come pensiamo il nostro parco

Il giardino all'italiana ...
Darà il benvenuto al visitatore non appena oltrepassato l'ingresso principale accanto alla quattrocentesca chiesetta, che chiude il borgo storico.
Il giardino all'italiana fa parte della nostra peculiare cultura, è protagonista del Rinascimento (epoca della Battaglia), è certamente l'esempio di armonia costruttiva fra uomo e natura da troppo tempo dimenticato a favore di spazi verdi senza identità diffusi dovunque. Al centro del giardino all'italiana una fontana-scultura che esalti, grazie all'apporto di artisti, l'idea del parco identificata nella memoria storica che ha prodotto anche il rifiuto della guerra come strumento di rapporto fra civiltà.
Il giardino avrà un lato chiuso da bassi edifici di servizio in sintonia stilistica con il borgo: il punto di ristoro con materiale illustrativo e pubblicazioni, i servizi igienici, gli uffici dell'ente gestore.

Il laghetto e la zona umida ...
L'area del parco era un tempo un vasto acquitrino bonificato poi dall'intelligenza dei monaci di Chiaravalle e di Viboldone. Non si può prescindere, quindi, dal prevedere un laghetto (o stagno) alimentato da una risorgiva (presenti abbondanti tempo fa) ricreando l'ambiente naturale umido peculiare favorendo anche l'insediamento del relativo mondo animale che lo abitava e vivificava. L'acqua della risorgiva potrà anche far rivivere alcuni fossatelli irrigui ed alimentare il mulino a ruota.
E' necessario ricordare che i fontanili sono delle risorgive che originano nell'area di passaggio tra l'alta e la bassa pianura padana, dove le acque di falda raggiungono spontaneamente il piano campagna, formando delle zone umide con flora e fauna tipiche di ambienti palustri. Il territorio provinciale milanese è ricco di questi ecosistemi semiartificiali che, creati nell'XI-XII secolo per bonificare le vaste aree paludose della pianura padana, venivano utilizzati in agricoltura soprattutto in particolari pratiche agricole come le marcite.
Ora purtroppo con l'abbandono di queste tipo di colture e con l'intensificarsi dell'urbanizzazione, molti di questi peculiari ecosistemi, che si estendono da Ovest ad Est, sono scomparsi o in condizioni di degrado. Il recupero e la riattivazione dei fontanili assume una certa importanza, oltre che per l'uso in pratiche agricole, anche per il significato e l'importanza che questi ecosistemi peculiari hanno dal punto di naturalistico, costituendo un importante patrimonio storico-ambientale da salvaguardare.

Il mulino a ruota ... (vedi)
La costruzione incornicia ed accoglie i visitatori all'ingresso sud prospiciente cascina Carlotta e segna una tappa del percorso ciclo-pedonale rappresentato dall'asse viario in sterrato che da Zivido porta a Rocca Brivio (asse che verrà rivalutato e permetterà di gustare il particolare paesaggio di questa parte sconosciuta della valle del Lambro ed entrerà a far parte di una rete più vasta ed articolata sul territorio sangiulianese).
Ormai quasi scomparsi o ridotti a ruderi, i mulini sangiulianesi erano molti e variegati. Con questa riproposizione, con la grande ruota e gli ingranaggi funzionanti, si offrirà ai visitatori e soprattutto ai ragazzi, l'opportunità di conoscere un'ingegneria idraulica "minore" ma che ebbe grandissima parte nel progresso e nella vita di tanti.
Gli altri locali del mulino ospiteranno giovani intraprendenti che faranno dell'artigianato la loro arte ed il loro futuro. Ancora una volta il mulino sarà fonte di economia.

Il bosco lombardo ...
Chi almeno una volta non si è fermato in qualche luogo delle nostre terre ad ammirare estasiato le forme ed i colori dei nostri alberi lombardi? Dove le stagioni dipingono il fogliame; dove l'ombra è più fresca; dove il cielo è un pizzo delicato; dove il sole scaglia i suoi raggi tra le fronde creando magici effetti di luce? Ebbene fra poco ci sarà un motivo in più per uscire dalle case, sedersi su una panchina e sognare.

L'arena naturale ...
E' giorno di festa, è giorno di ricordi ed il grande prato verde, i cui confini si perdono in dolci rilievi quasi fossero un abbraccio cordiale, si popola di gente mentre risuonano i tamburi, sventolano le bandiere, sfilano i Giganti nei loro costumi rinascimentali.
In questo spazio, che completa armoniosamente il Parco, i cittadini possono rivivere momenti passati, ma anche ascoltare musica, vedere spettacoli e quando tutto tace passeggiare.

I Giganti nel verde ...
Personaggi d'altri tempi popolano gli angoli del parco. Sono immersi nel verde, qualcuno addirittura nell'acqua dello stagno, altri impettiti in cima ad un rilievo.
Sono i Giganti che qui vennero per sogni di gloria e di conquista, ma furono conquistati dai nostri prati, dalle nostre acque, dalla nostra arte. Ora riposano silenziosi nella quattrocentesca chiesetta di Zivido.
Sono sculture, bassorilievi, che grandi artisti europei hanno voluto collocare nel Parco dei Giganti a testimonianza di una storia fatta di luci e di ombre. Sono un percorso nel verde del parco, perché la memoria non si smarrisca, perché l'umana progenie pensi e cerchi di non più sbagliare.
Sei tu un giovane che deve crescere nel rispetto degli altri; sei tu un adulto che ha qualcosa da rammaricarsi e che poteva far meglio: i Giganti sono lì, silenziosi testimoni, e mentre passeggi nel verde intenso o riposi all'ombra essi vigilano come angeli custodi.

 
 
 
 

Pierino Esposti, fondatore e presidente della Associazione Culturale Zivido, è l'inventore del "Progetto Parco dei Giganti" al quale ha dedicato un decennio di lavoro affinchè il progetto fosse completo in ogni suo aspetto.
In questa pagina (ad oggi, 24 dicembre 2006, ancora in costruzione) intende illustrare il suo progetto per dare l'opportunità ai cittadini di San Giuliano Milanese di comprendere al meglio il valore di questa realizzazione.
Per San Giuliano Milanese significa progettare un futuro migliore ed evitare, un giorno, di dover rincorrere le solite emergense.

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