24.10.2007 - di Giulia Cerboni

Abbattute alcune case antiche della frazione: «Vogliamo sapere cosa faranno»
Le ruspe a Zivido allarmano i residenti

«Dopo un anno di richieste di informazioni sui progetti per le antiche case di Zivido, da un giorno all’altro ho visto i macchinari fare piazza pulita di quello che rimaneva degli edifici più datati». Con disappunto, la signora Franca Cavazzin racconta così la sua trafila, durata circa un anno, per avere lumi da parte del comune sugli interventi previsti in riferimento agli edifici più antichi di via Corridoni. Strutture che, spiega la residente della frazione, sono state demolite nei giorni scorsi. «Temevo proprio - commenta delusa -, un epilogo di questo genere». In un cassetto conserva le missive inviate al municipio con la richiesta di informazioni in merito al progetto che avrebbe coinvolto la fetta di territorio sangiulianese che ospita una pregiata porzione che affonda le sue radici nel passato. Ed è proprio sul futuro di quell’area, che da tempo suscita una serie di interrogativi, che si chiede di conoscere le intenzioni dell’amministrazione Toni.
Sulla questione è intervenuto anche il comitato Pro Zivido e l’Associazione culturale Zivido, sempre con lo scopo di poter conoscere nei dettagli un progetto su cui gli stessi cittadini hanno dimostrato di voler puntare l’attenzione, con il tentativo di saperne di più, mediante approfondimenti. Intenti che si sarebbero però scontrati con una serie di difficoltà. «Non siamo riusciti a sapere nulla. Non siamo stati in grado di verificare se esiste un progetto o un disegno delle opere che verranno realizzate, in compenso nei giorni scorsi abbiamo assistito all’entrata in scena delle ruspe», lamentano i coniugi Cavazzin.
«Di tutta questa trafila - ricordano -, gli unici documenti che abbiamo in mano, sono le raccomandate, rimaste senza alcun riscontro. Non solo sono state spazzate via le case, ma noi cittadini ad oggi non sappiamo neanche cosa verrà realizzato al loro posto. Questo modo di operare non va certo nella direzione di favorire la partecipazione della cittadinanza».
Da Zivido, dopo il serrato confronto delle scorse settimane tra il presidente del sodalizio locale Pierino Esposti e il sindaco Marco Toni, tornano così ad alzarsi proteste, in questo caso concentrate sullo sviluppo di un’area, dove negli anni sono già state messe a punto una serie di trasformazioni. Ma su questa fase la gente vorrebbe essere più coinvolta da parte di chi l’amministra e soprattutto saperne di più.

 

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