L'armistizio

La guerra volgeva al suo fine e il giorno 1 ottobre di buon mattino, trasmessa da Milano per via telefonica, giungeva in paese la notizia che i tedeschi al fronte avevano alzata bandiera bianca domandando l'armistizio.
La notizia si diffuse ovunque con velocit� fulminea destando un orgasmo che rasentava la pazzia. Furono alcuni da me, non appena terminate le funzioni del mattino, chiedendo lasciassi loro suonare le campane. Era impossibile frenare l'entusiasmo e diedi il permesso.
Mi recavo quella settimana tutti i giorni a Milano per prendere parte agli esercizi spirituali che si tenevano a S. Sepolcro e mentre attendevo la corsa si vedevano venire da Melegnano per Milano torme di ragazze, che, lasciato il lavoro, si affrettavano alla citt�, cacciate dalla fretta e gridando a squarciagola. Ovunque era gioia e festa!
Le osterie lungo la via rigurgitavano di popolo, che gridava, vantavano, danzavano al suono di organetti e sembrava di essere in mezzo ad un carnevale o ad una fiera ossessionante. E pensarla che doveva trascorrere ancora un mese prima di raggiungere la battaglia di Vittorio Veneto.
In molte Chiese e della citt� e delle campagne si cantarono dei solenni Te Deum ma io non feci nulla aspettando il vero armistizio e l'ordine superiore. Ed anche più tardi non fu trovato conveniente ritornare ai ricordi di guerra, perch� cessata la guerra coi nemici esterni, si era minacciati dalla guerra civile e i soldati erano tornati dalle armi tanto avvelenati contro tutti, contro i ricchi, i sacerdoti, il Papa, la religione, Dio, che sembr� più conveniente il silenzio.

(da "Liber Chronicus" 1895-1923, Vol.I, archivio storico Parrocchia di San Giuliano Martire, San Giuliano Milanese)

 
 

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