L'intervento di forestazione

Le funzioni del bosco
Le componenti vegetali della foresta urbana si possono ricondurre al bosco, alle siepi, alle fasce verdi, alle alberature.
Funzioni che l’impianto vegetale deve assolvere sono:
a) funzione paesaggistica
b) funzione didattica e ricreativa (scelta di specie di valore storico e di particolare pregio estetico, creazione di un micro-ecosistema forestale, centri di animazione per i bambini e le scuole, creazione di percorsi per l’osservazione, laboratori scientifici per la forestazione etc.)
c) funzione produttiva (scelta di specie che producono prodotti accessori e frutti)
d) funzione igienico-sanitaria-filtro (fonoassorbenza, abbattimento polveri, mitigazione impatti visivi)
e) funzione naturalistica (scelta di specie che producono frutti eduli per la fauna avicola e attrattivi per gli insetti)
Il bosco è l’elemento più complesso e raro nella foresta urbana; il “bosco urbano” è al servizio delle aree con presenza di abitanti o comunque al servizio di intensa fruizione.
Il bosco deve avere la presenza di un corredo adeguato di strutture di servizio quali parcheggi, segnaletica, attrezzature per lo smaltimento dei rifiuti, alternanza di zone illuminate e in ombra, deve garantire sicurezza ai cittadini e una buona variabilità per formare differenti ambiti.

Caratteristiche
L’associazione vegetale di riferimento è il Querco-carpineto planiziale rappresentativo sia delle condizioni pedoclimatiche sia dell’interazione specifica dei diversi elementi floristici che ne entrano a far parte; la stratificazione arborea è caratterizzata da un piano dominante occupato principalmente della Farnia e specie accessorie (il Frassino, il Ciliegio, l’Olmo, il Carpino bianco, l’Ontano nero etc) e il piano arboreo dominato è occupato da specie con un maggior grado di ombrotolleranza di cui la principale è il Carpino bianco.
Le specie presenti nello strato arboreo sono:
Farnia (Quercus robur L .), Frassino maggiore (Fraxinus excelsior L.), Olmo campestre (Ulmus minor Auct.), Acero campestre (Acer campestre L.), Carpino bianco (Carpinus betulus L.), Ciliegio selvatico (Prunus avium L.), Ciliegio pado (Prunus padus L.), Ontano nero (Alnus glutinosa Gaer tn.), Pioppo grigio (Populus canescens Sm.), Pero selvatico (Pyrus pyraster Burg.), Melo (Malus sylvestris Mill.)
Le specie dello strato arbustivo sono:
Biancospino comune (Crataegus monogyna Jacq.), Berretto da prete (Euonymus europaeus L.), Frangola comune (Frangula alnus Miller.), Ligustro (Ligustrum vulgare L.), Nocciolo comune (Corylus avellana L.), Prugnolo (Prunus spinosa L.), Sanguinella (Cornus sanguinea L.), Sambuco nero (Sambucus nigra L.), Viburno (Viburnum lantana L. e Viburnum opulus L.), Ciavardello (Sorbus torminalis L.).

Modalità realizzative
La formazione di un bosco può essere ottenuta in vari modi comunque caratterizzati dall’impiego di un numero di piante per ettaro sostanzialmente più elevato rispetto alla densità desiderata a maturità, dall’uso di piante di piccole dimensioni e da una gradualità nella gestione selvicolturale del bosco stesso che consenta la progettazione in continuo della formazione del bosco stesso.
Lassini et al.(1998) propongono due tipologie di intervento, da usarsi in modo alternativo o miscelandole opportunamente, per la formazione di nuovi boschi urbani in Lombardia:
1. Il rimboschimento estensivo, che prevede operazioni semplici e poco costose sia per l’impianto che per la manutenzione, idoneo su ampie superfici dove l’apertura al pubblico può avvenire dopo 10 anni dall’ intervento. La gestione si ispira a criteri selvicolturali e di stretta economicità. Le caratteristiche sono:
- circa 1600 piante/ha con sesto d’impianto 2,5x2,5m (che consente il passaggio di un trattore compatto tra le file)
- piantine di basso costo (semenzali, trapianti a radice nuda o piantine in fitocella)
- maggiore onere manutentivo per più numerosi diradamenti
- disposizione spaziale: tracciamento con andamento differenziato secondo linee sinusoidali o archi di circonferenza
- distribuzione per piccoli gruppi di piante della stessa specie per ampiezza di qualche decina di m2 in modo che almeno una delle piante arboree presenti nel gruppo abbia sufficiente spazio a maturità
- chiusura totale delle chiome in 5-7 anni, selezione graduale ed eliminazione delle piante
- apertura al pubblico dopo circa 10 anni
2. Il rimboschimento intensivo prevede operazioni più complesse per la preparazione, l’impianto e la cura, è di maggiore costo con un minor numero di piante ma più sviluppate; è idoneo su superfici di pochi ettari in aree più vicine all’abitato anticipando i tempi della fruizione. Le caratteristiche sono:
- circa 1100 piante/ha con sesto d’impianto 3x3m
- piantine di 1-1,5 m altezza in contenitori 18-24 cm o in zolla di 10-12 cm di circonferenza
- le cure colturali sono assidue e intense nei primi anni ma dopo la chiusura delle chiome il soprassuolo è in grado di automantenersi
- disposizione spaziale: tracciamento con andamento differenziato secondo linee sinusoidali o archi di circonferenza
- distribuzione per piccoli gruppi di piante della stessa specie per ampiezza di qualche decina di m2 in modo che almeno una delle piante arboree presenti nel gruppo abbia sufficiente spazio a maturità
- chiusura totale delle chiome in 8-10 anni, diradamenti graduali per giungere alla densità definitiva (300-500 piante per ha)
- apertura al pubblico dopo circa 5 anni
Gli interventi di forestazione urbana sono caratterizzati dalla gradualità e continuità: un triennio è il periodo minimo per l’affermazione dell’intervento proseguendo però con una manutenzione più ridotta per alcuni anni lasciando poi il posto a periodici interventi selvicolturali.
Le fasi di intervento sono:
1. Preparazione del terreno: spietramento e bonifica, eliminazione della vegetazione infestante, concimazione di fondo e lavorazione del terreno
2. Impianto: tracciamento e sesto d’impianto, apertura delle buche, messa a dimora delle piante, pacciamatura, posa dei tutori
3. prima manutenzione: risarcimenti delle fallanze, trinciatura dello strato erbaceo fino alla chiusura delle chiome, sarchiatura del terreno tra le file nel primo anno in maggio-giugno per argillosità del terreno, irrigazioni (utilizzando i canali di irrigazione ereditati dalla struttura agronomica), eventuali concimazioni

