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Lombardia

 

Comunicazioni stradali attraverso i tempi: Milano-Piacenza-Bologna
a cura del Dr. Daniele Sterpos

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La "Via Aemilia" nell'anno dei quattro imperatori.
Questo quadro di pace e di normalità amministrativa ci si presenta per oltre due secoli, da Augusto agli Antonini: le agitazioni causate da minacce alle frontiere e dalle lotte per il trono imperiale ben poche ripercussioni ebbero in questa parte d'Italia, e in generale all'interno dell'Impero. I gravi disordini dell'anno 69 però - i più gravi di tutto il primo periodo imperiale - turbarono profondamente proprio la "Transpadana", l'Aemilia, e le strade che ne costituivano la spina dorsale, collegando, attraverso "Placentia", "Mediolanum" a "Bononia".
Un momento veramente tragico: dal giugno 68 (morte di Nerone) al dicembre 69 (riconoscimento di Vespasiano imperatore), quattro sovrani di seguito muoiono di morte violenta. Dopo che Galba, venuto dalla Spagna a impadronirsi d'una capitale restata senza padrone con il suicidio di Nerone, venne ucciso in Roma, colui che fu eletto al suo posto, Otone, trovò un rivale già dichiarato. I sostenitori di Vitellio, acclamato imperatore dalle truppe in Germania, dilagavano nella Valle Padana: Otone si mosse subito per affrontarli. Avanzava con il grosso dei suoi, coperto di una corazza, a piedi, davanti alle insegne, "rude, rabbuffato, diverso dalla propria fama". In tale guisa, intimamente ripugnando alla guerra civile, ma deciso a non sottrarsi a nessuna responsabilità, Otone passò anche sulla via Emilia da Bologna in poi. Lo sappiamo positivamente: egli si era fatto accompagnare dalla maggior parte dei senatori e li aveva lasciati ad attenderlo fuori della zona d'operazioni; il luogo dove i senatori sostarono è Modena: dunque almeno il tratto Bologna-Modena era stato percorso da Otone e dai suoi. Quando incominciarono a giungere le nuove della sconfitta subita dagli otoniani a "Betriacum", quei senatori, non sapendo come contenersi, ritornarono per prima cosa a Bologna. Lì, poiché la strada era il luogo migliore per raccogliere le notizie, si divisero il compito di aspettare sulle vie (oltre alla "Aemilia" c'era la strada di Ostiglia che menava verso il campo di battaglia) finchè un liberto di Otone arrivò dicendo d'aver lasciato l'imperatore ancora vivo, ma distaccato dall'esistenza e preoccupato solo della sua memoria presso i posteri.
Circa un mese più tardi passò su quelle medesime strade Vitellio, che si può ritenere traversasse l'Emilia facendo in senso contrario la strada di Otone, perchè visitò il campo di battaglia e successivamente Bologna. Le agitazioni non erano ancora finite per la regione padana, invasa poco dopo dai sostenitori di vespasiano. Quando questi furono però giunti a Roma, l'Impero ritrovò un degno reggitore e s'iniziò la sua stagione più felice, durata oltre un secolo.
Che per così lungo periodo si abbiano pochissime notizie precise della Transpadana, dell'Emilia e dei loro centri maggiori non va inteso come segno di inattività, la quale si sarebbe prima di tutto riflessa in un rallentamento del traffico stradale, perchè anzi la vita civile dovette essere intensa e progredita. In particolare maturò allora quella floridezza con cui Milano ci appare nell'età successiva; ciò fa supporre che la strada che l'univa al Po ed a Roma avesse un cospicuo movimento e fosse in condizioni di ben sopportarlo.

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Soc. Concessioni e Costruzioni Autostrade p.a (Gruppo I.R.I.) - Ed. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1959



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