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Lombardia

 

Comunicazioni stradali attraverso i tempi: Milano-Piacenza-Bologna
a cura del Dr. Daniele Sterpos

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Lotte di parte e passaggi memorabili sulla Milano-Piacenza-Bologna.
A Milano nella gara fra le potenti consorterie dominano i Torriani fino al 1277, anno in cui vennero rovesciati e tornarono in città i fuorusciti con ottone Visconti. Gli sconfitti si strinsero attorno a Cassone della Torre, che riacquistando posizioni su posizioni pervenne a impadronirsi, l'11 maggio 1278, di Lodi. I Milanesi allora reagirono con energia: pochi giorni dopo "condussero il carroccio fuori della Porta ed indi.. a S.Giuliano in strada, dove s'unì la militia. Dopo andorono con l'esercito a Lodi Vecchio". Ma ebbero la peggio e i Torriani vennero spadroneggiando per il territorio fin sotto a Milano: "a Melegnano et indi a S.Donato in strada".
Dopo altri rovesci l'arcivescovo Visconti chiamò a Milano, come capitano e signore Guglielmo di Monferrato. Costui, con molta gente e col carroccio, andò diritto a Melegnano, poi portò il campo a Lodi Vecchio e oltre, ma dovette presto abbandonare la partita; il 15 settembre i Milanesi erano retrocessi a Melegnano e il 16 rientravano in città: così "gl'inimici vennero nel luogo dove prima erano stati i Milanesi". Porta Romana, S.Donato, S.Giuliano, Melegnano, Lodi Vecchio: è proprio il tratto iniziale della "via romana" he serve a queste piccole offensive e controffensive; anzi la ripetuta manovra su Lodi Vecchio sembrerebbe indicare che fino lì l'antico tracciato era ancora praticabile, con qualche riadattamento d'emergenza. Ma i successi sullo scacchiere "via romana"-Lodi-Lambro non bastarono ad assicurare ai Torriani la vittoria, chè anzi a imporsi furono i loro rivali, prima in maniera temporanea nel 1287, poi definitivamente.
Gli episodi della guerra cittadina non sono i soli che diano alle cronache occasione di menzionare località della Milano-Piacenza: vi sono anche, per esempio, i pacifici e decorativi ricevimenti di grandi personaggi che arrivano per questa strada a Milano. Nel 1273 è una coppia reale: Edoardo I d'Inghilterra e la moglie Eleonora. I reggitori della città cavalcano per accoglierli fino a Lodi, mentre fuori della porta Romana si dispongono con il carroccio, "la militia della plebe e tutto il clero". All'interno delle mura Milano offre adesso al forestiero delle buone strade, perchè già l'anno avanti si è incominciato a "nettare, agguagliare et lastricare" le vie principali e l'opera prosegue intensamente.
Nel 1273 arrivò papa Gregorio X, in viaggio verso Lione per tenervi un concilio. Il papa partì da Orvieto e per Firenze raggiunse la via Emilia, e la percorse, sostando tra settembre e l'ottobre a Bologna, Modena, Reggio, Parma e Piacenza. A Piacenza, sua patria, restò qualche giorno. Il 6 ottobre partì, passò il Po e giunse a Lodi; l'indomani all'ora del pranzo arrivò a Viboldone e vi ricevè l'omaggio dei Torriani; l'8, domenica, entrò per la porta Romana, da cui anche stavolta i Milanesi "cavarono con grande solennità il carroccio". Lo accompagnavano molti cardinali, e fra essi, come sembra sicuro, uno di fresca nomina, destinato ad esser proclamato santo e dottore della Chiesa: "Bonaventura dei frati minori". Gregorio arrivò "in una carretta coperta, in modo che nessuno non lo poteva vedere se non per la destra porta di quella, dove sedendo sopra d'un letto dava la benedizione". Non sappiamo se tale mezzo sia stato usato dal papa fin da Piacenza o da prima; certo esso doveva essere un po' un'eccezione alla regola della semplice cavalcatura. Il papa tornò per la stessa via finito il concilio, il 22 novembre 1275 era di nuovo a Piacenza.
Le manifestazioni d'omaggio non bastavano a nascondere che anche l'influenza del Papato nella vita politica italiana, dopo la lotta coll'Impero, era assai diminuita. Grandissima rimaneva la sua autorità morale e la forza dell'ideale religioso. Lo dimostra un avvenimento di questi anni: il primo giubileo, indetto da Bonifazio VIII nel 1300, che determinò un impressionante concorso di pellegrini a Roma. Le strade da Milano a Bologna erano tra le più battute. Narra il cronista di Parma: "E ogni giorno si vedeva andare a tutte le ore un esercito per la via Claudia dentro e fuori la città, e venivano anche baroni di Francia e di altre parti lontane: quaranta cinquanta e più cavalcature; e tutte le case sulla via Claudia sia in città che fuori, tanto gli alberghi e le osterie quanto le altre, accoglievano ospiti in quantità, e si dava a pagamento cibo e bevanda ed era pieno ovunque di persone...".

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Soc. Concessioni e Costruzioni Autostrade p.a (Gruppo I.R.I.) - Ed. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1959



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