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Rassegna Stampa Nazionale


26.05.2005 - di Giulia Cerboni

«Non dimentichiamo i tesori del passato»

«Non dimentichiamo la nostra storia». Si alza così un nuovo accorato appello da parte del presidente dell’Associazione Culturale Zivido, Pierino Esposti, da una ventina d’anni in prima linea per la salvaguardia dei gioielli semi sconosciuti del territorio. «Voglio portare l’attenzione - dice - sui sarcofaghi romani, che a Mezzano vengono utilizzati come abbeveratoi. Ma sempre dell’epoca romana abbiamo anche le lapidi ritrovate a Zivido su cui abbiamo concentrato una ricerca. E poi, da non tralasciare la chiesetta di Occhiò, con i suoi pregevoli affreschi esposti alle intemperie a causa di un tetto che non ha tenuto di fronte alla mancanza totale di manutenzione. Ormai diroccato, pure il Molino Torretta, che con sue linee semplici ed essenziali rappresenta uno stupendo esempio di architettura del passato. Un patrimonio di cui nessuno si è mai preso cura, che i cittadini quasi non conoscono e che le istituzioni hanno dimenticato». Proprio da queste considerazioni, ha preso forma l’idea promossa dal sodalizio di dotare il futuro Parco dei Giganti di un museo che possa accogliere le antiche testimonianze. Ma intanto, viene alzata l’attenzione sulla città del passato. Ed Esposti, non nascondendo una certa amarezza, si chiede: «Perché la città di San Donato ha trovato un antico cippo e lo ha rivalutato, mentre sul nostro territorio è stato tutto dimenticato? Abbiamo cascine stupende, semi diroccate. Abbiamo un percorso ciclabile in pratica già pronto che unisce Cascina Carlotta a Rocca Brivio e non vengono fatti neanche quei pochi lavori di manutenzione per rendere il tratto agibile». Vengono così rimarcate una serie di “dimenticanze” da parte di tutti coloro che hanno avuto in mano la gestione del territorio. Ma non viene risparmiata neanche una punzecchiatura nei confronti degli abitanti di quest’area dell’hinterland sudmilanese. «Mi chiedo anche come mai - evidenzia il presidente del sodalizio culturale -, i cittadini non siano scesi in campo nel tentativo di fare qualcosa per rivalutare la propria città, alla riscoperta del passato. È mancato in generale quell’entusiasmo che mi auguro possa essere risvegliato con le iniziative in corso, che porteranno anche un museo sul nostro territorio». Dopo quindi i sentiti appelli lanciati per tentare di tutelare quel che è rimasto di Occhiò, Esposti chiede ancora una volta alla città un pò di attenzione su un patrimonio dimenticato, dislocato in un’area rurale a poca distanza dai mega complessi residenziali. Una realtà di San Giuliano, e della sua storia, che ora più che mai reclama un solido aiuto.

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