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la storia

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Unione giovani

Si provò ad impiantarla anche a San Giuliano. Dopo un vivo appello in chiesa ai genitori e ai giovani, una domenica di giugno, e io ben non ricordo, 10 giovani all'incirca furono dal preposto condotti a Melegnano, dove erano stati invitati coi loro giovani i parroci della plaga per fissare la sede che stringesse attorno a sé i vari gruppi giovanili delle parrocchie della plaga. Conferenziere fu il sacerdote don Francesco Olgiati di Milano, che parlò della natura delle unioni giovanili, ma purtroppo delle parrocchie parrocchie della plaga non intervennero che il proposto di San Giuliano ed il parroco di Carpiano. Dovendosi fissare la sede delle varie associazioni giovanili, mentre s'era pensato dal direttore generale don Giovanni Rossi di stabilirsi a San Giuliano, come luogo più centrale, il proposto disse Melegnano essere più adatta perché dai dintorni per tante e tante ragioni si affluisce a Melegnano, qui vi sono locali adatti, qui molti sacerdoti, che hanno agio di attendere all'associazione. Dal giugno all'ottobre ben tre volte i giovani di San Giuliano si recavano a Melegnano per le adunanze mensili, ma il loro numero andava diminuendo di volta in volta. Il gruppo di San Giuliano in ottobre in unione di quelli di Melegnano si recava a Milano pel convegno giovanile che si teneva al conservatorio, e i giovani ne ritornarono entusiasmati. Nel novembre e precisamente la seconda domenica di detto mese si tenne a San Giuliano la seconda conferenza per i giovani. Il conferenziere fu il giovane Cremascoli di Melegnano. Vi intervennero oltre quelli di San Giuliano, ben 20 di Melegnano e 10 all'incirca di Viboldone. Dietro proposta del prevosto fu nominato assistente ecclesiastico il rev.do don Giuseppe Politi di Viboldone. Dopo di allora cessarono pel 1918 i convegni mensili. Si ripresero nel marzo 1919, non però a San Giuliano. Qui si tenne un'adunanza una sola volta in giugno, nella quale tenne conferenza un sacerdote di Milano e tuttora al servizio militare. Oltre quelli di San Giuliano e di Melegnano vi intervennero, accompagnati dal proprio parroco quelli di Civesio. Questi insinuò al conferenziere che si doveva tenere conferenze anche a Civesio, non riflettendo che San Giuliano era la sede del gruppo. Si ebbe risposta affermativa, ma la conferenza a Civesio ancora non si tenne. Frattanto tornava a San Giuliano reduce dal servizio militare il giovane Rossetti Luigi egli fu da quei di San Giuliano nominato presidente dell'unione. Quei di Melegnano facevano frequenti gite a San Giuliano e trovando non conveniente l'oratorio di San Gregorio, dove tenevansi le sedute, mi domandarono il locale della vecchia scuola, che io ben volentieri concessi. Doveva essere luogo di convegno per i giovani dell'unione e nelle lunghe serate invernali potevano trovare modo di passare qualche ora, ma non ne fu nulla e questo non per colpa totale dei giovani, ma perché mancava ad essi la guida. Rimasto solo senza coadiutore più volte avevo detto a quei di Melegnano che prendessero la direzione del gruppo ed essi s'interessarono fin che fu trascorsa l'epoca del congresso giovanile tenuto a Milano il 31 agosto 1919. I giovani di San Giuliano dovevano anch'essi intervenire al congresso; era necessaria la bandiera. Quei di Melegnano insistevano perché si provvedesse. Io osservavo loro che la bandiera avrebbe importato in questi tempi una spesa ingente che era meglio prima dar consistenza all'unione e non provvedere la bandiera. Non era ben certo che ci sarebbero i giovani. Quanto ai mezzi i giovani non ci pensavano: si misero a questuare e raccolsero ben lire 90,00, ma ci voleva altro, occorrevano ben 450,00 lire! La bandiera non si potè provvedere e per intervenire al congresso si usò la bandiera del comitato parrocchiale. Il 31 agosto 1919 giorno del congresso giovanile al quale intervennero ben ventimila giovani, fu il giorno in cui la teppa di Milano si accanì contro i congressisti. Tra gli assaliti e malmenati furono anche i giovani di San Giuliano anzi furono i primi ad essere malmenati, perché per primi uscirono dal seminario. Nella zuffa colla teppa la bandiera del comitato parrocchiale rimase in mano degli assalitori ai quali venne tolta dai R. Carabinieri e portata alla Questura. Ove recatosi il prevosto, col presidente dell'unione e col giovane al quale fu rapita la bandiera, il giorno 3 settembre l'ebbe dal delegato domizio, dopo aver interrogato il giovane e messo a verbale la deposizione. Anche la teppa di San Giuliano non volle essere da meno di quella di Milano. Quando verso le 19 transitava da San Giuliano il treno che restituiva a Melegnano i giovani congressisti, tre di San Giuliano, Barbieri, Migliavacca ed un altro di cui non ricordo il nome, vi salirono insultando e percuotendo quei giovani. A tutt'oggi 22 aprile 1920 ancora non si raccolsero i giovani dell'unione. Io solo in parrocchia con mio sommo rammarico non vi posso attendere. Aspetto ansiosamente che mi sia assegnato un coadiutore che abbi volontà di lavorare e che sia adatto per la gioventù.

(da "Liber Chronicus" 1895-1923, Vol.I, archivio storico Parrocchia di San Giuliano Martire, San Giuliano Milanese)

 

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