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Lombardia

 

Comunicazioni stradali attraverso i tempi: Milano-Piacenza-Bologna
a cura del Dr. Daniele Sterpos

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Restaurazione. Il supplizio di Giuseppe Andreoli.
A Napoli il Murat rimane come re per un anno: prima ancora di Waterloo l'ordinamento napoleonico dell'Italia è distrutto. Si compie ora la restaurazione dei vecchi regimi; l'Austria occupa di nuovo la Lombardia e sorregge con le sue forze gli altri stati, attraverso cui corre la strada che collega direttamente Milano a Piacenza e Bologna. Dal 1815 al 1860, attraverso periodi di apparente immobilità alternati ad altri densi di realizzazioni, si giunge ala fusione di tutti questi organismi in un solo regno nazionale, indipendente.
Le strade di cui stiamo parlando, mentre servono come sempre (anzi con aumentata intensità, chè questo è un periodo di progresso del traffico e di insofferenza per i confini e i controlli che lo limitano) ai commerci, ai servizi di posta e agli scambi ordinari, rendono possibili movimenti che molto concorrono a quella trasformazione, siano essi occulti contatti che propagano le nuove idee, siano viaggi di personalità influenti o concentramenti di truppe o spedizioni di volontari o esplosioni rivoluzionarie. Seguendo la vita della Milano-Piacenza e dell'Emilia anche solo fino a Bologna attraverso alcuni episodi a esse legati, appare chiaro il progressivo evolversi dei tempi. Queste strade sono un microcosmo in cui si riflette il maturarsi dei destini d'Italia.
Appena si manifesta, nel 20-21, l'azione delle società segrete con tentativi di turbare l'ordine instaurato dal congresso di Vienna, una delle vittime delle repressioni disposte dai sovrani cade sulla via Emilia. E' Giuseppe Andreoli, un sacerdote, colto e retto, condannato a morte nel processo contro 47 indiziati di appartenenza alla Carboneria tenuto nel ducato di Modena, e unico non graziato. A mezzogiorno preciso del 17 ottobre 1822, mentre scoppia una violenta tempesta, egli viene decapitato davanti al forte di Rubiera "tra le due Vie che si diramano dalla strada Emilia di Reggio, divergendosi una a mezzogiorno... e l'altra a levante". Il luogo, spiega la sentenza, "si è ravvisato a tal uopo conveniente non tanto per la sua vicinanza al Forte in cui sono detenuti i rei, quanto per la necessaria esemplarità, essendo sulla strada postale presso il confine dei territori di Modena e di Reggio".

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Soc. Concessioni e Costruzioni Autostrade p.a (Gruppo I.R.I.) - Ed. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1959



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