echi di stampa

La Svizzera per acquistare il terreno dello scontro a Marignano troverà forti difficoltà
Ritorna un campo di battaglia
Il sindaco di San Giuliano conferma la disponibilità del Comune, ma ci sono anche i proprietari

Vogliono festeggiare il settecentesimo anniversario della Confederazione elvetica, forti di un giardino italiano, ex campo di battaglia, sottratto all'espansione industriale. Gli svizzeri che hanno fondato, a Berna la fondazione "Pro Marignano", hanno fatto passi concreti per l'acquisto della vasta area che è stata teatro, 474 anni fa, della "battaglia dei giganti". Se la trattativa andrà in porto, come auspica il Comune di San Giuliano, il governo elvetico conierà nel 1991, anno del settecentenario, monete e medaglie rievocative al fine di raccogliere fondi per acquisire il territorio sangiulianese compreso tra Mezzano, Zivido e cascina Santa Brera.
La prima richiesta ufficiale inoltrata all'amministrazione comunale di San Giuliano per l'acquisizione dei terreni, datata 13 gennaio 1989, è stata esibita ieri mattina dal sindaco Egidio Gilardi nel corso di un'affollata conferenza stampa. A firmarla è stato un celebre storico della fondazione "Pro Marignano", il console generale svizzero Friedrich Moser.
"Faremo tutto quanto ci è possibile - ha subito dichiarato Gilardi - per consentire agli svizzeri di entrare in possesso di queste aree, alle quali attribuiscono importanti significati storici. Per loro la battaglia di Marignano significa la fine delle guerre mercenarie e l'inizio della neutralità. In ogni caso abbiamo chiesto al console quali zone precise interessano alla fondazione elvetica".
Nel corso dell'ultima visita sostenuta da una delegazione di parlamentari svizzeri, al centro dell'attenzione si sono rivelati la chiesetta di Zivido contenete l'ossario dei caduti e il castello quattrocentesco nel quale si rifugiarono, secoli or sono, i soldati elvetici in ritirata che poi perirono tra le fiamme.
Ma la disponibilità comunale non è completa garanzia di successo per gli svizzeri. Dovranno fare i conti con le proprietà dei terreni, che il piano regolatore generale di San Giuliano ha designato da tempo a zone industriali. Sono la Saca e l'azienda farmaceutica svizzera Sandoz. Il dieci per cento di questi terreni, sui quali si svolse la cruenta battaglia di Marignano, sono quindi potenzialmente edificabili. Dal canto loro i marchesi Brivio, proprietari di una vasta fetta della piccola Zivido, hanno presentato un piano di recupero per salvare la frazione sangiulianese dal degrado.
La "guerra dei giganti" coinvolse trentamila soldati francesi e ventimila svizzeri, in una zona di dieci chilometri quadrati. Sulla via Emilia si salvarono le poche migliaia di soldati rossocrociati (ottomila invece i morti) che riuscirono a fare quadrato tra di loro. Ma al ritorno in patria, vennero massacrati: nessun soldato svizzero doveva tornare sconfitto, secondo le concezioni dell'epoca. Oggi invece, di quella sconfitta la Svizzera vuol fare tesoro, mossa da motivazioni ambientali e storiche.

(di Mauro Suma, "Il Giorno", 04.03.1989)

 
 
 
home


sito di proprietà della Associazione Culturale Zivido
webmaster@aczivido.net