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Lombardia

 

Comunicazioni stradali attraverso i tempi: Milano-Piacenza-Bologna
a cura del Dr. Daniele Sterpos

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Intervento di Carlo V. Spedizione contro Roma.
Dopo una serie di alterne vicende le velleità francesi in Italia furono stroncate nella battaglia di Pavia (1525) dal nuovo sovrano di Spagna e imperatore: Carlo V. Questi rappresenta ora la grande minaccia per gli stati italiani: di qui il massiccio sforzo compiuto contro di lui, con la lega di Cognac, nella quale il papa, Clemente VII, era stavolta al centro delle forze antispagnole: Venezia, Firenze, il duca stesso di Milano.
A determinare il fallimento della Lega (sostenuta assai scarsamente dalla Francia) bastò una spedizione punitiva che, raggiungendo Roma e operandovi il famosissimo "sacco", prostrò la volontà e l'autorità di Clemente VII (maggio 1527). L'itinerario della spedizione comprese un tratto della via da Piacenza a Bologna, non solo, ma gli spostamenti degli Imperiali e dei collegati in quella zona molto influirono sull'esito finale.
L'incertezza e l'indecisione degli eserciti della Lega permise ai due corpi di cui la spedizione era composta, quello comandato dal Borbone, proveniente dal Milanese, e quello che il Frundsberg conduceva dal Tirolo, di congiungersi a sud di Piacenza, tenuta dalle forze pontificie. Dopo alcuni giorni gli Imperiali si incamminarono per la via Emilia. Erano circa 22.000 uomini, malissimo pagati, turbolenti in parte al punto di preoccupare i loro stessi comandanti, e avidi quanto mai di predare. Il 22 febbraio erano a Borgo S.Donnino. I soldati della Lega l'avevano evacuata, passando a Parma; retrocedettero ancora fino a Bologna, e lì si misero a proteggere l'accesso alla città sulla via Emilia, fermandosi "in quattro alloggiamenti tra Anzuola a il ponte a Reno". Anche i soldati che erano in Piacenza ricevevano ordine di seguire a distanza gl'Imperiali; i Veneziani stavano ai fianchi, ma nessuno attaccava. Intanto i lanzichenecchi avanzavano per la via diritta seguendola fin dove potevano. Se ne staccarono definitivamente appena passata la Secchia, dove "presa la mano sinistra" andarono a Finale. Più tardi, apparvero verso Bologna e passarono oltre.
I collegati pregiudicarono durante questi movimenti le loro migliori possibilità. Essi "feciono una guerra di questa sorte, che mai non volono unirsi per opporsi alli nemici, ma venivano loro drieto e si poteva dire che li acompagnassino come fanno i servitori e padroni. Li avversari vennono vicini a Piacenzia, e Guido con li fanti del papa la guardò in modo che non vi si accostorono. Il medesimo intervenne di Parma e Modena; e feciono, e capitani e condottieri nominati di sopra, come alcuni medici poco esperti e poco dotti, che, senza purgare il corpo delli mali umori, sanano, con loro unguenti forti, le piaghe... e riducono la materia al cuore". Il cuore era Roma: e la spedizione arrivandovi ferì ben nel vivo, come s'è detto, l'animatore della Lega. Nel 1529 Carlo V poteva venire in Italia a raccogliere il frutto delle sue vittorie.

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Soc. Concessioni e Costruzioni Autostrade p.a (Gruppo I.R.I.) - Ed. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1959



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