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Rassegna Stampa Nazionale


01.10.2005 - di A. M.

L'anniversario della Battaglia, momento di festa ma anche di commemorazioni
Un eterno ricordo degli eroi

La rievocazione della Battaglia dei Giganti non è solo folklore, non è solo festa.
E' anche ricordo e commemorazione delle vittime di quella cruentissima battaglia avvenuta nel settembre del 1515. E così, accanto alla sfilata in costumi dell'epoca, accanto alla spettacolare rievocazione di quello scontro tra eserciti dei più potenti stati dell'Europa, con una dettagliata e minuziosa ricostruzione dei movimenti delle varie truppe con armi e uniformi perfettamente rispecchianti quelle dell'epoca, in queste settimane si sono ricordati anche i soldati che vi hanno perso la vita. Un gesto doveroso verso il coraggio e l'altruismo di quegli uomini.
In particolare, si sono ricordati i caduti di una parte degli eserciti che si sono affrontati in questi due terribili giorni, il 13 e il 14 settembre 1515. Parliamo dei soldati svizzeri, al servizio del Duca di Milano che con le sue deboli forze tentava di opporsi all'esercito francese guidato dal re Francesco I°.
L'occasione � stata il quarantesimo anniversario dell'inaugurazione del monumento ai prodi caduti svizzeri, eretto appunto nel 1965 accanto alla quattrocentesca chiesetta di Zivido, al centro del territorio ove si svolse la cruenta battaglia. Presenti alle commemorazioni il console generale di Svizzera Marzio Tartini. Ci sono stati incontri ufficali con l'Amministrazione Comunale in Municipio.
Per commemorare l'evento storico della battaglia e l'erezione del monumento il Consolato Generale di Svizzera a Milano, l'Agenzia di Pubbliche Relazioni della Confederazione Elvetica "Presenza Svizzera" e l'Associazione Culturale Zivido che cura la memoria della Battaglia dei Giganti hanno realizzato una serie di quattro cartoline rievocative che ripropongono la foto storica dell'inaugurazione del monumento, 40 anni fa, un disegno della battaglia, il monumento.
"Alter und Junger Krieger", "Combattenti vecchi e giovani", così è stato battezzato il monumento che appunto mostra con grande plasticità un combattente giovane, nel pieno delle forze, che difende un combattente anziano, che sta per soccombere.
Una composizione di alta simbologia: il vecchio che si spegne, sereno, senza odio, dopo aver combattuto e fatto il suo dovere; e il giovane che a costo della sua vita affronta il neico per difendere l'anziano.
Un profondo simbolismo che è una lezione di storia e di civismo, messa lì dove cinquecento anni fa si combattè un'epica battaglia.

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