echi di stampa

S. Giuliano risponde alla richiesta di acquisto degli svizzeri
Sulle carte non si trova Marignano. Ma dove hanno combattuto i Giganti?
L'idea di trasformare il campo di battaglia del '500 nel "24° Cantone" si scontra con le incertezze topografiche - I vincoli del piano regolatore.

Sala giunta ore 11 precise. Il sindaco comunista Egidio Gilardi, l'assessore socialista al Patrimonio, Matteo Fasano, l'assessore all'Urbanistica, Antonio cavaliere, assistiti dal segretario comunale Renato castagna, dal tecnico Alberto Vaccari e dallo storico Luciano Previato consigliere comunale comunista sono pronti per la conferenza stampa. Sul tavolo rettangolare assieme ai comunicati da consegnare ai giornalisti spiccano libri di storia e il piano regolatore generale di San Giuliano datato 1975. L'argomento: si deve raccontare alla stampa dove e quando nascerà sul territorio comunale il 24° cantone della vicina confederazione elvetica.
E' proprio così. Il 25 gennaio scorso il console svizzero di Milano membro della fondazione pro marignano (con sede a Berna l'associazione da sempre si prende a cuore di commemorare ogni anno a Zivido di San Giuliano l'anniversario della battaglia dei giganti o di Marignano combattuta il 13 e 14 settembre 1515 da oltro 60.000 soldati milanesi, svizzeri, francesi e veneziani per il possesso del ducato degli DSforza) aveva scritto al sindaco di San Giuliano per comunicargli che la Fondazione aveva intenzione di acquistare o quanto meno di chiedere un vincolo sui terreni che furono teatro del grande scontro, un'area di circa dieci chilometri quadrati.
Ciò al fine di creare una fascia di rispetto storico ambientale attorno a Zivido prima che le sempre più invadenti lottizzazioni facciano sparire anche quel poco di costruzioni medioevali rimaste nel borgo.
L'imprevedibile richiesta della fondazione pro Marignano avrebbe l'avvallo del parlamento elvetico intenzionato a festeggiare il "24° cantone" in occasione dei settecento anni dalla nascita della confederazione che cadranno nel 1991. la notizia è finita alle agenzie di stampa internazionali prima ancora cha a San Giuliano ove la nascita del 24° cantone per di più sul suo territorio non era proprio ancora all'ordine del giorno. E solo il 24 febbraio l'assessore all'urbanistica ha risposto al consolato generale svizzero di Milano: "Si comunica che risultando il campo di battaglia di marignano non perfettamente dfinito cartograficamente, questa amministrazione è impossibilitata a fornire le indicazioni richieste. Si allega copia del piano regolatore".
il sindaco Egidio Gilardi ha precisato ai giornalisti: "La battaglia di Marignano si è combattuta tra cascina Brera ai confini di Melegnano e Carpianello quasi a San Donato. Allora non c'era il Redefossi e naturalmente neanche la ferrovia per cui gli eserciti spaziarono al di qua e al di là della via Emilia fino a Viboldone e mezzano quasi fino a Carpiano. In totale dieci chilometri quadrati, un terzo del territorio di San Giuliano. Il piano regolatore - ha continuato il sindaco - non poteva certo bloccare tutto lo sviluppo urbanistico di San Giuliano per salvaguardare il campo della battaglia di marignano. Abbiamo costruito case attorno a Zivido, la cittadella artigianale a cascina Rovida, il centro commerciale sulla via Emilia, i capannoni industriali sulle aree tolte alla cascina Carlotta e ora lottizziamo tra il cimitero e Zivido.
il Comune non ha aree di proprietà se non un piccolo campo dietro la chiesetta di Zivido, i terreni sono di agricoltori, società immobiliari, la Sandoz farmaceutici e dei marchesi Brivio. Ora proprio a partire dal 10 marzo prossimo - ha continuato il sindaco - inizierà la discussione in consiglio comunale della revisione del piano regolatore".
Gli svizzeri invece avrebbero altre idee e molto ben chiare: "Ci siamo mossi perchè abbiamo visto lo scempio che sta accadendo nella zona - ha precisato il vice console di Milano".
Dopo la battaglia di marignano, che costò decine di migliaia di morti, gli svizzeri sconfitti con Massimiliano Sforza e all'epoca mercenari tra i meglio pagati perchè più precisi a centrare i bersagli nemici che a costruire orologi, diedero l'addio alle armi. La loro neutralità nacque proprio in quel 14 settembre 1515. Per il re di Francia, Francesco I, e i veneziani capitanati da Giangiacomo Trivulzio e da Bartolomeo d'Alviano, la vittoria segnò la conquista del ducato di Milano e un favorevole riassetto degli equilibri europei.

(di Siro Marziali, "Corriere della Sera", 04.03.1989)

 
 
 
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