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Alto Adige
Sud Tirol

 

Bressanone
di Karl Mittermaier

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Preistoria
Sinora si riteneva per certo che la conca di Bressanone - soprattutto l'attuale centro storico - nell'età della pietra e del bronzo, ma anche in quella del ferro, non fosse per nulla abitata. Nelle Alpi centrali l'età del bronzo abbraccia un periodo fra il 2000 e il 1000 a.C., mentre la successiva età del ferro si estende nei secoli che più o meno giungono fino alla nascita di Cristo. Comunque a Bressanone per lungo tempo non sono venuti alla luce dei reperti risalenti all'età della pietra, per cui era normale leggere nei libri di storia delle affermazioni dal seguente tenore: "Sembra che in questa zona allora non ci fossero ancora degli insediamenti umani". Eppure in altri luoghi del Tirolo meridionale si erano trovati degli strumenti risalenti all'età della pietra; ma perfino nei pressi di Bressanone, ad esempio sulla collina di Plabach, era venuto alla luce del materiale dell'epoca del bronzo.
Appena nella primavera del 1996, proprio mentre il nostro Ulrich si trovava in città, accadde ciò che sconvolse ed indusse a rivedere l'usuale immagine dei primi insediamenti a Bressanone: in Piazza Duomo, a quattro metri di profondità, fu scoperta una capanna di circa 2500 anni fa. Questo reperto archeologico confermò le molte ipotesi e supposizioni da tempo ventilate, che cioè l'odierno centro storico cittadino in epoche remote non era affatto un esteso acquitrino disabitato. Durante gli scavi in piazza parrocchia si trovarono inoltre delle mura medioevali che si suppone facenti parte delle fondamenta di un'antichissima cappella. Il nostro signor Fuchs non è meno sorpreso dei numerosi curiosi che la mattina seguente osservano come gli addetti ai lavori si diano da fare per estrarre ossa umane, resti di scheletri animali, pezzi d'un fonte battesimale ed un'acquasantiera. Lui almeno sa interpretare i reperti: in origine la piazza della parrocchia - come del resto l'intero ambito della chiesa - era un cimitero. Soltanto a partire del 14° secolo vi si sviluppò un'intensa attività commerciale: vendita di lumini e candele di cera da accendere sugli altari delle chiese davanti alle statue dei santi, offerta di frutta proveniente dalle campagne dei dintorni e mercato settimanale.
Ambedue le piazze, quella della parrocchia e quella del Duomo, sono siti carichi di cultura; probabilmente la più antica è quella del Duomo; lo dimostrerebbero gli edifici sacri sorti nelle sue immediate vicinanze. Forse un tempo vi si trovava il maso Prihsna che nel 901 il re Ludovico il Fanciullo donò al vescovo Zaccaria di Sabiona. E' però possibile che questa tenuta si trovasse nell'attuale via Sant'Alboino, nello storico rione di Gries/Le Ghiaie.
Comunque sia nella seconda metà del 10° secolo sorse il primo Duomo carolingio-ottoniano e la sede vescovile fu trasferita da Sabiona a Bressanone, precisamente nel Palazzo vecchio, come era chiamato l'edificio che oggi ospita gli uffici della Pretura; qui abitarono i vescovi fino al completamento del palazzo principe-vescovile. Per lungo tempo la piazza si chiamò "am Hof" - alla corte. Fu detta anche "Foro boario" in quanto per quasi 600 anni - fino al 1820 - vi si svolgeva il mercato del bestiame. Il giudice di corte teneva le sedute pubbliche davanti al portale del Palazzo Vecchio ed emetteva le sentenze, che molte volte erano di morte.
Più volte all'anno l'Isarco creava dei grossi problemi ai primi abitanti di Bressanone. Spesso tracimava inondando di acqua e detriti le vie e le abitazioni. Il fiume era ancora a regime torrentizio e i suoi rami solcavano il fondovalle creando qua e là degli isolotti, sui quali si insediavano momentaneamente gli antichi brissinesi credendo di sfuggire così alla furia degli elementi. Poi l'Isarco scatenava ancora la propria violenza e distruggeva le conquiste umane creando ansia e terrore.
A Stufles, il quartiere oltre il fiume ad est della città, furono trovati dei cocci e dei vasi in terracotta. Fino alla recente scoperta di reperti archeologici in Piazza Duomo si ritenne che proprio Stufles doveva essere il nucleo originario di Bressanone. Ma anche questa supposizione si rivelò errata ed appartiene ormai al passato.
Oltre 7000 anni a.C. iniziarono le scorribande di orde umane che invadendo la conca di Bressanone si insediarono a mezza costa lungo i versanti laterali. Irrobustirono gli argini del fiume, eressero muri a secco per difendersi dagli animali rapaci e dagli assalti nemici. Così potrebbe essere nato l'attuale quartiere di Stufles. Ad ogni modo in epoca romana era un borgo di intense frequentazioni, dove i viandanti trovavano vitto ed alloggio; e non mancavano nemmeno delle piccole comodità: gli antichi romani potevano ripulirsi dalla polvere e dal sudore prendendo un bagno ristoratore, ad esempio nell'odierno Terzo di Sotto.


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aspetto sorridente

preistoria
nel cuore della città
da vescovo a papa
il cardinale
tra vicoli e strade
preziosità dei dintorni
il massimo delle solennità

Casa Editrice A.Weger - Bressanone, 1998



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