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Lombardia

 

Comunicazioni stradali attraverso i tempi: Milano-Piacenza-Bologna
a cura del Dr. Daniele Sterpos

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Spedizioni per riaffermare l'autorità imperiale e papale.
Se il passaggio di un papa rappresentava, come si è visto, un fatto memorabile, ancora più raro era oramai, dopo tanto scorrazzare di sacri sovrani tedeschi, quello di un imperatore. Dalla morte di Federico II si hanno circa sessant'anni di assenza imperiale dall'Italia. Finalmente nel 1310 un "re dei Romani" si ripresenta di qua dalle Alpi, col proposito di farsi incoronare a Roma e di esercitare un'autorità giusta e pacifica nelle città, scosse all'interno e impegnate a lacerarsi reciprocamente. E' "l'alto Arrigo", il re invocato da Dante, anch'egli in quest'anni peregrinante in alta Italia, e probabilmente da comprendersi fra i viaggiatori illustri che percorsero tratti della Milano-Bologna.
Arrigo VII fece una lunghissima sosta a Milano; riprese finalmente il cammino, con ampio seguito, nell'aprile del 1311, e si diresse a Lodi. La notizia che l'imperatore si era mosso per la "via romana" corse certo l'Italia suscitando timori, illusioni ed entusiasmi, ma quando egli raggiunse Piacenza, con una deviazione per Cremona e Brescia, già si erano rivelate le gravi difficoltà dell'impresa. Invero essa doveva chiudersi con un fallimento, al quale avrebbe corrisposto una diecina d'anni dopo, a conferma della crisi delle due istituzioni universali che avevano dominato tanta parte del Medioevo, quello del legato spedito ad Avignone da Giovanni XXII, per rivendicare contro le usurpazioni signorili i diritti della Chiesa.
La direzione delle avanzate e delle ritirate di questo legato, Bertrando del Poggetto, l'asse del suo campo d'azione, fu la via Piacenza-Bologna. Egli incominciò ad attestarvisi togliendo ai Visconti, primissimo nemico da mettere a freno, la città di Piacenza e facendo di essa la sua base; l'usò per far convergere le sue forze e quelle parmensi contro Borgo S.Donnino, occupato da Azzone Visconti; e poi ancora avanzò su di essa fino a Parma e Bologna a ricevere la dedizione pacifica di quelle città. Da Borgo S.Donnino Azzone però seppe uscire senza danno; e nel novembre dell'anno medesimo (1325) combattè assieme ai Modenesi e ai lor alleati ghibellini la famosa battaglia di Zappolino, che segnò per i guelfi di Bologna un'autentica rotta.
Dopo lo scontro, mentre i vinti si chiudevano nella città per evitare il peggio, i ghibellini percorsero in tutta la sua lunghezza l'ultimo tratto della Piacenza-Bologna: prese e saccheggiate Samoggia e Anzola "veneno al borgo da Panigale e bruxono per fino suso le porte de bologna; e preseno lo ponte da Rheno e si li tosono di merli... e si corseno lo palio suso per la stà de san Felixe". E' facile capire quanto danno crisi di questo genere recassero alla strada e al traffico. La cronaca di Parma ci dice chiaramente che nel periodo in cui, come s'è ricordato, Azzone s'era impadronito di Borgo S.Donnino, nessuno che non fosse della sua parte si azzardava a passare di lì, non solo, ma "tutto il territorio al disopra e al disotto della strada fu abbandonato".
Naturalmente che doveva spostarsi per i propri affari s'ingegnava a profittare delle tregue e dei compromessi fra le varie parti. Tregue e compromessi non mancavano: ma nessun più stabile equilibrio riusciva a costituirsi in queste regioni del nostro paese tra le forze politiche in lotta.
Per di più successo sempre minore hanno gli interventi stranieri rappresentati dai viaggi dei sovrani tedeschi. Due che giungono dopo la morte di Arrigo VII toccano la via Emilia e vi fanno accorrere i rappresentanti di non pochi stati, e sono Ludovico il Bavaro, che tagli nel 1327, e Giovanni di Boemia che vi incontra Bertrando del Poggetto, quattro anni dopo, a Castelfranco. A queste forze non italiane si sottrae in definitiva l'intera zona tra Milano e Bologna, cosicchè verso il 1340 tutti i centri principali che le nostre strade collegano accolgono una propria signoria o sono legati con una che ha il suo centro nel territorio lombardo: Milano, Lodi e Piacenza coi Visconti, Parma con gli Scaligeri, Reggio coi Gonzaga, Modena con gli Estensi e infine Bologna coi Pepoli.

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Soc. Concessioni e Costruzioni Autostrade p.a (Gruppo I.R.I.) - Ed. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1959



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