historia.jpg (19680 byte)

Lombardia

 

Comunicazioni stradali attraverso i tempi: Milano-Piacenza-Bologna
a cura del Dr. Daniele Sterpos

home page


Opera di Augusto per la ricostruzione delle strade.
La guerra di Modena fu seguita dal noto accordo triunvirale che costituì la premessa per la conquista del potere da parte di Ottaviano. E quando egli fu rimasto senza rivali e definitivamente cessarono le lotte civili, venne anche per le strade, dopo la desolazione e l'abbandono, l'ora della rinascita.
E' noto come Augusto intraprendesse un'opera sistematica di ricostruzione delle maggiori vie pubbliche. Personalmente curò il restauro della Flaminia, dall'Urbe a Rimini, al quale doveva di necessità tener dietro quello dell'Aemilia, da Rimini a Piacenza, che pure stava alla base dei collegamenti fra Roma e le legioni nord-occidentali dell'Impero, ancora in attesa d'una sistemazione amministrativa e di una intensa valorizzazione. E infatti sulla via Emilia una generale opera di rafforzamento fu eseguita nel 2 a.C. Lo documenta in modo sicuro l'epigrafe incisa su due grandi miliari tornati alla luce nel nostro secolo, uno dei quali appartenente al tratto Piacenza-Bologna, perchè rinvenuti presso Borgo Panigale nel greto del Reno: "Cesare Augusto Imperatore, Pontefice massimo, nel suo decimoterzo consolato, nella sua ventiduesima potestà tribunizia, curò che fosse rafforzata la via Emilia da Rimini al fiume Trebbia - LXXIX". Nei lavori ricordati dall'epigrafe rientrò certo la costruzione del grande ponte sul Reno (nei cui pressi si trovava appunto quest'ultimo miliario), ma probabilmente anche quella di altri meno considerevoli, fino a Piacenza.
Il principato augusteo fu veramente importante per la viabilità anche per l'istituzione dei "curatore viarum" e del "cursus publicus". Per entrambe le cose vi erano stati dei precedenti in epoca repubblicana, ma con caratteri molto diversi. Ora Augusto mirava a creare così un gruppo di funzionari responsabili verso di lui che specificamente provvedessero con piena continuità al mantenimento delle strade, come un corpo permanente di corrieri organizzati militarmente per assicurare periodici e rapidi contatti con tutte le regioni dell'immenso Impero, garantendone la sicurezza e la regolarità amministrativa.
Anche la via Emilia ebbe i suoi "curatores"; anch'essa, assieme al suo prolungamento da Piacenza a Milano, servì al "cursus publicus". Il "cursus" determinava sulle strade il sorgere di "mutationes" per il cambio degli equipaggi e di "mansiones", luoghi attrezzati per la sosta dei viaggiatori e degli animali: e se più d'una località sulla via da "Madiolanum" a "Placentia" e da "Placentia" a "Bononia" figura, come si è visto, negli Itinerari con la qualifica di "mutatio" o "mansio", ciò indica che tutto il percorso rientrò fra quelli serviti dal "cursus" per parecchio tempo.
Nel lungo periodo di stabilità politica e di tranquillità che il governo imperiale garantì, queste strade furono nell'Aemilia, nella "transpadana" e nell'Italia in genere un eminente fattore di incivilimento: e possiamo guardare all'opera dei "curatores" come alla ragione del loro mantenimento in efficienza, e al passaggio dei mezzi addetti alla posta di stato (già sotto Augusto si incominciò a sostituire i corrieri a piedi o a cavallo con altri provvisti di veicoli, e il servizio si sviluppò presto come trasporto di persone, specie pubblici funzionari, e di merci di valore) come alla manifestazione più regolare della loro attività.

o


indice argomento

Soc. Concessioni e Costruzioni Autostrade p.a (Gruppo I.R.I.) - Ed. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1959



sito di propriet� dell'Associazione Culturale Zivido
webmaster@aczivido.net