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Lombardia

 

Comunicazioni stradali attraverso i tempi: Milano-Piacenza-Bologna
a cura del Dr. Daniele Sterpos

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Guerra di successione spagnola: mosse strategiche lungo la via Emilia.
Alla preponderanza spagnola pose fine la prima guerra di successione combattutasi tra il 1701 e il 1714 anche nelle regioni percorse dalla Milano-Piacenza e dalla via Emilia e su queste strade stesse. Quando al trono di Spagna salì Filippo nipote di Luigi CIV, si formò contro di lui e il suo potentissimo avo un'alleanza capeggiata dall'Impero austriaco e dall'Inghilterra. Nessuna opposizione al nuovo re nei domini italiani; comunque essi furono subito rafforzati da truppe francesi in previsione di attacchi esterni. Ecco infatti scendere un esercito imperiale; passare a est del Milanese e superare il Po. Seguì la controffensiva francese: fra i due contendenti vennero a trovarsi i sovrani di Parma e di Modena; questo ultimo che propendeva per gli Imperiali, vistasi occupare Reggio dai Francesi, il 30 luglio 1702 "con tutta la sua corte s'inviò alla volta di Bologna, lasciando il popolo di Modena in somma costernazione". Anche il Parmense passò sotto il controllo francese, restando tuttavia esposto alle puntate dei Tedeschi, che evidentemente scorrazzavano sulla via Emilia, se il primo di agosto quattrocento di loro fermavano presso Parma 2l'ordinario di Spagna con valigie e passeggeri".
Passata questa fase, la Via rimane fuori del conflitto; vi si gioca però un'importante partita alla fine dell'anno seguente. Il duca di Savoia, abbandonando l'alleanza francese, passa improvvisamente nel campo imperiale. A Vienna si riconosce l'urgenza di sostenerlo inviandogli una metà delle truppe che sono attestate al Po, presso Ostiglia. La difficilissima impresa (bisogna traversare senza perdite l'Emilia occupata dai Francesi del Vendome) fu affidata al generale Starhemberg. Egli incominciò a scendere lungo la Secchia negli ultimi giorni del 1703; il Vendome, sorpreso, non riuscì a impedirgli di raggiungere, in prossimità di Rubiera, la via Emilia.
Una volta sulla strada "gerrata" ovvero inghiaiata, gli Imperiali, costretti a condurre dei traini molto ingombranti, non la lasciarono che per qualche deviazione attorno ai centri maggiori. Si accamparono lungo di essa, prima al ponte sul Rodano (28-29), poi verso Cella, successivamente a nord di Reggio; passarono quindi l'Enza sul ponte di pietra e la Parma su uno volante da loro stessi gettato, perchè il duca non li volle in città. A questo punto seppero che il nemico era a una diecina di chilometri e passava l'Enza a sua volta. Accelerarono, malgrado la stanchezza. L'ultima notte del 1703 la passarono in sosta davanti a Borgo S.Donnino; gli abitanti si trovarono a dover fare un impreveduto regalo di circostanza: 150.000 razioni di pane e 300 carri da trasporto. Venne il maltempo, ma la marcia non rallentò; il primo gennaio gli Imperiali erano a Pontenure, il giorno successivo lasciavano la Piacenza-Bologna, andando verso Castel S.Giovanni. La spedizione poteva dirsi riuscita; alla notizia dell'avvenuto congiungimento coi Piemontesi vi fu molto entusiasmo a Vienna; lo Starhemberg, promosso subito feldmaresciallo, conservò certo un buon ricordo della via Emilia.

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Soc. Concessioni e Costruzioni Autostrade p.a (Gruppo I.R.I.) - Ed. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1959



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