historia.jpg (19680 byte)

Lombardia

 

Comunicazioni stradali attraverso i tempi: Milano-Piacenza-Bologna
a cura del Dr. Daniele Sterpos

home page


La Milano-Bologna nelle guerre di successione polacca e austriaca.
Tre anni dopo lo stesso generalissimo imperiale, Eugenio di Savoia, dovè ripetere all'ingrosso questo itinerario, per congiungersi con il cugino Vittorio Amedeo. Egli occupò Reggio, catturando il presidio francese, ma evitò Parma e Piacenza; sostò invece a Cadeo e Pontenure. Unite a quelle piemontesi le sue truppe vinsero la battaglia di Torino e occuparono poi subito, salvo alcune piazzeforti, la Lombardia. Qui alla Spagna si sostituisce adesso l'Austria, e vi si manterrà, a parte qualche parentesi, fino al 1859.
Scoppiata nel 1733 un'altra guerra di successione, quella polacca, ecco ancora la Lombardia e l'Emilia campo di manovra degli eserciti. Le maggiori strade, e naturalmente la Milano-Piacenza-Bologna, servono ai complicati spostamenti. Carlo Emanuele II di Savoia passa trionfalmente sul tratto Milano-Lodi, mentre su quello Modena-Bologna passa il vecchio Rinaldo d'Este cercando un'altra volta scampo fuori del suo stato. Davanti a Parma si combatte, il 29 giugno 1734, una battaglia grossa tra i Franco-Sardi che coprono la città e gli Austriaci che l'attaccano, e "si scontravano le due armate sulla strada maestra, o vogliamo dire via Claudia".
Assistè al fatto, del tutto involontariamente chè pensava di far sosta a Parma solo per la notte, Carlo Goldoni, e ce ne lasciò una descrizione non da manuale di strategia, ma sufficiente a spiegare come si sviluppasse il combattimento. Due reggimenti francesi, in avanscoperta presso alla città, si trovarono all'improvviso addosso l'intero esercito nemico. "Marciavamo per la strada maestra attorniata da ampie fosse: non poterono retrocedere". Rimasero così decimati; ma le sorti mutarono quando venne il grosso: allora gli assalitori furono respinti. Fu una giornata sanguinosa: "videsi in questi tempi Parma tutta piena di Gallo-Sardi feriti e una processione continua per due giorni sulla via Claudia di feriti tedeschi non curati da alcuno, de' quali parte ancora nel viaggio andavano mancando di vita...".
Tre giorni dopo il Goldoni pensava che si potesse proseguire per Modena, ma fu avvertito che "le strade per quella parte erano divenute impraticabili a motivo delle continue scorrerie delle truppe dei due partiti". Prese nella direzione opposta: incappò in certi disertori e arrivò a Casalpusterlengo spogliato di tutto. "Ecco i frutti disgraziati della guerra" conclude lo scrittore: e certo un po' di tutta la zona adiacente alla grande strada dovette allora esperimentare quanto essi fossero amari, specie dopo la suddetta battaglia e l'occupazione francese di Reggio, allorchè il fiume Secchia "era quello che divideva le Armate, le quali andarono godendo in dolce ozio fino alla metà di settembre , ma senza lasciarne godere un bricciolo ai poveri abitanti".
Con la pace il ducato di Parma veniva riunito al Milanese. Ma subito un nuovo turbine: la guerra di successione austriaca. Le nostre strade ne furono investite in pieno nel 1746. Le batterono i Gallo-Ispani ritirandosi dalla Lombardia precedentemente occupata e dall'Emilia, sotto l'offensiva austro-sarda: essi scesero da Milano a Piacenza e salirono da Reggio al ponte dell'Enza; qui "fu caldo il conflitto" e gli Spagnoli retrocedettero ancora. Sostarono al Taro e poi ripresero a ripiegare; gli Austriaci, incalzandoli verso Fiorenzuola a Pontenure, poterono raggiungere sulla strada il convoglio coi bagagli del duca di Modena: "argenterie, cavalli, muli, carrozze: tutto andò".
Queste mosse portarono l'esercito imperiale sotto Piacenza, dove esso ottenne una sicura vittoria e, più tardi, la resa della città. Finalmente la guerra si allontanò e tacque. Con la pace di Aquisgrana la Milano-Piacenza-Bologna era di nuovo strada di quattro stati, perchè Parma tornava autonoma sotto un ramo dei Borboni. Da tante lotte era finalmente uscita una condizione di equilibrio che avrebbe fruttato mezzo secolo di pace, della quale nessuna cosa più delle strade aveva bisogno.

o


indice argomento

Soc. Concessioni e Costruzioni Autostrade p.a (Gruppo I.R.I.) - Ed. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1959



sito di propriet� dell'Associazione Culturale Zivido
webmaster@aczivido.net