Gli affreschi esterni della chiesetta di S.Maria a Zivido

     
 

(...) Se l'interno della chiesetta di S.Maria è stato più tardi ridipinto, sul prospetto esterno del piccolo edificio tutta una fitta serie di avanzi affrescati lascia immaginare la preesistenza di un'animata decorazione pittorica per la cui data di esecuzione si è pensato alla seconda metà del Quattrocento: la cromia, che oggi appare quasi del tutto sbiadita, è certamente ben diversa da quella degli inizi, quando la vivacità e il contrasto dei colori doveva modulare un vivido rivestimento pittorico, adatto anche per una visione a distanza, per chi veniva da lontano. Ai lati della finestrella di sinistra, sono appena visibili alcuni dettagli affrescati, verosimilmente relativi a rappresentazione di santi. Suggestiva ne è la visiono offerta in una vecchia immagine fotografica - compresa in quell'interessante nonchè raro repertorio, pubblicato nel 1934, e già dedicato ai Comuni della provincia di Milano - dove la fronte della chiesetta appariva maggiormente rivestita di intonaco, rispetto allo stato attuale. A un esame ravvicinato, oggi si intravede, in particolare, sulla sinistra, una testa aureolata, con veste rossa e manto giallo, forse piegato su una spalla, nonchè una mano che regge, a quanto pare, la palma, simbolo del martirio: se ne intravede anche parte di una cornicetta affrescata di rosso e delimitata internamente di bianco, che, certo, racchiudeva l'immagine, già riconosciuta come una rappresentazione di santa (o, forse, piuttosto, per il tipo di mantello ipotizzato, un santo pellegrino, ossia S.Rocco, che era uno dei santi all'epoca più rappresentati, poichè si riteneva proteggesse dal terribili flagello della peste, insieme a S.Sebastiano, forse già affrescato, in simmetria, sul prospiciente lato).
La facciata di S.Maria della Natività era quasi certamente decorata con rappresentazioni a carattere votivo, con affreschi disposti, forse senza un ordine molto preciso, l'uno accanto all'altro, già esistenti per se stessi e racchiusi nei loro riquadri, senza tener conto della distanza, dell'altezza, o dell'architettura, come starebbe a confermare l'esiguità dello spazio, già dipinto, fra la stessa finestra e il portale. Nel contempo, la committenza di questi affreschi dovrebbe verosimilmente spettare ai proprietari della chiesuola, i Brivio, anche se non sarebbero da escludersi contributi da parte della pur esigua cerchia di devozione locale: purtroppo senza esiti ne è stata la ricerca di qualche riferimento specifico, condotta negli archivi, sia locali, che della famiglia Brivio.
Simile aspetto di connessione fra la realizzazione artistica e la committenza sembra ugualmente documentato nella parete esterna di S.Maria, di lato a sinistra, dove appare una notevole sequenza di affreschi, leggibili, se pur molto rovinati, con qualche buona approssimazione. La breve parete dipinta è infatti, parzialmente protetta da un portico, ora ampiamente ricostruito, che doveva servire anche al riparo di almeno due altaroli, attualmente scomparsi, ma già situati all'esterno della chieseta all'età della visita pastorale, effettuatavi nel giugno 1573 dal cardinale S.Carlo Borromeo, che ne decretò la rimozione.
E sarà, ormai nel nostro secolo, un altro cardinale, lo Schuster che, altresì visitando nel marzo 1941 anche la chiesetta di Zivido, la definirà "importante per le sue pitture che ne ricoprono le pareti così interne, come esterne".
Secondo modalità anche allora diffuse, i dipinti sotto il portico di Santa Maria della Natività appaiono, ugualmente, quali ex voto accostati l'uno all'altro, senza apparente relazione compositiva con qualli che li affiancano, e definiti nelle proprie cornici: nella parete unitaria, queste immagini sacre lasciano intravedere, ancora oggi, uno "spazio" di schietto sapore gotico-lombardo, in cui dovettero operare mani pittoriche diverse, ma con intervalli esecutivi adesso difficilmente intuibili. Nella scelta dell'iconografia rappresentata, dedicata alla Madonna e a santi protettori - fra cui, proprio S.Rocco e S.Sebastiano - potrebbe essere oggi riconosciuta anche la testimonianza di una particolare relazione sociale, credibilmente legata alla famiglia Brivio, come risultato di una specifica devozione, o del desiderio di lasciare qualche traccia di sè, nonchè di far ricordare una persona, un evento, una famiglia.
Dall'angolo nord est, sulla sinistra della parete, la Madonna in trono allatta il bambino, secondo un'iconografia prevalentemente trecentesca, quindi di tipo verosimilmente arcaico già all'epoca di esecuzione dell'affresco. Nell'ampio riquadro seguente, ancora la Madonna con Bambino, seduta su un trono policromo, dalla struttura superiormente conclusa da un arcone, a sua volta delimitato, lateralmente, da due sottili pinnacoli gotici. Dei due santi, in piedi a fianco della Madonna, quello di sinistra potrebbe essere S.Rocco, o un santo cavaliere: forse S.Annibale, il cui nome è uno dei più ricorrenti fra quelli nella famiglia dei Brivio. Senza dubbio, invece, laltro santo affrescato è riconoscibile in S.Sebastiano, rappresentato, come da iconografia tradizionale, ignudo e trafitto da frecce, queste ultime simboleggianti i dardi della peste. Segue un'altra rappresentazione della Madonna col Bambino, stavolta affiancata da S.Giovanni Battista, con la spada e la pelle d'agnello. Dal momento che il tema della Madonna col Bambino è sino a qui rappresentato tre volte, pare difficile ipotizzare un'esecuzione unitaria nel tempo: da quanto resta, comune ne è il gusto pittorico, legato a una rappresentazione di tipo rigidamente frontale.
A mano diversa, come confermerebbe anche l'inserto, tecnicamente ed esecutivamente variato, dell'aureola in pastiglia, deve spettare il seguente affresco con un santo in abito monastico e reggente un pastorale: si tratta, credibilmente, di S.Bernardino, con il cui emblema del sole raggiato sarà più tardi decorato l'interno della chiesetta. S.Bernardino appare dipinto senza quella rigida frontalità riscontrata negli affreschi precedenti, ed è rappresentato dopo una finestra, sopra la quale si intravede uno stemma bianco diagonalmente percoro di rosso. A sensibilità ormai rinascimentale riconduce anche la finta lesena affrescata di rosso, con lunga decorazione interna a bianco girale, secondo un gusto aggiornato su cultura umanistica. Sia in questa lesena, che nel precedente stemma, il colore rosso non sembra costituire la tinta voluta dal pittore, bensì apparirebbe cromia alterata dal tempo. Con modi simili a S.Bernardino è, nuovamente, affrescata, nell'ultimo riquadro la Madonna col Bambino, in ampio trono, fra quattro santi: a sinistra S.Annibale e S.Rocco, con l'angelo, e a destra, coerentemente S.Sebastiano e figura con aureola, non riconoscibile.

G.B.Sannazzaro da "Zivido, mille anni di storia. Dall'alto medioevo alla battaglia dei giganti", pp.109-111, Associazione Culturale Zivido, 1994

   

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