San Matroniano
nella leggenda e nella storia

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Sac. Enrico Villa

San Matroniano
nella leggenda
e nella storia


Documenti e note critiche

Milano
Basilica dei SS. Apostoli
e Nazaro Maggiore
1942-XX

 

Matroniano e la leggenda medievale
Narra la leggenda medievale: “Nell'anno del Signore 364 Ambrogio, arcivescovo della Chiesa Milanese, ebbe una strana visione: un giovane della nobile famiglia de' Boccardi a nome Guglielmo avrebbe a lui offerto un dono cospicuo.
Trascorsi alcuni giorni il sopraddetto Guglielmo, innanzi di lasciare la città per la consueta partita di caccia, si recò dal beato Ambrogio ad invocare la benedizione.
Rammentò Ambrogio la visione e benedettolo, dimandò in dono la primizia della caccia ed ebbe di questo promessa sicura. Uscito dalla città Guglielmo si addentrò in una selva seguito dai cani: se non che un ostinato abbaiare lo costrinsero a sostare alquanto. Guglielmo, stupito per la insistenza dei cani nell'abbaiare e dello smuovere che essi fecevano la terra con le zampe come se segnalassero preda, smontò da cavallo, chiamò alcuni contadini che si diedero con lena a rimuovere la terra.
Tosto rinvennero il Corpo di un Santo, vestito da abiti monacali ed una scritta fra le mani.
Sopra vi era il nome, vi era descritta la vita e che un Angelo per ordine di Iddio recava a lui quotidianamente pane celeste.
Le Spoglie Sacre, tolte da terra, adagiarono su di una lettiga di fortuna, incamminandosi svelti alla volta della città.
Guglielmo memore della promessa, inviò messaggeri ad Ambrogio, per comunicargli che sarebbe giunto con la cacciagione promessa. Ambrogio, mosso da Spirito Santo, comprese di che sorta era la preda e col Clero e col Popolo mosse incontro a ricevere il prezioso dono: il Corpo di Matroniano.
Entrarono in città per Porta Romana; giunti che furono davanti alla chiesa di san Nazaro, in nessun modo poterono proseguire; la lettiga era inamovibile.
Arguì Ambrogio che il Santo desiderava riposare accanto a Nazaro e allora fra cantici e laudi lo depose nella cappella che per lui costruirono.
Numerosi infermi, sempre, in virtù del Santo ottennero guarigione da infermità e da languori”.
Narrazione si fresca ed ingenua mostra che trattasi di una pia leggenda medievale.
San Matroniano eremita e confessore protagonista della leggenda, è esistito?
E perchè mai fu così bizzarro il nostro Santo da volere una folla di devoti esclusivamente in due località?.
Milano e Sesto Ulteriano.
Ed ebbe a sé dedicate tre cappelle e nulla più? Nella Basilica degli Apostoli, nella chiesa di sant'Ambrogio ad Nemus nell'oratorio di Sesto Ulteriano.
Ammesso il dubbio forte circa la storicità della traslazione compiuta da Ambrogio e del ritrovamento operato dal giovane Guglielmo, è pur vero che nella Basilica degli Apostoli ebbe ininterrottamente con certezza dall'XI sec. In poi, fors'anco dall'VIII sec. Un culto speciale. Culto che interessò tante generazioni e pastori: San Carlo, il card. Federico, il card. Alfonso Litta, il card. Alfredo Ildefonso Schuster e non ultimi, lo speriamo, anche noi.

   

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