domenica, 22 febbraio 2009

 

Essere disabile a San Giuliano Milanese

A San Giuliano Milanese vive una disabile costretta, da una terribile malattia, a passare il resto della sua vita immobilizzata su una carrozzina.
Sono poche decine di chili dentro i quali un apparecchio inietta dosi di morfina; una persona che può solo ingerire pappine oltre a numerosi farmaci e vitamine, eppure la sua forza di volontà, la sua vitalità, la sua disponibilità verso gli altri «normali» è di eccezionale evidenza.
Dopo lunghe peripezie ha ottenuto dall'Amministrazione sangiulianese un contributo economico per l'acquisto dei medicinali necessari per vivere.
Con lettera protocollata e datata 5 giugno 2008, la Dirigente Area Servizi Sociali, Dott.ssa Sabina Perini, dell'Assessorato ai Servizi Sociali diretto dall'Assessore Lucia Salvato, comunicava a questa disabile l'erogazione mensile della cospicua somma di 70,00 euro per l'acquisto dei medicinali.
Dal mese di gennaio 2009 l'erogazione del contributo è stata interrotta senza che la disabile abbia ricevuto comunicazione scritta da parte dell'Amministrazione sangiulianese.
Chiesta la ragione di tale interruzione all'assistente sociale di riferimento, la disabile si è sentita rispondere che non aveva diritto al contributo in quanto proprietaria dell'abitazione in cui vive e che prima «le avevano fatto un favore».
Viene naturale chiedersi perché il fatto di essere proprietaria di un'abitazione non ha influito nella decisione del 5 giugno scorso? Forse che per l'Amministrazione sangiulianese un disabile, per avere assistenza, debba necessariamente vivere sotto i ponti?
Con quale coraggio morale persone addette ai Servizi Sociali, che possono camminare dove vogliono, che possono mangiare ciò che desiderano, che possono godere i piaceri dell'amore, che possono vivere una vita normale, si rivolgono ad una concittadina sfortunata e martoriata da grave malattia, umiliandola?

 

 

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