San Matroniano
nella leggenda e nella storia

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Sac. Enrico Villa

San Matroniano
nella leggenda
e nella storia


Documenti e note critiche

Milano
Basilica dei SS. Apostoli
e Nazaro Maggiore
1942-XX

 

L'altare di santa Margherita vergine e martire, ed il sepolcro di Matroniano
Il «Liber notitiae Sanctorum Mediolani» (sec.VIII) afferma con chiarezza l'esistenza del sepolcro di Matroniano nella Basilica. Infatti vi si ricorda la celebrazione della festa di san Matroniano il 14 dicembre, come già il Calendario di Beroldo, all'altare di santa Margherita nella chiesa di san Nazaro, presso al quale venne sepolto da Ambrogio.
«La festa del santo Eremita Matroniano ricorre al 14 Dicembre all'altare di santa Margherita dove lo stesso riposa collocatovi da sant'Ambrogio».
Affiora l'attribuzione della sepoltura di Matroniano ad Ambrogio: è la leggenda in incubazione. L'autore, al corto di notizie storiche su Matroniano fa poi una dissertazione sul simbolismo del giglio e della rosa; giglio san Matroniano, la rosa san Pietro.
Si afferma chiara l'ubicazione del sepolcro presso l'altare di santa Margherita. La vergine Margherita, martirizzata l'anno 467 ebbe grande venerazione in tutta la cristianità; monasteri, chiese ed altari dovunque, anche nella Basilica degli Apostoli.
In questa dove era sito? È affermato da altri l'esistenza dell'altare consacrato a Margherita?
Galvano Fiamma dandoci la leggenda completa del santo Eremita afferma:»... ed il beato Ambrogio seppellì quel santissimo Corpo nella Chiesa degli Apostoli, cioè di san Nazaro, nella Cappella di santa Margherita». Evidentemente il fantasioso domenicano si rifà al «Liber notitiae Sanctorum Mediolani».
Dell'altare di santa Margherita non è dato sapere altro; alla domanda poi dove era sito, rispondiamo con una ipotesi: che cioè l'altare di santa Margherita era ubicato nella cappella ad emiciclo sopra accennata del periodo santambrosiano, che pure dà l'ubicazione di quell'angolo ricordato nell'Itinerario del pellegrino tedesco.
Altare e non cappella di santa Margherita, quindi la cappella che accolse l'altare preesisteva ed è stata identificata, come già dissi, nell'esedra o costruzione ad emiciclo appartenente al complesso architettonico voluto da sant'Ambrogio.
Non a caso si è pure accennato al «diaconicon» ed alla «protesis», la cui funzione nella liturgia ambrosiana non è ancora definita, comunque servivano allo svolgersi delle cerimonie sacre.
Nel sec.VI-VII la Chiesa Milanese è fortemente provata; l'anno 569 l'arcivescovo Onorio fugge a Genova coi maggiorenti e buona parte della cittadinanza per sottrarsi all'invasione barbarica guidata da Uraia. L'esilio si protrarrà per 72 anni, fu in questo periodo che fra i rimasti in città continuamente in lotta cogli ariani invasori si affermarono, come si reputa dai più, i Preti Decumani della Chiesa Milanese, che daranno origine alla – cura d'anime – portando l'organismo – parrocchia – a più alta perfezione.
I locali costituenti il diaconicon e la protesis, per le nuove esigenze, perdono della loro funzionalità, si trasformarono in cappelle o nelle nuove sacrestie implicando o no modifiche nelle strutture architettoniche delle preesistenti costruzioni.
Analogamente con ogni probabilità originò la cappella, che accolse l'altare dedicato a santa margherita, divenuta poi cappella di san Matroniano; lo stesso accadde per la cappella simmetrica detta del Corpus Domini.

   

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