historia.jpg (19680 byte)

Lombardia

 

Comunicazioni stradali attraverso i tempi: Milano-Piacenza-Bologna
a cura del Dr. Daniele Sterpos

home page


Viaggi e strade sotto Teodorico.
Negli anni successivi, durante i primi regni romano-barbarici, quelli di Odoacre e di Teodorico, la strada Milano-Piacenza è, almeno in parte, più legata a fatti di portata storica che non la via Emilia fino a Bologna. Fra Milano e Ravenna, i due centri più vitali della zona padana, i collegamenti si effettuano di preferenza, come s'è detto, per Cremona con un percorso che include infatti il primo tratto di quella via. In questo senso si compiono movimenti di formazioni barbariche come viaggi di persone illustri che hanno relazioni con il sovrano e la corte.
Nel 489 scendono in Italia gli Ostrogoti di Teodorico. Battuto ripetutamente, Odoacre è costretto a rifugiarsi a Ravenna; Tufa, suo luogotenente a Milano, si consegna, con grandi forze, al vincitore che gli dà un esercito da condurre contro lo stesso Odoacre. Tufa si recò a Faenza, e forse passò da Piacenza e per la via Emilia, per non accostarsi troppo a Odoacre: non fu questo però l'itinerario tenuto al ritorno se, dopo essersi inaspettatamente riconciliato col suo sovrano invece di combatterlo, lo accompagnò anche nella controffensiva. Odoacre infatti, uscito da Ravenna, mosse verso occidente, si fermò a Cremona e quindi senza difficoltà passò a Milano. Esauritasi la ripresa di Odoacre, Teodorico riduce l'avversario in Ravenna, lo uccide (493) e resta padrone dell'Italia.
Subito al re goto si presentano i vescovi di Pavia e di Milano, Epifanio e Lorenzo, a chiedere indulgenza per i sostenitori della parte sconfitta. Arrivano insieme: hanno fatto insieme il viaggio. Riteniamo che Lorenzo sia venuto per la via di Piacenza fino a "Laus" e lì, col suo suffraganeo, abbia preso poi la "Cremonensis", e che abbia fatto lo stesso anche in una successiva occasione, quando lui e altri vescovi dell'Italia superiore andando a Roma per un sinodo (501) si fermarono a conferire con Teodorico a Ravenna in quanto "la stessa direzione del cammino li portò alla presenza del Principe". Ma se per avvenimenti così notevoli è interessata prevalentemente la Milano-Piacenza, ciò non vuol dire che manchino ricordi del transito di uomini veramente rappresentativi di quest'epoca anche sulla via Emilia, in particolare sul tratto Piacenza-Bologna.
Uno riguarda lo stesso Epifanio; poco prima della morte nel tornare da Ravenna ala sua sede episcopale egli passò per molte città dell'Emilia, accogliendo in tutte attorno a sé il clero e i fedeli, infaticabile, alacre, quasi - dice il biografo - volesse affrettarsi al riposo del sepolcro. Sostò più a lungo a Parma, dove contrasse una flussione, ma continuò, sempre mostrandosi energico, fino al ritorno a Pavia, fino alla morte.
La via Emilia era come sempre ininterrotta, ma quanta diversità di vita da pochi secoli prima! Popolazioni ormai scosse dai travagli, impoverite, tribolate da epidemie, affidate in gran parte alla Chiesa che creava una propria organizzazione e proteggeva i fedeli con l'opera dei vescovi, la cui autorità spirituale equivaleva a un effettivo potere apprezzato e riconosciuto anche dai sovrani barbarici. Ora queste popolazioni dell'Italia stavano per avere alcuni anni di pace e di un certo progresso economico sotto Teodorico; il quale non tralasciò neppure di organizzare il "cursus publicus", ben consapevole della necessità di esso.
Vari decreti di Teodorico prescrissero che il servizio non venisse usato a fini privati, che anche chi era autorizzato ad usarlo non facesse deviazioni né portasse troppo bagaglio, che non si sottoponessero uomini e animali a un superlavoro, e così via. Si presero naturalmente anche provvedimenti di carattere particolare per riorganizzare concretamente il "cursus" ed è probabile che qualcuno almeno riguardasse la Milano-Piacenza-Bologna che partiva da una grossa città e aveva diramazioni importanti. Si può ritenere che senz'altro il lungo regno teodoriciano fosse un periodo di ripresa per le strade che ci interessano, almeno per quanto riguarda il traffico. Per le condizioni del fondo non si hanno notizie per credere che siano state veramente migliorate.

o


indice argomento

Soc. Concessioni e Costruzioni Autostrade p.a (Gruppo I.R.I.) - Ed. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1959



sito di propriet� dell'Associazione Culturale Zivido
webmaster@aczivido.net