San Matroniano
nella leggenda e nella storia

  home e-mail portale forum Fiera dei Giganti
 




Sac. Enrico Villa

San Matroniano
nella leggenda
e nella storia


Documenti e note critiche

Milano
Basilica dei SS. Apostoli
e Nazaro Maggiore
1942-XX

 

APPENDICI
VII - L'urna che custodirà le sacre reliquie di san Matroniano

Il sarcofago di sarizzo che per il corso di tredici secoli custodì le Reliquie di san Matroniano, benchè non avesse ornamento alcuno si presenta armonioso nelle sue proporzioni ed elegante nelle sobrie linee. Non si erra pensando ad un lavoro dell'alto Medio Evo; purtroppo presenta i segni di una vetustà per il deterioramento che subì e per le crepe che ne rendono precaria la sua compattezza. Le Sacre Reliquie esigono una nuova custodia; il sarcofago lo si porrà fra i non pochi cimeli che la Basilica conserva.
In un primo tempo si pensò di racchiuderle in un prezioso cofanetto. Una simile soluzione era più che spontanea, poiché non si poteva immaginare come mai le poche Ossa racchiuse nel vaso di vetro non alto più di cm. 17 e dal diametro di cm. 15 circa, potessero permettere di ricostruirne l'intero scheletro, almeno nelle sue parti essenziali.
Ci volle la volontà ferma di S. E. il Cardinale, il quale non desistette dal chiederci che si ricostruisse il Corpo, onde permettere ai fedeli di venerarlo con tutto agio.
Un desiderio sì intenso, sgorgante da una fede immensa nella protezione ed intercessione dei Santi, divenne un comando.
Gli Uomini d'Azione Cattolica della Parrocchia si fecero tosto promotori per raccogliere in parrocchia le offerte per la costruzione dell'urna.
Data la pochezza delle Ossa e la loro estrema friabilità si escogitò di costruire un reliquiario in metallo sbalzato e cesellato a forma di scheletro, che conservasse e custodisse con sicurezza quanto da noi pervenne.
La vita di Matroniano abbellita dalla poesia e dalla leggenda, e le tredici didascalie riferite dal Puricelli danno il tema per la parte simbolica e decorativa del reliquiario.
Furono gli angeli che accudirono alla vita quotidiana dell'Eremita, recandogli il cibo Eucaristico ed il pane; che lo assistettero nell'istante della morte, dandogli poi sepoltura, dopo avere scritto su d'una pergamena, che posero fra le sue mani, la sua Vita.
Il complesso del reliquiario venne così concepito: quattro angeli inginocchiati sostengono con una mano l'urna di cristallo e con l'altra i diversi simboli; cioè il pane Eucaristico, il pane quotidiano, il cilizio, il libro della vita dell'Eremita.
I quattro angeli poggiano su di un piedestallo ai bordi del quale sono incise le seguenti didascalie riferite dal Puricelli:
la IV - Angelo duce solitudinem aggreditur (guidato da un angelo, si ritira nella solitudine);
la V - Ab eodem pane celesti pascitur (il medesimo, lo nutre col pane portatogli dal cielo);
la VI - Eodemque ministrante, Sacramentum Dominicum sumit (riceve per ministero dell'Angelo il Sacramento Eucaristico);
la VII - Morte praeventus, ab Angelis sepelitur (prevenuto da immatura morte, viene sepolto dagli angeli).
L'urna ha la forma di sarcofago col tetto a due falde; si ridussero i montanti ed i traversi di cristallo alle minime dimensioni, così che più che l'urna gli angeli dessero l'idea di sostenere direttamente il feretro del Santo. Sulla linea del colmo stanno dei fiori con pietre preziose a richiamare che la natura fu la sola creatura che assistette al trapasso dell'Eremita.
Sul fondo dell'urna è raffigurata la terra che accolse Matroniano morente adagiato su d'una rozza stuoia, la terra dal color argenteo è cosparsa di fiorellini dorati con pietre preziose.
Una colomba sta accanto alla spalla sinistra come vedevasi nel terzo quadro descritto dal Puricelli.
Lo scheletro - reliquiario - è rivestito con l'abito monacale color nero, le parti visibili dello scheletro (teschio, mani, piedi) sono in rame dorato; le particelle di ossa ritrovate, verranno dallo stesso prof. Dott. Giovanni Judica, che ne compì l'identificazìone e l'esame medico, incastonate nel reliquiario.
Solo che le attuali condizioni di guerra non permettono la completa realizzazione del disegno, bisognerà limitarsi all'urna ed alla parte interna, fermo stndo l'impegno dei parrocchiani di completare il progetto, allorquando, ritornati i tempi migliori, anche la cappella di san Matroniano tornerà a risplendere per i nuovi restauri.
Lungo il perimetro dell'urna alla sua base verrà incisa una iscrizione che ricorderà la ricognizione compiuta da san Carlo nel 1578, dal Card. Alfonso Litta nel 1657, e quella recente compiuta dal Card. Ildefonso Schuster, Arcivescovo di Milano, il 28 novembre 1941, nonché la solenne traslazione che si compirà il 24 maggio 1942 solennità di Pentecoste.
L'esecuzione dell'urna e del reliquiario venne affidata allo scultore e cesellatore Carlo Gadda.
Si è voluto adunque che ancora la leggenda e la poesia, basate sulla tradizione certa - il culto liturgico da secoli tributato a Matroniano - fossero palesi nell'urna che accoglierà le Sacre Reliquie.

   

o


sito di proprietÓ dell'Associazione Culturale Zivido
webmaster@aczivido.net