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Lombardia

 

Comunicazioni stradali attraverso i tempi: Milano-Piacenza-Bologna
a cura del Dr. Daniele Sterpos

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Le strade nella crisi del secolo terzo: prime invasioni.
Dopo il felice periodo dei Flavi e degli Antonini, il terzo secolo della nostra era segna per l'Impero una crisi gravissima, superata solo attraverso l'opera di alcuni grandi sovrani, il cui sostrato è una nuova giustificazione del potere personale come missione di carattere divino. Esteriormente il disordine culmina con la così detta "anarchia militare" (235-268) durante la quale il potere effettivo è nelle mani dei legionari e dei pretoriani, già in gran parte di origine barbarica. Una generale paralisi dell'opera di governo e un disordine economico e finanziario irrimediabile si ripercuotono su tutto ciò che ha attinenza con la vita pubblica, comprese naturalmente le strade. Queste subiscono danni eccezionali, senza più fruire nemmeno della manutenzione ordinaria.
Tuttavia l'arteria che assicurava i collegamenti di "Mediolanum" con l'Italia centrale, data la sua preminente importanza, venne mantenuta in condizione di poter fondamentalmente assolvere il proprio compito. Abbiamo almeno una testimonianza che anche nel periodo più oscuro chi esercitò l'autorità imperiale si preoccupò dell'efficienza di questa strada: ed è l'epigrafe commemorativa della ricostruzione del ponte sulla Secchia "distrutto dalla forza del fuoco". L'opera risulta promossa da Licinio Valeriano e Gallieno, ed è databile nel 260. Più che per il lavoro in sé (tuttavia non trascurabile: la riedificazione di un ponte di cui sono rimaste fino ai giorni nostri le vestigia, in sostituzione d'uno tutto o in parte in legno) il fatto importa, ripetiamo, per il momento in cui avvenne. Appare significativo che Gallieno non si disinteressasse del collegamento attraverso la via Emilia, malgrado che allora la situazione dell'Impero fosse qusi disperata.
E' questa l'epoca in cui i barbari compaiono sulla strada che collega Milano a Piacenza: gli Alamanni devastano a loro piacimento la regione che essa traversa, finchè nel 261 sotto Milano vengono battuti da Gallieno. Nove anni dopo (già sotto Aureliano) fecero lo stesso i marcomanni, che sicuramente arrivarono fino a "Placentia". Durante il loro passaggio sulla strada di Milano venne con tutta probabilità interrato, a non molta distanza da questa, a Monasterolo di Brembio, quel vaso contenete una grandissima quantità di monete che vi fu rinvenuto nel secolo scorso, e che era, secondo una persuasiva spiegazione allora data, un pubblico erario.
Milano era dunque centro di resistenza contro i barbari e di raccolta di truppe per operazioni alle frontiere: come tale diveniva naturalmente uno dei "focolari di contese e di guerre civili". Si svolse infatti intorno ad essa un conflitto fra Gallieno e Aureolo, riuscito fatale ad entrambi.

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Soc. Concessioni e Costruzioni Autostrade p.a (Gruppo I.R.I.) - Ed. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1959



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