Lombardia

 

Storia della Senavra

di Giuseppe Gerosa Brichetto

  home
     

Ieri e oggi

"Fuori di Porta Tosa, i primi incontri non erano allegri: a sinistra il Foppone dove venivano seppelliti i morti (ed affinchè non avessero nemmeno il saluto dei passanti, vi erano trasportati di notte, in un lurido carrettone); e a destra il Fortino costruito in gran fretta dagli Austriaci dopo il loro ritorno nel '48 e che colle sue feritoie aperte verso la città sembrava attendere il momento di fulminarla. Più avanti, poi il lugubre edifico della Senavra, destinato nel 1781 ai pazzi da Maria Teresa, faceva tacere anche le più allegre brigate. - Passiamo presto, ragazzi - dicevano le mamme terrorizzate dalle grida e dalle risa folli che ne uscivano - avanti, passiamo presto! - ma l'immagine di quelle donne scarmigliate e di quegli uomini furiosi che battevano la testa contro le pareti della loro prigione, durava fino a Monluè dove le mammole spuntavano a macchie fra la rete dei canali formati dal lambro. La strada conduceva a Paullo ed era la strada dei lattai che la percorrevano all'alba e al tramonto tirandosi dietro il loro secchione in bilico fra le due ruote". (da "Otto Cima: Mammole").

Il 24 settembre 1959 l'allora Cardinale Giovanni Battista Montini, Arcivescovo di Milano, annunziava la erezione canonica della Parrocchia del Preziosissimo Sangue in una lettera diretta al nuovo Prevosto Don Giovanni Giarlanzani "con una benedizione che vorrebbe arrivare a tutti quelli che hanno merito in cotesta bella, grande e misteriosa novità. Il pensiero corre al compianto Don Angelo Portaluppi, Prevosto di Santa Maria del Suffragio, la Parrocchia madre di cotesta ancora nascente; e poi sosta sopra di Lei, primo Parroco della già fiorente comunità parrocchiale...".
Sul sacerdote don Angelo Portaluppi, bella figura di pastore scomparso alcuni anni fa, convergono le origini della nuova Parrocchia nel rione di piazza Grandi insieme all'idea di ricavare la chiesa dal vetusto palazzo gesuitico; superate le inevitabili vicende burocratiche affidò l'iniziativa a Don Giovanni Giarlanzani, il quale l'abbracciò oltre che con gli ideali della sua missione sacerdotale, anche con l'amore e l'entusiasmo che poteva avere chi era nato all'ombra del campanile di Santa Maria del Suffragio.
Un faticoso cammino ha portato alla realizzazione di quell'ardito progetto, "una grande avventura", "una misteriosa novità", come l'aveva chiamata l'Arcivescovo, che poi assunto al Soglio Pontificio, "in occasione dell'inaugurazione della sede delle Opere parrocchiali nei restaurati locali della Senavra", la benediceva con paterno compiacimento.
E così si giunse alla prima meta: 4 maggio 1964; l'Arcivescovo Monsignor Giovanni Colombo inaugurava le opere compiute e poneva la prima pietra per i lavori di rifacimento dell'ala destinata a diventare il nuovo tempio, con commozione e venerazione verso il Suo Predecessore che aveva approvati e benedetti i primi passi: "Quante voci vengono nel mio cuore in questo momento: sono le voci del passato. Le voci di gente che nel secolo XVIII qui pregava, si santificava negli esercizi spirituali. Poi sono le voci del dolore, degli ammalati che qui sono venuti, malati di nervi e di mente, qui hanno sofferto l'inenarrabile. Poi le voci del dolore, della sventura, della miseria durante la guerra e subito dopo...; ma il passato doloroso passa; il presente fiorisce come una nuova primavera".

"A volte girando da solo in questi ampi locali e gustandomeli in tutta la loro rinnovata bellezza, mi domando: se parlassero queste pietre...! E mi pare di udire un dialogo stupendo, pieno di suggestione e pervaso di mistero: Le cose antiche - dicono le pietre - si sono rifatte nuove! Quella prima destinazione a carattere prettamente spirituale, dataci quando questo edificio era fiorente casa di Esercizi ignaziani, ritorna ora nella forma più completa tradizionale e sempre nuova, di parrocchia. Un mistero di rinnovamento, qui si è compiuto: dopo quasi due secoli di abbiezioni e di vicissitudini obbrobriose, oramai passata alla storia, ritorna la Senavra a brillare di una luce soprannaturale. E' un nuovo faro di vita cristiana che qui si riaccende e che insieme ad altri fari già molto splendenti di parrocchie vicine, vuol illuminare della luce di Cristo Risorto questo popoloso rione della città" (da discorso di Don G. Giarlanzani, pronunciato nella giornata inaugurale del 4 maggio 1964)

 

Finito di stampare il giorno 24 Settembre 1966 dalle Grafiche P. Boniardi di Milano



Indice

Fuori di Porta Tosa

La villa suburbana

I Gesuiti a Milano, San fedele e la Senavra

Meneghin a la Senavra

L'Ospedale dei Pazzi da San Vincenzo alla Senavra

Dai diari dei ricoverati

Un episodio della catastrofe del 1848

Fine del manicomio

Ieri ed oggi



Immagini

La Senavra degli sfrattati

Il lato occidentale del palazzo verso la via Cipro dopo il restauro


sito di proprietà della Associazione Culturale Zivido
webmaster@aczivido.net