La gestione
Il progetto selvicolturale da adottare per la gestione del bosco si articola in una serie di interventi di diradamento che possono iniziare al momento della chiusura delle chiome e quindi dopo circa 7-10 anni dalla fase di impianto. Il primo intervento può quindi coincidere con l’apertura del bosco di nuova formazione alle attività ricreative. Il programma successivo mira a regolare gradualmente la densità fino all’assetto di maturità del bosco. Interventi di diradamento selettivo verranno eseguiti ogni 10-15 anni fino a portare, nel corso di un cinquantennio, la densità del bosco a 300-500 alberi ad ettaro. Nell’ambito del programma di diradamenti è raccomandabile di procedere a tagli mirati a favorire alcune specie o a rimodellare il disegno del bosco alle nuove esigenze della fruizione. Nell’ambito di tali interventi si possono eventualmente rilasciare piante nate spontaneamente dopo la fase di impianto qualora queste rappresentino un arricchimento in termini paesaggistici e naturalistici del complesso boscato. La gestione deve parallelamente prevedere il monitoraggio delle condizioni fitosanitarie.
Le regole della fruizione vanno comunicate al pubblico fin dalla nascita del bosco anche mediante apposita segnaletica. Il presidio dell’area da parte di attività per il tempo libero e da attività didattiche insieme al personale volontario (vedi GEV del Parco Nord Milano) è molto utile per mantenere una fruizione positiva. La collaborazione alla realizzazione e alla gestione da parte di associazioni ambientaliste e delle scuole porta inoltre ad una maggiore appropriazione e tutela oltre alla diminuzione dell’onere per l’amministrazione pubblica.
La gestione amministrativa può avvenire direttamente dalla PA, in concessione o convenzionata con Enti e Associazioni senza fini di lucro o con forme miste pubblico-privato.
E’ interessante considerare l’opportunità di finanziamenti annuali regionali (secondo un programma triennale) in applicazione al Piano di Sviluppo Regionale della Lombardia che permettono di ricevere contributi per diversi tipi di interventi di riqualificazione ambientale e per diversi beneficiari, pubblici e privati. I progetti presentati vengono vagliati a livello provinciale e i contributi più facilmente concessi sono per gli interventi di forestazione a scopo protettivo-ambientale. Un punteggio preferenziale nelle graduatorie per l’ottenimento dei finanziamenti viene dato a interventi concepiti in seno ai progetti delle reti e corridoi ecologici e all’interno di parchi, in coerenza al PTCP provinciale. La concezione dei sistemi verde come infrastruttura territoriale fa rientrare la possibilità di ricevere dei contributi a progetti di riforestazione o mitigazione ambientale tra i finanziamenti previsti dalla Regione Lombardia dalla L31/92 sulle Infrastrutture (tale finanziamento può essere del 50%per progetti promossi da diverse figure tra cui il comune).

 

il Parco dei Giganti

In Zivido -San Giuliano Milanese
Paesaggio in memoria della
Battaglia di Marignano (1515)

Università degli Studi di Firenze
Master in Paesaggistica
a.a.2003-2004
Tesi di Specializzazione
dell’Arch. Daniela Borroni
Relatori:
Prof. Architetto Biagio Guccione
Prof. Dott. Forestale Fabio Salbitano
Tutor: Arch. Tessa Matteini

Indice

Territorio, Ambiente, Paesaggio
Il contesto territoriale
Il Parco Agricolo Sud Milano
La ricomposizione dell’ecomosaico
Valorizzazione della fruizione e del turismo
Struttura urbana e sistema delle aree verdi
Assetto geomorfologico e idrografia
Paesaggio agrario e vegetazione della bassa pianura lombarda.

Rilievo e analisi paesistica
Destinazione d’uso e regime delle proprietà
La percezione visiva dei luoghi
La percezione acustica
I segni della storia
La Battaglia dei Giganti.

Il progetto del Parco dei Giganti
Ruolo ecologico
Reinterpretazione del paesaggio agricolo
Il disegno e le parti:
- Il prato della battaglia
- Il bosco

- Le “stanze verdi”
- Le terrazze e le piantate
- L’arena

- L’asse
L’acqua
La distribuzione delle funzioni

Gli accessi, i parcheggi, i percorsi
L’intervento di forestazione
- Le funzioni del bosco<
- Caratteristiche
- Modalità realizzative
- La gestione

Bibliografia (vedi)

 
 
   
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