storia di un'idea

Fu come un fulmine a ciel sereno: la Svizzera intendeva acquistare l'area che era stata teatro della "Battaglia dei Giganti" nel 1515.
Subito la stampa si impadronì della notizia; l'Amministrazione sangiulianese organizzò una conferenza stampa; il Consolato svizzero di Milano, su incarico della fondazione "Pro Marignano", inviò una richiesta di informazioni circa la zona interessata; 26 deputati elvetici, capeggiati dall'on. Basler, presentarono una interrogazione al parlamento ed al Governo svizzero; si giunse ad ipotizzare addirittura, da parte di qualche bontempone, della costituzione del 24° Cantone.
Motivo di tutto questo sommovimento: la minaccia costituita dalla continua espansione edilizia sulla vasta zona a verde agricolo che la Confederazione, allarmata, voleva conservare. Così non fu, come i fatti seguenti dimostrarono.
Per finanziare l'operazione di acquisto del terreno, in Svizzera si pensò di utilizzare il ricavato della vendita della medaglia commemorativa che sarebbe stata coniata in occasione dei 700 anni di costituzione della Confederazione che cadevano nel 1991.
L'ultima parte del 1989 ed l'inizio del 1990 vide la notizia rimbalzare da un giornale all'altro, poi calò il silenzio più totale ed un nulla di fatto da parte svizzera anche nei programmi ufficiali per il settecentesimo. Forse che il pericolo era superato? Forse che da parte svizzera l'intenzione era limitata a pochi audaci?
Per l'Associazione Culturale Zivido, che nel frangente era rimasta in vigile attesa di capire meglio le reali intenzioni elvetiche, il silenzio risultante da quella fiammata iniziale di interesse non fu un buon segno. Si convinse pertanto ad iniziare un serio esame intorno ad un progetto che omprendesse non solo l'area ipotizzata ma anche il borgo storico di Zivido; di elaborare un'ipotesi di intervento che risultasse omogeneo e rispettoso del patrimonio esistente unica strada, quindi, veramente percorribile.
Mancava lo spunto concreto, quella molla che avrebbe fatto scattare nelle autorità cittadine l'interesse per agire. Venne in occasione di una giornata in cui il sindaco di San Giuliano Milanese, Virginio Bordoni, ed il presidente dell'Associazione Culturale Zivido, Pierino Esposti, erano ospiti alla rievocazione storica dedicata a Matilde di Canossa che si svolgeva ogni anno in una cittadina emiliana.
Qualcosa tormentava il presidente dell'Associazione, mentre osservava con interesse critico lo svolgimento della rievocazione: erano i costumi; erano i giochi; era forse l'affascinate e famosa attrice che impersonificava Matilde di Canossa (Sabrina Ferrilli); era la folla presente e pagante; era il luogo?
Per Virginio Bordoni fu probabilmente la fine della piacevole giornata. Era scattata la molla nella mente irrequieta del presidente del sodalizio. In quel periodo si iniziava ad edificare un nuovo quartiere residenziale a Zivido ed accanto ai due ospiti sangiulianesi sedeva il titolare della società edilizia. Perché non approfittare del fatto che la terra scavata per le fondamenta, invece di essere trasportata altrove, venisse depositata nella campagna adiacente a formare un'arena naturale dove far svolgere con un'ambientazione migliore la rievocazione storica "Ritornano i Giganti", che andava ogni anno sempre di più acquisendo rinomanza e favore? L'Amministrazione sangiulianese avrebbe ottenuto così un luogo idoneo per le varie iniziative pubbliche ed in assenza di queste l'area diveniva il primo nucleo di un parco che, nelle intenzioni di Pierino Esposti, doveva diventare un parco storico-ambientale.
Chi comprese l'opportunità fu il costruttore che in seguito presentò un progetto, da lui fatto elaborare, per la realizzazione di un'arena naturale. Progetto ancora oggi valido tanto che è stato inserito nel ben più ampio schema planimetrico del costituendo "Parco dei Giganti".
Secondo l'Associazione, Zivido ed il suo patrimonio storico-ambientale era come un "piatto" formidabile che andava doverosamente onorato, gustato con intelligenza, servito con classe sia oggi che nel futuro. Era necessario non rinunciare all'opportunità di intervenire nel modo appropriato; di favorire il turismo culturale che avrebbe provocato la nascita di nuove attività in sintonia con la maggiore propensione dei giovani nell'avviare iniziative artigianali; di offrire un ambiente migliore ai cittadini.
L'Associazione Culturale Zivido aveva a sua disposizione solo uno strumento: la parola. La stampa fece il resto, come si può verificare nella sezione "echi di stampa".
Fu l'inizio di un percorso virtuoso che l'Amministrazione sangiulianese guidata dal sindaco Marco Toni, mise nero su bianco.
Finalmente! Era trascorso un decennio da quella prima idea svizzera.

 
 
 



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