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La proposta è dell'associazione culturale Zivido: «È importante che la gente percepisca questo luogo come proprio»
Il Parco dei Giganti in cerca di azionisti
Quote di partecipazione degli abitanti per rilanciare l'oasi

Quote di partecipazione al Parco dei Giganti per gli abitanti di Zivido che grazie ad una sorta di azioni avrebbero la possibilità di sentirlo come patrimonio collettivo.
La creazione di un Ente Parco per la distesa dei Giganti, 170 mila metri quadrati nel cuore della frazione storica di San Giuliano, è una delle proposte recentemente avanzata dall'associazione culturale Zivido al comune. Nei giorni scorsi, durante un incontro col sindaco, il sodalizio ha infatti illustrato un'ipotesi di progetto, a cui hanno collaborato tre professionisti, fissando alcuni binari guida su cui si dovrebbero snodare le iniziative.
«Gli esperti hanno lavorato soprattutto sul profilo storico, sullo studio delle acque e sull'aspetto artistico – spiega il presidente Pierino Esposti -. Tra gli elementi essenziali, riteniamo infatti che occorra tenere conto del recupero ambientale lombardo, con la realizzazione di un fontanile, e quindi di una porzione d'acqua per ricordare l'aspetto morfologico del territorio. Non dovranno mancare inoltre una serie di richiami alla Battaglia dei Giganti, che si svolse proprio nella cornice dove sorgerà il Parco. Abbiamo pensato anche alla costruzione di un mulino, che nei locali interni potrebbe ospitare laboratori».
Un percorso quindi carico di natura, la cui parte tecnica verrebbe interamente curata dall'amministrazione comunale. In base alla tabella di marcia infatti tra il puzzle di appezzamenti che compongono l'area, tutto partirà dall'arena naturale, destinata in futuro ad ospitare commemorazioni ed altri eventi pubblici. La realizzerà la ditta Coopsette, che sta costruendo il nuovo centro commerciale, a scomputo degli oneri di urbanizzazione.
Poi, sembra che le idee non manchino. «Pensavamo che all'entrata i visitatori dovrebbero essere accolti da un giardino all'italiana stilizzato, con prato intervallato da siepi che formano figure e vialettini, tra cui svetterà un fontana – prosegue Esposti -. Inoltre è molto importante che la gente senta questo luogo come proprio. Per questo pensavamo ad un ente dove ciascuno possa acquisire una quota partecipativa, con un contributo minimo, che potrebbe dare i suoi frutti. L'idea punta infatti ad attivare anche un percorso storico culturale, che tocchi i punti più suggestivi del territorio, con l'allestimento di un museo, pensato nella struttura che sorgerà nel Parco. E la realizzazione dovrebbe avvenire per lotti, in modo che i cittadini lo vedano crescere».
Sembra del resto che i residenti siano particolarmente interessati al futuro del polmone verde della città. Lo dimostrano gli oltre 2 mila accessi alla pagina del sito Internet dell'associazione, incentrata proprio sui primi spiragli che si sono aperti sul nuovo piano.

(di Giulia Cerboni, "Il Cittadino", 15.07.2003)

 
 
 
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