento a quest’opera necessaria per la storica frazione definendola, con malcelato livore denigratorio, il "Duomo" di Zivido.
E' opportuno ricordare che le amministrazioni sangiulianesi, succedutesi nel tempo, per lunghi anni hanno abbondantemente utilizzato le strutture parrocchiali per sopperire alla scandalosa mancanza di scuole e centri sportivi.
Ancora oggi queste amministrazioni fanno affidamento alle strutture parrocchiali per colmare la lacuna di spazi dedicati ai giovani ed alle loro attività visto il fallimento del Centro di Aggregazione Giovanile.
C'è un altro aspetto inquietante nella definizione: il "Duomo" di Zivido ed è la mediocrità che domina la città di San Giuliano Milanese.
Basta osservare le piazze, il dozzinale arredo urbano, la sistemazione data ai tratti di copertura del Redefossi con opere dalle finalità sconosciute e molte altre situazioni che sarebbe lungo elencare.
Il nuovo complesso parrocchiale di Zivido è il frutto dell’ingegno di due famosi e preparati architetti, Gabetti Roberto e Isola Aimaro, e si integra magistralmente con l’antico borgo rispettandone l’architettura e lo spirito.
La medesima cosa non si può dire riguardo il delittuoso sventramento ed abbattimento di antichissime abitazioni a pochi passi dalla quattrocentesca chiesetta per far posto a palazzine moderne con il beneplacito dell‘amministrazione comunale.
Ed ecco che ritorna con prepotenza la mediocrità.
Si ha paura di tutto ciò che dimostra valore, di tutto ciò che emerge per la sua qualità.
I nuovi barbari non smettono mai di essere fra noi.
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