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Lombardia

 

Comunicazioni stradali attraverso i tempi: Milano-Piacenza-Bologna
a cura del Dr. Daniele Sterpos

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Episodi della guerra gotica sulla Milano-Bologna.
Con la morte di Teodorico (526) si apre per l'Italia un nuovo periodo di travaglio; le debolezze e gli errori dei successori di lui facilitarono l'intervento dell'imperatore di Bisanzio, Giustiniano, che ambiva a riconquistare la Penisola. Ma iniziata l'occupazione ai Bizantini non bastarono le forze per condurla a termine né i Goti seppero ricacciare l'invasore, per cui la guerra durò quasi 20 anni desolando l'Italia tutta e provocando in particolare la rovina di Milano. Gli avvenimenti che condussero a quest'ultima catastrofe interessarono anche la storia della via che da Milano raggiungeva Piacenza, e della via Emilia.
Il generale di Giustiniano, Belisario, occupò Roma nel 536. Un anno dopo lo raggiunsero il vescovo dazio e altri notabili accorsi, durante una tregua, da Milano e lo pregarono di inviare nella loro città un piccolo presidio, chè essa e la "Liguria" sarebbero passate ai Bizantini. Così verso la fine dell'inverno (anno 538) un corpo di 1000 uomini concesso da Belisario sbarcò a Genova, giunse senza impedimenti gravi a Milano e se ne impadronì. Subito i Goti accorrono in forze e la città si trova, impreparata, di fronte ad un assedio.
Belisario arrivato intanto nell'Emilia manda in soccorso forze non modeste sotto Uliari e Martino, ma "coloro giunti al fiume Po distante un giorno da Milano colà si fermarono ponendovi accampamento ed assai tempo ivi stettero tenendo consiglio circa il passaggio del fiume". Quando ciò si seppe a Milano, fu mandato a sollecitare pressantemente l'aiuto "un romano di nome Paolo. Costui di nascosto dei nemici giunse alla riva del Po. Non trovando al momento alcun navicello si spogliò ed a nuoto, con grande periglio suo, traversò il fiume". Si recò quindi al campo romano. Probabilmente il luogo non era lontano dal traghetto del Po sulla via Milano-Piacenza. Il coraggioso Paolo, che all'andata e al ritorno viaggiò in parte di notte, dovette seguire di massima la Milano-Piacenza, come gli Imperiali è ragionevole che abbiano percorso tutta la via Emilia. Ma il Po e l'insipienza bizantina impedirono che quel collegamento, a cui da tanti secoli le due strade servivano, si effettuasse una volta di più e che una marcia incominciata sull'Emilia, probabilmente da Bologna a Piacenza, continuasse sulla "strada romana", attraverso "Laus" fino a Milano.
Inutilmente si levò la voce di Paolo, l'ultima voce di Milano romana. Uliari e Martino non si mossero. Il mancato congiungimento dei Romani di Giustiniano con i Romani di Milano segnò il destino della città padana: i Goti la presero e insieme ai Borgognoni vi fecero terribile strage.
Il temporaneo annientamento di Milano si riflettè certo gravemente sul traffico e sulle condizioni della strada che da essa menava a Piacenza. Intanto anche l'Emilia era battuta dai due eserciti che vi si azzuffavano e la danneggiavano ripetutamente nelle alterne vicende della lotta.
Finalmente nel 553, terminato il conflitto con la vittoria di Giustiniano, queste strade, trovandosi a correre ancora entro un medesimo stato pacificato, potevano riprendere la funzione di collegamento che avevano esercitato per secoli. Ma si doveva subito verificare un fatto che avrebbe creato ben più permanenti interruzioni.

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Soc. Concessioni e Costruzioni Autostrade p.a (Gruppo I.R.I.) - Ed. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1959



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